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Pannolini, quali scegliere?

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A chi va sempre di corsa i pannolini usa e getta sembrano, se non l’unica soluzione, di sicuro quella più pratica. Una volta sporchi i primi vengono semplicemente gettati nella spazzatura, i secondi si vanno ad accumulare nel cesto della biancheria sporca VAI ALLO SPECIALE

Pannolini usa e getta

Quindi se si pensa ai pannolini usa e getta viene in mente una impareggiabile praticità: si cambiano e si buttano nella spazzatura. Inoltre, studiati per essere indossati e tolti velocemente, si mettono bene anche se il bambino non ama stare fermo. Quanto alla spesa, si sa che questa è una delle voci più ‘importanti’: un modo per contenerla è quello di andare a caccia di offerte (nel caso si scelga il prodotto di marca). Ma non bisogna sottovalutare quelli con il marchio del supermercato: di solito costano meno: per sapere quali siano i migliori bisogna provarli o fidarci del consiglio di altre mamme.

Pannolini lavabili

Riducono senza dubbio la produzione di rifiuti. Possono essere lavati in lavatrice, ma comunque vanno ad accumularsi nel cesto della biancheria sporca. Si comprano una volta sola e “si riutilizzano per tutto il tempo necessario, magari anche per un altro bambino”, fa presente Reti di Pace (www.retidipace.it) che, insieme all’Associazione culturale pediatri, ha avviato un progetto di diffusione dei pannolini lavabili. In questo caso, quindi, bisogna sostenere solo una spesa iniziale (ne occorrono 20-24). Ne esistono 4 tipi (Prefold, Fitted, Aio - Tutto in uno e Pocket): ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. La Pannolinoteca di Reti di Pace ad esempio mette a disposizione dei neogenitori, per 15 giorni, un kit composto da vari modelli e marche di pannolini lavabili e le indicazione necessarie per la conservazione e il corretto lavaggio. Al momento del prestito viene richiesta una cauzione di 15 euro, che sarà restituita al momento della riconsegna del kit. Pian piano si stanno inoltre facendo largo servizi di lavanderia dei pannolini.

L’opinione del pediatra

“Non ci sono ancora studi che dimostrino che un tipo di pannolino sia migliore dell’altro rispetto alla cute sensibile del bambino”, spiega la pediatra ed allergologa Elena Galli, che fa parte del Direttivo della Società Italiana di Immuno-Allergologia Pediatrica. “Dal punto di vista dell’impatto ambientale non c’è dubbio che i lavabili siano migliori - sottolinea - Ed è anche vero che questi ultimi non contengono sostanze chimiche e lasciano quindi traspirare meglio la pelle”. “Ma allo stesso tempo c’è da dire che ogni cute è unica – continua l’esperta - ed esistono pelli più sensibili di altre, più predisposte a problematiche”. “La dermatite da pannolino è fondamentalmente legata a sfregamento, sudorazione, macerazione e ristagno di urine. Questi problemi, quindi, possono verificarsi con tutti i tipi di pannolino se questi non vengono cambiati spesso, ogni due ore o comunque quando, come dopo i pasti, è più probabile che il bimbo faccia i suoi bisogni”, dice ancora la pediatra la quale ricorda come, allo stesso tempo, quando si utilizzano i pannolini lavabili “un lavaggio non corretto e/o l’uso di determinati prodotti, come ammorbidenti e/o sbiancanti, può provocare irritazioni. In questi casi, anche i pannolini realizzati con le fibre migliori possono dare problemi”. Detto questo però c’è da ricordare un’ultima cosa fondamentale: “Le dermatiti da pannolini negli ultimi anni sono in aumento. Questo perché, per rendere più assorbenti i pannolini usa e getta, vengono utilizzate delle resine che possono favorire la comparsa di irritazioni. Nei pannolini lavabili, ovviamente queste resine non sono presenti”.

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