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Il Collegio nazionale smonta articolo per articolo il testo approvato dal governo

Agrotecnici, allarme e sconcerto per dpr riforma delle professioni

Roberto Orlandi presidente degli Agrotecnici (Foto Labitalia)Roberto Orlandi presidente degli Agrotecnici (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 19:32
Tra le criticità sollevate figura la sparizione della definizione di 'professione intellettuale', che diventa 'professione regolamentata' e viene estesa non solo agli iscritti negli albi, per i quali è richiesto l'esame di Stato abilitante, ma anche agli iscritti in un qualunque registro o elenco tenuto da amministrazioni o enti pubblici


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Roma, 19 giu. (Labitalia) - "Il testo predisposto dal ministro Paola Severino ha destato vivo allarme e sconcerto, anche perché in questi mesi pressoché tutte le professioni ordinistiche avevano offerto al dicastero di via Arenula la massima collaborazione, consegnando anche diverse ipotesi di intervento". Così il Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati commenta l'approvazione dello schema di dpr sulla 'Riforma degli ordinamenti professionali'.

"A fronte di una disponibilità sincera e così intensamente attuata - si legge in una nota - le professioni che l'avevano praticata si sarebbero attese perlomeno di essere messe a preventiva conoscenza del testo finale, prima dell'approvazione al Consiglio di ministri, non certo per condizionare il governo ma semplicemente per rilevare eventuali errori e incongruenze che potessero mettere in pericolo l'iter del provvedimento".

Tra le criticità sollevate dal Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati figura la "sparizione della definizione di 'professione intellettuale', che aveva sin qui trovato una propria connotazione precisa, e il dpr ne vira la definizione in 'professione regolamentata', inoltre estendendola non solo agli iscritti negli albi, per i quali è richiesto l'esame di Stato abilitante, ma anche agli iscritti in un qualunque registro o elenco tenuto da amministrazioni o enti pubblici".

"Il dpr - osserva il Collegio - viene così ad applicarsi a un amplissimo e indefinito numero di soggetti, molto oltre la platea degli iscritti agli albi professionali, producendo una confusione senza precedenti. Che vengano confusi i professionisti ordinistici con soggetti diversi emerge indirettamente anche dall'art. 5 del dpr, riferito all'assicurazione professionale, il quale prevede, oltre agli ordini, anche 'Associazioni professionali' (che sono una figura estranea al sistema istituzionale ordinistico) fra i soggetti giuridici che possono contrarre polizze collettive".

Ma, secondo gli agrotecnici, "è l'articolo 6, sul tirocinio professionale a destare maggiore preoccupazione, sia per la tecnica legislativa utilizzata che per il mancato coordinamento con la normativa pre-vigente e si limita, senza alcuna apparente logica, il tirocinio svolto in concomitanza del percorso di studi a soli sei mesi obbligando quindi migliaia di praticanti ad allungare di un anno il percorso per l'esame di Stato abilitante".

"Totalmente negativo - proseguono - anche il giudizio sul comma 9 dell'art. 6 del decreto, che impone ai praticanti lo svolgimento di un corso di formazione minima di 6 mesi; questi corsi, anche per la loro durata, non potranno essere gratuiti, costringendo i giovani praticanti ad assumersene i relativi costi, di certo non indifferenti. La circostanza poi che i corsi possano essere svolti anche da soggetti diversi dai collegi e ordini ipotizza il nascere di un fiorente mercato della formazione a pagamento, un nuovo business tutto a spese dei giovani praticanti".

Il presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, Roberto Orlandi, dopo aver preso atto dell'inutilità di qualunque dialogo con il ministro Paola Severino, ha precisato che interverrà nelle sedi parlamentari e al Consiglio di Stato per "chiedere che vengano eliminate le disposizioni che eccedono la delega concessa al governo, che confliggono con la precedente legislazione e quelle anacronistiche, che rendono più difficile il percorso che i giovani devono seguire per accedere alla professione". "E, ove non vengano apportate le necessarie modifiche, il provvedimento, una volta pubblicato, sarà impugnato innanzi al Tar Lazio", avverte.

Il presidente Orlandi chiederà inoltre l'intervento dell'Antitrust, segnalando tutte le disposizioni che allungano irragionevolmente la durata del tirocinio professionale o impediscono l’esercizio della professione.


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