Tra massaggi e piscina, piacciono le vacanze alle terme
ultimo aggiornamento: 08 ottobre, ore 15:02
Presidente Federterme, pacchetti low cost attirano anche famiglie Magazine» Stile di vita italiano e benessere
Fanghi, massaggi e piscina invece della spiaggia o delle passeggiate in montagna. E' una delle tendenze del 2009, che vede in ripresa l'afflusso alle terme diffuse su tutto il territorio italiano. Da Merano a Ischia, da Montecatini a Santa Cesarea, l'Italia è infatti il Paese europeo più ricco di acque e fanghi termali e questa offerta è sempre più apprezzata non solo per le virtù terapeutiche, ma anche per quelle di relax e divertimento.
"Le aziende termali - conferma il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci - hanno adottato in tempi crisi una politica di prezzi bassi, mettendo sul mercato offerte e pacchetti vacanze destinati a un pubblico più ampio come quello delle famiglie". E in effetti è ricca e varia l'offerta che i circa 380 stabilimenti termali attivi in tutta Italia propongono a chi decide di regalarsi una vacanza all'insegna del benessere.
Insomma, le terme sempre di più costituiscono un punto di riferimento non solo per chi vuol curare una particolare affezione o per la terza età, ma anche per chi vuole 'staccare' dallo stress quotidiano, con una pausa dedicata alle cura naturale del corpo e dello spirito, e un occhio alla cultura e allo svago. Anche il turismo termale ha risentito della pesante congiuntura, ma "meno di altri settori", assicura Jannotti Pecci. "Nei primi mesi dell'anno - aggiunge - abbiamo registrato una diminuzione delle presenze del 5%, ma qualcosa stiamo recuperando". E comunque, continua il numero uno di Federterme, "i veri consuntivi si fanno a fine ottobre, perché settembre e ottobre sono due mesi molto significativi per il settore turistico".
L'altro dato che sottolinea il presidente della Federazione delle aziende termali è "il calo del fatturato, sempre nei primi 7 mesi, del 10% rispetto al 2008. Questo è dovuto - chiarisce - al fatto che le aziende hanno messo a disposizione dei clienti prodotti più convenienti dell'anno scorso, con tariffe calibrate su target specifici, come i pacchetti-famiglia".
Dalle terme, dunque, anche il turismo esce ringiovanito. "E' così - conferma Jannotti Pecci - e a questo 'ringiovanimento' ha contribuito anche la scelta, per molte famiglie, di non allontanarsi troppo da casa". Vince anche la voglia di salute e di benessere fisico. "Stiamo raccogliendo ora i frutti di una lunga campagna culturale basata sul messaggio che il benessere delle terme è altra cosa da quello di una qualunque Spa". In ripresa anche, conclude, "il ricorso ai trattamenti terapeutici tradizionali, quelli cioè per apparato respiratorio e malattie della pelle". Segno di un'attenzione a cure meno 'invasive' per il proprio corpo. Le 380 aziende del sistema termale italiano sono diffuse in 185 località, gli addetti diretti sono circa 16 mila, ma con l'indotto arrivano a 60 mila e le prestazioni annue ammontano a circa 24 milioni di euro. In un anno, si rivolgono alle cure termali circa 1,5 milioni di persone.
Proprio per fare il punto sulle opportunità di sviluppo per il territorio offerte dal termalismo, Federterme ha promosso una serie di incontri nell'ambito di 'Terme aperte', iniziativa che si inserisce nel quadro delle celebrazioni del 90esimo anniversario della fondazione della Federazione (1919). Il prossimo appuntamento è a Santa Cesarea (Lecce) il 29 agosto.
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