Aids: film su 25 anni italiani della malattia, ad aprile nei cinema
ultimo aggiornamento: 18 febbraio, ore 16:30
Roma, 18 feb. (Adnkronos Salute) - Un film-documentario per raccontare come l'Aids abbia segnato gli ultimi 25 anni della storia del nostro Paese. 'Il sesso confuso, racconti di mondi nell'era dell'Aids', di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbellli, approderà ad aprile nelle sale cinematografiche del circuito Docintour. Il 26 febbraio prossimo sarà al Festival organizzato dalla Cineteca di Bologna 'Visioni italiane' per parlare di un quarto di secolo vissuto con il fantasma di una malattia che "come nessun'altra - sottolinea Corbelli alla presentazione del film, oggi a Roma - ha provocato reazioni forti: paura, sospetto, panico. Ma anche solidarietà, impegno, mobilitazione".
Al centro del film-documentario le storie e i volti: medici, attivisti, operatori del settore, personaggi dello spettacolo ma anche persone comuni. Ognuno a rappresentare se stesso, messo di fronte ad alcune domande sull'Aids, sulla felicità, la vita e il sesso. "Questo documento - precisa Adriatico - raccoglie voci e volti che aspettavano non so da quanto di parlare. Al centro del film non c'è l'Aids, non le cure, non la malattia. Ma il pensiero e le emozioni sulla patologia. I volti per raccontare una pandemia che nel nostro Paese è stata sempre vissuta nascostamente".
Attraverso le risposte, dunque, di volti noti e non (tra gli altri l'ex ministro della Salute Livia Turco e celebri addetti ai lavori del pianeta Hiv), si compone il racconto collettivo di Adriatico e Corbelli sulla storia italiana dell'Aids negli ultimi 25 anni. Un film "che arriva oggi per parlare finalmente di questa malattia come di una cosa reale - spiega Corbelli, toccato in prima persona dal virus in quanto sieropositivo - e non come di un fantasma che continua ad aleggiare. Ci auguriamo che possa arrivare anche nelle scuole, ma sappiamo che il percorso per approdare con questo tema tra gli studenti non è agevole".
Anche girare delle scene in un liceo italiano non è stato cosa facile, ammette Adriatico. "Ci siamo trovati di fronte a presidi sdegnati, e non uso a caso le parole - assicura il regista - perché il tema al centro del nostro film era l'Hiv. A prova del silenzio pietoso - accusa - che stiamo imponendo ai nostri figli".
Eppure i giovani non sono immuni dal virus. "Sono sempre più numerosi, non a caso - assicura Adriana Ammassari, infettivologa dell'ospedale Spallanzani di Roma - i ragazzi con meno di 20 anni che afferiscono ai Centri per avere una diagnosi. Sta emergendo un fenomeno che potrebbe avere risvolti drammatici se non viene gestito sapientemente, puntando innanzitutto sulla prevenzione".
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