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Pelle più giovane con tecnica anti-assottigliamento


Si chiama 'needling' e si esegue in 30 minuti

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ultimo aggiornamento: 21 novembre, ore 12:45
Spostare indietro le lancette del tempo per la pelle, agendo sulle cellule produttrici di collagene così da farle lavorare a un ritmo da under 40. È quanto promette il 'needling' (needle in inglese significa ago): novità in tema di ringiovanimento dell'epidermide, a metà strada tra una cura medica e una tecnica chirurgica superficiale. Il risultato è una pelle più liscia, spessa ed elastica a un prezzo contenuto e in appena 30 minuti di trattamento. Il 'needling', indicato per contrastare rughe, rilasciamenti cutanei, invecchiamento e assottigliamento della pelle, consiste nel passare sulla pelle, in anestesia locale, uno strumento costituito da un rullino cosparso di aghi cortissimi (da un millimetro e mezzo a tre) e sottilissimi (un decimo di millimetro e anche meno), che entrano nello strato corneo fino all'inizio del derma, pungendo i primi capillari.

Ciò fa fuoriuscire le piastrine, che rilasciano i relativi fattori piastrinici Pdgf e Fgf, sostanze di tipo ormonale che stimolano particolari cellule cutanee (i fibroblasti) a produrre collagene ed elastina in abbondanza. Nato da un'intuizione del chirurgo plastico sudafricano Desmond Fernandes, la tecnica è stata introdotta in Italia all'Istituto medico Quadronno di Milano da Massimo Signorini, chirurgo plastico-estetico. "In questo modo - dice - spingiamo le cellule 'impigrite' dall'età a produrre le sostanze che danno elasticità e turgore alla pelle come accade normalmente quando si hanno 20 e 30 anni, ringiovanendo la pelle dall'interno. Nei giovani invece questa tecnica porta a una iperproduzione di collagene, utile nel trattamento delle cicatrici da acne o delle smagliature".

Il 'needling' prevede una fase preparatoria con acido retinoico, da applicare quotidianamente sulla parte da trattare e della durata di circa un mese e mezzo, per potenziare la fase naturale che verrà provocata dalla tecnica in sé, e una fase post-trattamento che compie sempre il paziente e sempre con acido retinoico, per ridurre l'arrossamento della pelle e che dura al massimo una settimana. "Fino a oggi la chirurgia aveva elaborato sistemi sempre più perfezionati, per risollevare i tessuti del viso, che con l'età tendono a cadere. Mi riferisco in particolare al lifting - aggiunge Signorini - Ma non avevamo nulla di soddisfacente ed efficace per contrastare l'assottigliarsi della pelle, che è il problema di base, causa delle rughe".

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