Malattie reumatiche, 10 regole per riconoscerle
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 12:37
Decalogo fondazione italiana ricerca artrite, Carla Fracci testimonial Magazine» Stile di vita italiano e benessere
Un decalogo per aiutare gli italiani a riconoscere in tempo i primi sintomi delle malattie reumatiche. E una campagna di raccolta fondi per la ricerca sull'artrite, che ha come testimonial la regina della danza classica italiana: Carla Fracci. Sono le iniziative lanciate dalla Fondazione italiana per la ricerca sull'artrite (Fira), in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche. L'idea della Fondazione è stata quella di offrire uno strumento concreto per arrivare a una diagnosi precoce di queste malattie che, se non curate, possono portare progressivamente all'invalidità.
Con questo spirito nasce il decalogo presentato da Fira: una lista dei 10 sintomi più comuni. Dal dolore e gonfiore alle articolazioni di mani e polsi alla rigidità articolare prolungata per oltre un'ora al mattino. E ancora: sbiancamento delle dita delle mani e sensazioni di secchezza o di sabbia negli occhi, associata a secchezza della bocca e dolori articolari o muscolari. Alcuni dei sintomi citati nel decalogo sono tipici esclusivamente dei giovani o degli over 50, altri compaiono nelle donne in post-menopausa o nei pazienti in cura con cortisone e in quelli affetti da psoriasi. Riconoscerli e arrivare al più presto a una diagnosi è essenziale per limitare i danni e curare al meglio i malati, sottolineano gli esperti.
"La gestione di queste patologie - spiega Carlomaurizio Montecucco, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir) - è diventata più complessa, per questo è importante che i medici di famiglia e i pazienti sappiano individuare i sintomi che richiedono un approfondimento specialistico". Subdole e silenziose, le malattie reumatiche consumano a poco a poco la cartilagine e i tessuti vicini. Nessun campanello d'allarme all'inizio. Poi, all'improvviso, i dolori articolari e le prime difficoltà nel movimento. Obiettivo della Onlus Fira, ricorda una nota: promuovere la ricerca scientifica su queste patologie. Una missione a cui Carla Fracci presterà il volto: "Desidero contribuire a promuovere e stimolare la ricerca sull'artrite perché danneggia le articolazioni, compromettendo anche gravemente la vita, l'autonomia e le capacità lavorative di chi ne soffre", riferisce l'artista. Ecco, nel dettaglio, il decalogo per la diagnosi precoce delle malattie reumatiche firmato da Montecucco:
1) Dolore e gonfiore alle articolazioni delle mani e/o dei polsi che persiste da più di 3 settimane;
2) Rigidità articolare che dura da più di 1 ora al mattino, dopo il risveglio;
3) Gonfiore improvviso, associato o meno a dolore e arrossamento locale, di una o più articolazioni in assenza di trauma;
4) Nel giovane: dolore di tipo sciatico fino al ginocchio che va e viene, cambiando anche di lato, che aumenta durante il riposo notturno e si attenua con l'attività fisica;
5) Sbiancamento delle dita delle mani all'esposizione al freddo o per variazioni climatiche o per emozioni. E ancora:
6) Sensazione di secchezza o di sabbia negli occhi, associata a secchezza della bocca e a dolori articolari o muscolari;
7) Arrossamento al viso, su naso e guance o attorno agli occhi, peggiorato dall'esposizione solare anche lieve e associato a dolori articolari;
8) Nell'ultracinquantenne: improvvisa comparsa di dolore ad entrambe le spalle, con impossibilità di pettinarsi o allacciare il reggiseno, ed alle anche con difficoltà ad alzarsi da una poltrona, specie se accompagnato da mal di testa e calo di peso;
9) Nella donna in post-menopausa o nel paziente che assume cortisone: dolore improvviso alla schiena particolarmente dopo uno sforzo o il sollevamento di un peso;
10) Nei soggetti affetti da psoriasi o con familiari affetti da psoriasi: comparsa di dolore alle articolazioni o alla colonna vertebrale o al tallone.
Meno matrimoni per chi sopravvive al cancro da piccolo
Le persone che hanno superato un tumore da piccoli, una volta cresciuti, sono meno propensi al matrimonio: il 46% non si sposa. A mettere in luce il particolare 'effetto collaterale' è uno studio pubblicato nel numero di ottobre di 'Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention'.
Molte persone che hanno vinto la battaglia contro il cancro, spiega Nina Kadan-Lottick, docente della Scuola di medicina di Yale, Usa, "si impegnano pienamente nella vita sociale" proprio come conseguenza della malattia superata. I ricercatori americani, dunque, hanno cercato di individuare eventuali tratti comuni utilizzando dati di uno studio nazionale sui sopravvissuti a tumori infantili, seguendo - in questo caso - 10.000 persone. "Il nostro studio insiste sugli aspetti della vita dei sopravvissuti che altera la loro capacità di scegliere il matrimonio, in particolare i problemi fisici e dei problemi cognitivi", continua Kadan-Lottick. L'ipotesi è che questi problemi potrebbero essere legati ad alcune forme di chemioterapia e radioterapia. Il dato oggettivo, invece, è che il 42% di chi ha superato un cancro infantile si è sposato, il 7,3% è separato o divorziato e 46% non si è mai sposato.
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