
Egitto: la difficile scelta dei copti al ballottaggio, Shafiq in testa
ultimo aggiornamento: 31 maggio, ore 11:54
(Aki) - Meglio un presidente del deposto regime di Hosni Mubarak piuttosto che un capo di Stato islamico indicato dai Fratelli Musulmani. Questa la linea scelta dalla maggior parte dei copti cristiani che vive in Egitto in vista del ballottaggio dei prossimi 16 e 17 giugno, quando a sfidarsi saranno Mohammad Mursi, candidato del Partito di Liberta' e Giustizia, e Ahmed Shafiq, ultimo premier del deposto regime.
Lo racconta Amal Beshara, che partecipava alla messa di Capodanno del 2011 nella chiesa di Alessandria colpita da un attentato che ha causato la morte di 23 persone, tra cui anche il marito Magdi. Il governo del Cairo accuso' i miliziani islamici dell'attacco, sostenendo che era parte di una lunga serie di attentati contro i cristiani, mentre i copti accusarono il governo di non fare abbastanza per proteggerli. Alcuni puntarono il dito contro l'allora ministro degli Interni Habib el Adly, affermando che era coinvolto nell'organizzare di atti mirati a mettere gli islamici in cattiva luce. Qualche settimana dopo quell'attentato, in Egitto ebbe inizio la Rivoluzione del 25 gennaio che fece cadere il governo di Mubarak. Ma ora, un anno e mezzo dopo, quella stessa comunita' copta si trova a dover scegliere tra un presidente islamico e uno del deposto regime senza che sia stato individuato il colpevole dell'attentato alla chiesa di Alessandria. (segue)
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