
P.i.: la riforma Brunetta è legge
Maggiore mobilità anche volontaria nelle sedi carenti di organico e formazione all'estero per i dirigenti, permanenza per almeno un quinquennio per i dirigenti vincitori di concorsi nella sede di prima destinazione
ultimo aggiornamento: 03 marzo, ore 13:53
Maggiore mobilità anche volontaria nelle sedi carenti di organico e formazione all'estero per i dirigenti, permanenza per almeno un quinquennio per i dirigenti vincitori di concorsi nella sede di prima destinazione. E, ancora, obbligo di cartellino di riconoscimento per i dipendenti pubblici. Sono alcune delle principali misure previste dal disegno di legge Brunetta approvato in via definitiva dal Senato. Il provvedimento, che consta di 13 articoli, prevede inoltre lo stanziamento di 4 milioni di euro per la realizzazione di progetti sperimentali e innovativi su nuove metodologie di valutazione tra le amministrazioni centrali e gli enti territoriali. E, sempre nell'ambito della valutazione, la creazione di un'Authority ad hoc per garantire trasparenza. Tra gli altri punti salienti, anche la riorganizzazione della Corte dei Conti e la nuova composizione del Consiglio di presidenza.
La riforma, infatti, si propone la convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle procedure della contrattazione collettiva, l'introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative, la valorizzazione del merito e il conseguente riconoscimento di meccanismi premiali, la definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici, l'introduzione di strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base territoriale, la valorizzazione del requisito della residenza dei partecipanti ai concorsi pubblici, qualora ciò sia strumentale al migliore svolgimento del servizio.
La riforma, grazie a una modifica, prevede anche l'innalzamento di fatto del tetto di anzianità pensionistico a 40 anni in quanto viene calcolato sulla base del servizio effettivo e non contributivo (riscatto laurea a o servizio militare).
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