
Egitto: vescovo copto, militari vogliono il monopolio del potere
ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 12:16
(Aki) - "Sembra che ci sia la volonta' della giunta militare di avere il monopolio del potere o comunque di restare in sella, assumendo provvedimenti che ci stupiscono di giorno in giorno". E' con queste parole che il vescovo copto William Samaan, membro della dalla Fondazione Oasis per il dialogo interreligioso, spiega ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL in che modo vede le recenti evoluzioni della politica egiziana alla luce della decisione della Corte Suprema di invalidare l'elezione del Parlamento e dell'esito del ballottaggio per le presidenziali. "Il fatto che i sostenitori di Mohammed Mursi siano subito scesi in piazza annunciando la vittoria del loro candidato - spiega - esprime la loro volonta' di imporre la vittoria come un dato di fatto. Non escludo quindi che i Fratelli Musulmani possano arrivare a un accordo con la giunta militare al potere".
Il prelato non crede che in occasione del ballottaggio per le presidenziali ci siano stati brogli. "I risultati saranno veri e non credo ci sia stato spazio per brogli - aggiunge - Se i sostenitori di Mursi sono scesi in strada e' solo per determinare un dato di fatto. Esiste pero' un timore reale da parte dei non musulmani e dei musulmani liberali, degli artisti e dei giornalisti cosi' come dei laici circa il fatto che gli islamici salgano al potere. In particolare in alcuni settori, come quello del Turismo, si temono contraccolpi circa le scelte che il partito di Liberta' e Giustizia potra' prendere. Si teme si possa cercare di tornare al Califfato islamico con Gerusalemme capitale o all'imposizione della tassa per i non musulmani (la Jizia) o che le donne vengano rinchiuse in casa. Abbiamo sentito dichiarazioni che ci portano ad avere timori di questo genere".
A proposito invece dell'elezione del nuovo Papa dei copti ha concluso: "Credo che avverra' nelle prossime settimane. Sono necessarie alcune misure, ma ritengo che i fatti che stanno accadendo nel paese possano influire sulla scelta della futura guida della chiesa copta".
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