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Influenza A: oncologi, vaccino anche a malati in cura anti-cancro

ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 17:02
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Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) - "Il vaccino contro l'influenza A può essere somministrato anche ai pazienti oncologici in trattamento con chemioterapia, perché vanno considerati tra le categorie a rischio di complicanze alle vie respiratorie concomitanti alla sindrome influenzale". E' la presa di posizione dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) sull'opportunità di sottoporre a vaccinazione le persone in cura per un tumore.

La vaccinazione "può evitare le complicazioni che potrebbero derivare dal virus H1N1 - spiega Carmelo Iacono, presidente dell'Aiom - e dovrebbe essere eseguita due o tre giorni prima del ciclo di chemioterapia, dopo aver verificato che l'emocromo sia nella norma, anche se non esistono dati chiari sulla sua efficacia in questi pazienti. Invece nei malati non vaccinati, se si presentano sintomi influenzali, vanno utilizzati gli antivirali". Vanno evitati, in ogni caso, "inutili e immotivati allarmismi". Per gli oncologi, "le persone colpite da tumore devono vigilare nei confronti della nuova influenza così come nei confronti di qualsiasi altra patologia infettiva. Il virus A/H1N1 è più contagioso di quello stagionale, ma non è certo più pericoloso", sottolineano ricordando che "i pazienti oncologici sono persone più fragili, che, pur non rischiando più delle altre di ammalarsi, sono esposte a un maggior numero di complicanze una volta contagiate dal virus. E' dunque fondamentale discutere le misure precauzionali e l’eventuale vaccinazione con il medico curante e con l'oncologo".

"Non è noto cosa debba fare chi ha finito da poco tempo la chemioterapia - conclude Marco Venturini, presidente eletto Aiom - ma è ragionevole pensare che siano da considerare a rischio i malati sottoposti a chemio nei sei mesi precedenti. Queste raccomandazioni sono adeguate solo per i pazienti con tumori solidi, escludendo quelli colpiti da malattie oncoematologiche e linfomi. E' importante quindi valutare ciascun caso, anche perché ci troviamo di fronte a un'influenza e a un vaccino nuovi, di cui sappiamo ancora poco".

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