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Medicina: ipnosi cura 'low-cost' contro ustioni, accelera guarigione

ultimo aggiornamento: 30 luglio, ore 16:34
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Losanna, 30 lug. (Adnkronos Salute/Ats) - Guarire prima, dormendo. Secondo uno studio svizzero, l'ipnosi aiuta i pazienti con gravi ustioni a recuperare più in fretta e abbatte i costi della terapia: riduce l'ansia, il ricorso ai farmaci oppiacei, la necessità di anestesie totali e la durata del ricovero. A promuovere 'il pendolino' è una ricerca firmata dal Centro ospedaliero universitario vodese (Chuv) e pubblicata sulla rivista 'Burns'.

Lo studio è stato condotto tra il maggio 2006 e l'aprile 2007 su un campione di 23 persone gravemente ustionate (su un quarto circa della superficie corporea), sottoposte a ipnosi. I dati sono stati quindi confrontati con quelli di un gruppo di malati con ustioni simili, arrivati in ospedale tra il 2002 e il 2006 e trattati in modo tradizionale. In media la prima seduta di ipnosi si è svolta 9 giorni dopo il ricovero, ma ci sono voluti almeno tre giorni prima che i pazienti siano stati capaci di raggiungere uno stato di trance. "Abbiamo insegnato loro a fare auto-ipnosi", spiega Mette Berger, responsabile del Centro ustioni del Chuv. L'obiettivo era preparare gli ustionati ad affrontare interventi medici o chirurgici molto dolorosi.

I risultati sono stati molto positivi, assicura il team elvetico: nel gruppo addestrato all'ipnosi l'intensità del dolore e l'ansia sono diminuite in modo significativo; si è ridotto il numero di sedute psichiatriche e sono state tagliate le dosi di oppiacei e sedativi somministrati. Non solo: fra i pazienti che imparavano a entrare in trance, la percentuale di chi ha fatto ricorso all'anestesia generale prima di un intervento molto doloroso è stata del 74%, contro il 95% del gruppo controllo. Infine, la guarigione delle ferite è risultata più rapida, come dimostra la diminuzione dei trapianti di pelle praticati nel gruppo 'ipnotizzato'. Un dato che, spiegano gli studiosi, potrebbe essere legato a un minore livello di stress e dolore.

"Occorre trattare i dolori prima che diventino cronici", dice Berger, precisando che al Chuv operano tre infermiere specificatamente formate nel campo dell'ipnosi. Oltre alle ustioni, infatti, la tecnica può essere utilizzata anche su pazienti che hanno riportato traumi multipli, su malati che necessitano di interventi chirurgici al torace e sui bambini. Anzi, proprio grazie alla fantasia tipica degli 'anni verdi', i piccoli sono molto più ricettivi: la capacità di immaginazione è un requisito indispensabile per farsi ipnotizzare, avverte Berger.

La ricerca svizzera evidenzia anche che l'ipnosi riduce di 5 giorni in media a paziente il ricovero nei reparti di cure intensive e di 6 giorni la durata complessiva della degenza. Inoltre, per ogni paziente ospedalizzato si evitano in media due anestesie generali. Risultato: un risparmio medio di 17 mila franchi (quasi 12.500 euro). Gli autori calcolano dunque che basta curare con l'ipnosi 9 ustionati all'anno per compensare l'assunzione di uno specialista in materia.

Il metodo ha però dei limiti e non sostituisce i trattamenti tradizionali, avvertono gli scienziati. Infatti non tutti gli ustionati sono ipnotizzabili, in particolare i pazienti anziani in stato confusionale o sotto l'effetto di farmaci. Su 40 pazienti ammessi al Chuv durante il periodo in esame, solo 23 hanno potuto beneficiare dell'ipnosi come complemento alla terapia di base.

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