Febbre suina: gocce e sciroppi rinforzanti per 800 mila under 14 italiani
ultimo aggiornamento: 25 settembre, ore 17:33
Roma, 25 set. (Adnkronos Salute) - Gocce, sciroppi e bustine per rinforzare il sistema immunitario, fare il pieno di vitamine o 'vaccinarsi' contro il catarro. "In vista dell'inverno e dei malanni stagionali, circa 800 mila 'under 14' italiani stanno assumendo questi prodotti o si preparano a farlo, con un lieve aumento rispetto all'anno scorso, legato all'allarme 'influenza suina'". La stima arriva da Italo Farnetani, pediatra dell'Università di Milano, che sottolinea come all'origine di questo 'fervore' preventivo ci sia "spesso l'ansia dei genitori, oppure una vera e propria patofobia (terrore delle malattie), se non la ricerca del benessere a tutti i costi del figlio come garanzia dei suoi successi, scolastici e non".
Anche se il sogno di ogni mamma è quello di un inverno senza fazzoletti, supposte e termometri, "il bambino 'normale' non è quello che non si ammala mai, ma quello che non presenta più di un determinato numero di malattie ogni anno - dice all'ADNKRONOS SALUTE il pediatra, non a caso autore del manuale 'I bambini guariscono sempre' (Mondadori) - E' inevitabile che i bimbi piccoli si ammalino, perché devono realizzare quello che si chiama 'apprendimento immunologico': per i primi tre mesi di vita il piccino si difende dalle malattie con gli anticorpi che gli ha passato la mamma durante la gravidanza. Poi, crescendo, queste difese si esauriscono e l'organismo deve produrle da solo: lo farà proprio ammalandosi". Durante i giorni della malattia fabbricherà 'su misura' gli anticorpi per eliminare quel determinato patogeno. E "queste difese 'su misura' verranno conservate dall'organismo, così ogni volta che il bambino incontrerà lo stesso agente infettivo lo potrà eliminare".
Risultato? Le mamme, dopo l'ennesimo anno a combattere con raffreddore, febbre, tosse e diarrea, corrono ai ripari e decidono di giocare d'anticipo. Facendo scorta di prodotti per rinforzare le difese immunitarie, molto richiesti in questi giorni nelle farmacie. "Possiamo stimare che, tra i bimbi da 1 a 6 anni, 500 mila assumano questi prodotti, più altri 300 mila dai 7 ai 14 anni", aggiunge il pediatra. Ma se è inevitabile prendersi qualche malanno in inverno, è importante conoscere il numero 'normale' delle malattie, per capire quando invece è davvero il caso di intervenire.
Ebbene, secondo Farnetani a 1-2 anni è normale che un bambino si ammali con tosse, raffreddore e febbre 5-6 volte l'anno, a 3-4 anni si scende a 4-5 volte, a 5-9 anni a 3-4 volte, e a 10-18 anni si arriva a 2-3 volte. "Ogni anno che passa i bambini si ammalano sempre di meno. D'inverno la colpa non è dell'aria fredda, ma del fatto che si sta maggiormente al chiuso, dove è più facile trasmettersi i virus e i batteri - evidenzia Farnetani - e si respirano le eventuali sostanze che possono aver inquinato l'aria". Ecco allora come si possono rendere più salubri gli ambienti, riducendo al minimo l'intensità e la durata di ogni malanno.
In casa, raccomanda il pediatra, "anche quando piove o fa freddo, le finestre vanno tenute aperte un'ora al giorno. Chi abita in zone dove l'aria è inquinata, per esempio per il traffico o per la vicinanza con fabbriche o industrie, dovrebbe spalancare le finestre di notte". E ancora, è bene non fumare in casa (se i genitori fumano il bambino ha il 70% di possibilità in più di avere la tosse); quando sono accesi i riscaldamenti, la temperatura non deve mai superare i 20°C in casa, e si deve evitare che l'aria sia eccessivamente secca. Per questo si possono appoggiare sui termosifoni, specie quelli della camera da letto, due asciugamani di spugna bagnati: così il bambino farà una specie di aerosol naturale.
Un altro elemento che va controllato è l'umidità "che favorisce la formazione delle muffe: inquinano l'ambiente e danno anche allergia". Occhio se si vede formarsi il vapore sui vetri o chiazze di umido nei muri: ci si deve rivolgere a un tecnico per rimuovere la causa dell'umidità. In casa, prosegue Farnetani, meglio evitare profumi oppure odori troppo intensi, perché possono provocare broncospasmo. "Per questo non si devono usare i prodotti balsamici profumati, né spalmati sul torace del bimbo, né sciolti nelle bacinelle di acqua calda".
Inoltre occhio all''effetto-pinguino': non coprire troppo il bambino, perché questo non evita le malattie e anzi fa sudare. "Meglio non usare la maglia intima di lana - aggiunge Farnetani - perché potrebbe irritare la pelle: è preferibile quella in puro cotone". L'esperto è scettico anche di fronte alla canottiera con l'interno di cotone e l'esterno di lana: "Se fa freddo, potremo mettergli un golf di più e a contatto con la pelle meglio un tessuto che non crea problemi". Piuttosto, è importante insegnare fin da piccolo al bambino a lavarsi le mani spesso. Raffreddore e influenza si trasmettono sia attraverso l'aria che con secrezioni infette.
"E' importante che si insaponi il palmo e il dorso delle mani, fino al polso, per almeno mezzo minuto e poi le sciacqui", raccomanda. In caso di raffreddore e tosse, "usare i fazzoletti di carta che andranno gettati nel cestino". Inoltre, in tempo di allarme pandemia "gli oggetti che il bambino piccolo porta alla bocca andrebbero lavati una volta al giorno". Ricordare poi che la vaccinazione antinfluenzale serve a evitare l'influenza, "ma non tutti gli altri casi di tosse e febbre, che sono di gran lunga più frequenti nei bambini". Infine, "per i farmaci immunomodulatori o immunostimolanti non esistono prove cliniche che dimostrino con certezza che funzionino. Stesso dicasi per integratori, antibiotici preventivi, immunoglobuline e rimedi omeopatici. Attenzione ai prodotti di erboristeria: anche se naturali, non vanno usati con leggerezza", avverte.
"La vitamina A sembra prevenire le infezioni dell'apparato respiratorio e di quello digerente: se si prende come farmaco dovrà essere il medico a prescriverla - conclude Farnetani - ma per evitare carenze basterà mangiare cibi che la contengono: carote, verdure gialle, spinaci, broccoli, zucca, tuorlo dell'uovo, fegato, pesce e formaggio".
articoli correlati
tutte le notizie di Benessere



















