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Conclusa in Campania prima fase restauro della barca romana di Ercolano

ultimo aggiornamento: 24 luglio, ore 12:49
Scoperta durante gli scavi del 1982, e’ tra i reperti piu’ significativi degli scavi Magazine» Tesori del territorio
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Ercolano (Na) - La conclusione della prima fase del restauro della barca romana rinvenuta a Ercolano sull’antica spiaggia permette di aprire al pubblico uno dei reperti simbolo dell’antica città e di esporre, per la prima volta, una serie di oggetti collegati al mare e alle attività marinare. Agli inizi degli anni Ottanta del Novecento, da un’intuizione di Giuseppe Maggi, in quel tempo direttore degli Scavi, l’esplorazione archeologica davanti alle Terme Suburbane raggiunse la sabbia vulcanica dell’antica spiaggia, dimostrando in modo incontrovertibile la posizione del litorale davanti alla città. Ma le sorprese erano appena iniziate: sulla spiaggia, e soprattutto nei magazzini che si aprivano su di essa, si rinvennero oltre trecento scheletri di ercolanesi che avevano cercato riparo all’interno di quelle robuste arcate ricavate al di sotto dell’Area Sacra e della Terrazza di M. Nonio Balbo, sperando forse nell’arrivo di soccorsi dal mare.

La scoperta più importante avvenne il 3 agosto del 1982 quando nella zona davanti alle Terme Suburbane iniziò a emergere dall’interro vulcanico la chiglia di una barca rovesciata dalla furia dell’eruzione. Questa era stata sepolta dai flussi piroclastici rimanendo sigillata nella coltre di materiali vulcanici che si indurì rapidamente garantendo, con la mancanza di ossigeno, la conservazione dei legni.

"E' con grande soddisfazione - dichiara la dott.ssa Maria Paola Guidobaldi, direttrice degli Scavi di Ercolano - che presentiamo al pubblico la prima fase del restauro della Barca, un reperto eccezionale che assomma in sé alcune delle più significative peculiarità degli Scavi di Ercolano: la stupefacente conservazione dei materiali organici e la cruda evidenza della tragedia che si consumò nella notte dell'eruzione. Il padiglione della Barca, in cui esponiamo anche molti altri manufatti legati alle attività marinare, prelude alla prossima musealizzazione degli scheletri dei fuggiaschi nei Fornici sull'antica spiaggia, autentico monumento di un popolo anonimo, catturato per sempre nel suo ultimo istante di vita".

Il restauro fa parte dei lavori finanziati con Fondi Europei per il tramite della Regione Campania (POR 2000-2006) coordinati e diretti da funzionari dell’ufficio tecnico e dell’ufficio restauro della Soprintendenza e rientra nel complesso di sostanziali interventi di valorizzazione che includono l’area del parco archeologico compresa fra il Nuovo Ingresso agli Scavi e l’area della Villa dei Papiri, per un’estensione territoriale di oltre 10 ettari dell’intera area demaniale.

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