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G7, Oxfam: "Al vertice grande nulla di fatto"

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Nessuna misura concreta sulla lotta alla fame e la tutela dei diritti dei migranti: le associazioni umanitarie bocciano il G7 di Taormina. “L’attenzione ai temi della sicurezza e del terrorismo è certamente comprensibile dopo i recenti attacchi terroristici, ma questo non può essere l’unico argomento affrontato in profondità a discapito di altre questioni, come la fame e le sfide collegate alla gestione della crisi migratoria, altrettanto centrali per milioni di persone", afferma Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia.

"Il Presidente Trump - continua Barbieri - ha contribuito, più di qualsiasi altro leader, ad impedire un avanzamento positivo della discussione su molti di questi temi, ponendo più di un dubbio sulla rilevanza del Gruppo dei Sette e sul loro effettivo impegno nel perseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.

“La sfida per la lotta alla fame nel mondo è stata di fatto ignorata dall’agenda dei Grandi della Terra: come anche ActionAid denuncia, senza un’inversione di rotta, entro i termini stabiliti dalle Nazioni Unite, ovvero il 2030, ci saranno ancora 650 milioni di persone che soffriranno la fame. I Leader non si sono dimostrati capaci di rispondere in modo efficace alle emergenze alimentari che stanno affliggendo diversi Paesi; in particolare, nel Comunicato finale non compaiono nuovi impegni per affrontare le crisi in Sud Sudan, Somalia, Nigeria e Yemen, dove 30 milioni di persone sono a rischio fame e carestie se non verranno stanziati nell’immediato 6 miliardi di dollari come richiesto dalle Nazioni Unite”, dichiara Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di Actionaid Italia. Ad oggi, solo un terzo di quanto necessario è stato stanziato.

Il fallimento sul fronte della sicurezza alimentare e nutrizionale ha prodotto una battuta di arresto anche sulla questione dei migranti, denuncia ActionAid. "Poteva essere affrontata in maniera innovativa, cercando delle soluzioni alle cause profonde che spingono milioni di persone a lasciare le proprie case per cercare fortuna anche in Europa. Non trovando consenso su una visione unanime sulla mobilità umana, i Paesi del G7 si sono limitati ad appellarsi al principio della responsabilità condivisa, confondendo gli obblighi dei Paesi donatori e più ricchi con quelli dei Paesi in via di sviluppo".

"La riaffermazione dei 'diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli di immigrazione' è preoccupante, in quanto rischia di legittimare la politica dei muri e di non considerare il valore umano della migrazione".

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