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All’Esposizione Internazionale un innovativo padiglione a firma di Carlo Ratti e Walter Nicolino

All’Expo’ 2008 di Saragozza due architetti italiani firmano il ‘Digital Water Pavilion’


Selezionata dalla rivista Time come ‘Miglior Invenzione dell’Anno 2007’, la struttura altamente innovativa presenta pareti costituite unicamente da acqua e sulle quali scorrono testi, pattern, immagini

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Saragozza - Lo spagnolo “Expo 2008”, l’Esposizione Internazionale che per tre mesi ridisegnerà il tessuto urbano della città di Saragozza, a metà strada dalle due grandi metropoli Madrid e Barcellona, ha un cuore tutto italiano. Prestigiosa la partecipazione nostrana alla manifestazione che quest’anno avrà come filo conduttore il tema “L’acqua come elemento di sviluppo sostenibile”. A firma di architetti italiani, Carlo Ratti e Walter Nicolino, è il progetto per la costruzione del “Digital Water Pavilion”, uno dei padiglioni d’entrata all’Expo 2008, situato sulla porta di ingresso sud. Selezionata dalla rivista Time come “Miglior Invenzione dell’Anno 2007”, la costruzione rappresenta un progetto fortemente innovativo e rivoluzionario sul piano della rivalutazione/creazione degli spazi e dei materiali utilizzati, progetto al quale gli architetti italiani hanno lavorato per tre anni.

“La concezione del Padiglione Acqua è cresciuta pensando ad una sfida principale - ha dichiarato Ratti – ‘come è possibile rendere fluida l’architettura ri-configurabile’?” Innovativo per l’impiego, come ribadisce la scelta del nome “Acqua Digitale”, l’impiego dell’acqua come unico elemento utilizzato per la sua costruzione. Primo e unico caso, quello a firma dei due architetti italiani, di impiego dell’acqua come elemento urbano. “L’effetto – ha aggiunto l’architetto Ratti - è proprio quello di una cascata d’acqua che si interrompe in alcuni punti specifici, creando una sorta di schermo nel quale i pixel che disegnano le immagini non sono luminosi, ma fatti di aria e acqua. L’intera superficie diventa quindi un display digitale che scorre continuamente verso il basso”. Un padiglione costituito interamente d’acqua dall’effetto sorprendente. Il cuore pulsante dell’opera è formato da una struttura portante con pareti a cascata dislocate su una superficie di ben 400 mq. Pareti dotate di sensori che attraverso l’impiego di un sistema di controllo digitale permette all’acqua di interrompersi in punti definiti oppure di far scorrere sulle pareti testi, pattern, immagini, rendendo così l’edificio un’architettura multimediale a tutti gli effetti. Ad ideare l’innovativo concept è stato il Massachusetts Institute of Technology (Mit). Pensato inizialmente come installazione urbana, l’innovativa soluzione architettonica potrebbe essere parte integrante della “casa del futuro”, dove le pareti sono costituite da muri d’acqua mobili.

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