adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   musei on line  |   immediapress

Archivio > AdnAgenzia > 2008 > 04 > 04 > Cultura > Arte > MOSTRE-A-ROMA-MARIA-STELLA-GIORLANDINO-OPERE-SULLA-SOLITUDINE-FEMMINILE-2 185757

MOSTRE: A ROMA MARIA STELLA GIORLANDINO, OPERE SULLA SOLITUDINE FEMMINILE (2)

(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - A confrontarsi sulle provocazioni del titolo della mostra di Maria Stella Giorlandino, "La tela di Penelope" ("la forza con cui le donne l'hanno tessuta, accorciando sempre di più le distanze con il mondo maschile, le ha rese in realtà profondamente danneggiate" si sono confrontate donne note al grande pubblico, tra cui Maria Rita Dalla Chiesa che ha voluto ricordare che "la donna, in fondo, non è mai sola. A fare i sacrifici più grandi e a soffrire sono state le nostre nonne oppure le donne che oggi si ritrovano sole a un'età in cui il mondo del lavoro le respinge". Eroiche, più delle donne occidentali che il loro percorso l'hanno già compiuto, sono, secondo Valentina Colombo, esperta di lingua e cultura arabe, le donne del mondo musulmano. La studiosa ha invitato a riflettere sulla condizione della donna araba e sulla sua insospettata forza.

Invece, secondo Simona Izzo, "oggi a tessere la tela sono gli uomini, che restano a guardare mentre noi donne agiamo. Questa mostra, forse, doveva intitolarsi 'La tela di Ulisse'". Insomma, posizioni diverse per riflettere sul tema lanciato dalle quaranta opere di Maria Stella Giorlandino realizzate con tecniche miste: in china e pennini, con aerografo, acquarelli, sovrapposizione di foglie, colori acrilici.

"Tante le provocazioni che ha lanciato l'artista - ha concluso Angela Tatarella, docente di Filosofia del Diritto, tirando le fila dei ragionamenti fatti nel corso della tavola rotonda - ma io ne voglio cogliere una sola. Quando l'artista afferma che 'forse la tela di Penelope dovrebbe essere disfatta, per riscoprire un equilibrio, ma il problema è: con quali maglie iniziare?', io credo che una 'maglia' da cui partire in realtà c'è. Torniamo all'Antigone di Sofocle".Antigone, in effetti, disobbedì alla regola scritta per onorare la legge non scritta del cuore, pagando la propria scelta con la vita. "La mia natura - sostiene con fierezza l'eroina del mito - è di condividere affetti, non odi".

(Clt/Pe/Adnkronos)
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   musei on line  |   immediapress