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Pediatria: sempre piu' gemelli, +25% parti in 15 anni

ultimo aggiornamento: 17 novembre, ore 12:45
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Roma, 16 nov. (Adnkronos Salute) - Sempre più gemelli in Italia. In 15 anni - dal 1990 al 2005 - l'aumento dei parti gemellari è stato del 25% circa. Un dato legato alla maggiore frequenza della fecondazione assistita e anche all'aumento dell'età media delle mamme: i parti plurimi sono infatti più frequenti dopo i 30 anni. Sono alcuni dati ricordati oggi convegno nazionale 'I gemelli in età pediatrica: epidemiologia, clinica e psicologia', in corso a Roma, organizzato dal Registro nazionale gemelli dell'Istituto superiore di sanità in collaborazione con l'Unità di neonatologia, patologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I, università La Sapienza di Roma.

Sui 511.436 nati totali nel 2005, il numero di parti gemellari è 6.735 e rappresenta l'1,3% del totale, secondo i dati del ministero del Welfare nel 4° Rapporto sull'evento nascita in Italia. La percentuale di parti plurimi sale considerevolmente nelle gravidanze con procreazione medicalmente assistita, raggiungendo un valore nazionale pari a 18,4%. Un quarto dei parti pretermine (il 6,5% dei neonati nasce prima della 37esima settimana) è rappresentato proprio da parti gemellari. Un dato che preoccupa gli esperti riuniti a convegno, che analizzano il fenomeno rispetto alle conseguenze sulla salute. "I gemelli, infatti - spiega Mario De Curtis che dirige l'Unità di neonatologia, patologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I - rappresentano un importante problema medico e sociale essendo, rispetto ai nati singoli, a maggiore rischio di morte e di malattia a causa principalmente della loro prematurità, cioè del fatto che nascono prima di 37 settimane di gestazione".

I gemelli prematuri, e soprattutto quelli con un peso alla nascita molto basso (inferiore a 1 kg e mezzo), "necessitano spesso di cure particolarmente impegnative e costose nelle Unità di neonatologia che purtroppo - continua De Curtis - presentano una grave carenza di posti disponibili. A causa di un insufficiente numero di posti di terapia intensiva neonatale, più evidente nelle regioni centro meridionali, molti neonati non possono essere curati nel centro dove nascono, ma vengono trasferiti nelle prime ore di vita da un ospedale ad un altro con sicuro peggioramento della loro prognosi. Un miglioramento dell'assistenza dei nati prematuri, e quindi anche dei gemelli, lo si potrebbe sicuramente ottenere con una più efficiente organizzazione regionale delle cure perinatali".

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