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In esposizione al centro Russia ecumenica a Borgo Pio

Per la prima volta a Roma le icone di bronzo della collezione Belvedere


La produzione delle icone di bronzo alla fine del XVII sec. divenne una peculiarita' della cultura dei Vecchi Credenti russi. Le icone di bronzo si erano diffuse in Russia da Bisanzio sin dai tempi della cristianizzazione, ed esempio ne sono le tre piccole croci della mostra.
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 10:53
Roma - Una rara occasione per tutti gli appassionati di arte sacra. A Roma per la prima volta in mostra l'intera collezione di icone di bronzo appartenente a Belvedere . Ad ospitare l'esposizione di queste opere il Centro Russia Ecumenica che, dopo le icone dipinte della Collezione Bigazzi, accoglie ora questi 75 pezzi d'arte, facendosi promotore di un genere artistico ancora poco conosciuto. A Borgo Pio, a due passi dalla Basilica di San Pietro, il Centro Russia Ecumenica e' specializzato in letteratura religiosa dei cristiani ortodossi , in patristica greca, in studi sull'icona, ecc. E' altresi' specializzato in icone lignee contemporanee ed nella vendita delle riproduzioni a stampa di icone antiche. Il Centro si presenta come un ponte fra i cristiani cattolici e quelli ortodossi, e persegue la finalita' che, un giorno, i cristiani di est ed ovest saranno uniti sotto una stessa croce, senza piu' dispute ne' divergenze.

Sulla mostra di icone di bronzo il direttore del Centro, don Sergio Mercanzin, ha detto: ''Piu' che di pezzi rari si tratta di opere, per cosi' dire, ignorate dalla maggior parte dei cristiani, anche ortodossi. Grazie alla mostra e grazie al catalogo cominceremo a gettare una nuova luce su questo lembo del culto dei russi, in cui fede e arte hanno prodotto risultati d'eccellenza gia' a partire dal XVII secolo''. Nella Collezione di Belvedere le rarita' effettivamente non mancano. Tre croci battesimali di piccole dimensioni risalgono al XV, XVI e XVIII secolo. Fra gli altri pezzi ancora due risalgono al XVIII sec., cinque sono databili a cavallo fra XVIII e XIX sec., mentre la maggior parte e' del XIX sec., e solo alcuni esemplari sono dell'inizio del XX.

La produzione delle icone di bronzo alla fine del XVII sec. divenne una peculiarita' della cultura dei Vecchi Credenti russi. Le icone di bronzo si erano diffuse in Russia da Bisanzio sin dai tempi della cristianizzazione, ed esempio ne sono le tre piccole croci della mostra. Tuttavia, i Vecchi Credenti diedero nuova vita a questo genere artistico-religioso, creando nuove tipologie e nuove impensabili tecniche espressive. I Vecchi Credenti erano una corrente scismatica russa, che si era staccata dalla Chiesa ufficiale in quanto non aveva accettato le riforme introdotte dal patriarca Nikon, concernenti l'ortografia dei sacri testi e la pratica religiosa. Erano dei tradizionalisti, contrari all'idea che quanto era stato prodotto fino ad allora dalla Chiesa patria fosse in larga parte da emendare, da avvicinare al modello greco.

I Vecchi Credenti vennero crudelmente perseguitati, sia dal governo che dalla Chiesa ufficiale, dunque dovevano nascondersi e fuggire. In queste loro peregrinazioni, fondarono centri importanti ai margini dell'Impero Russo: a Vetka (confine fra Russia, Ucraina e Bielorussia), a Samara (sud), sui monti Urali (est), lungo la costa del Mar Bianco chiamata Litorale, in russo Pomo'r'je (nord). Nel Pomo'r'je, in particolare nel centro di Vyg, venne rivitalizzata la tecnica per la produzione delle icone di bronzo con fusioni di ottima fattura, l'introduzione di decorazioni a motivi vegetali e smalti monocromi e policromi, e la creazione di nuove composizioni, fra cui i celebri trittici e polittici pluripartiti.

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