Pediatria: sindrome da prima superiore per 170 mila alunni italiani
ultimo aggiornamento: 07 settembre, ore 15:06
Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Apatia, disinteresse per l'ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. "Sono i sintomi della 'sindrome da prima superiore', che quest'anno potrebbe colpire 170 mila ragazzi italiani, impegnati in questa delicata fase scolastica". Lo prevede Italo Farnetani, pediatra e docente dell'Università Milano Bicocca, che ha descritto questa sindrome nei suoi libri.
L'esperto spiega che questo fenomeno, che rischia di compromettere l'anno scolastico dei ragazzi, non è una novità assoluta. "Quarant'anni fa già si parlava di sindrome della prima media, perché allora proprio tra elementari e medie c'era un salto nei modi e nei tempi dell'insegnamento. Ora questo salto c'è tra medie e prima superiore", dice il pediatra all'Adnkronos Salute. Lo testimoniano i dati sulle bocciature. "Nel 2010 il 15,3% degli studenti di prima superiore non ha superato l'anno. Era il 15% nel 2009 - precisa Farnetani - Un dato decisamente più alto rispetto a quello dei bocciati alle medie: 4,3%". Insomma, con il passaggio a liceo e istituti superiori, "i bocciati quadruplicano".
Dunque, in base a questi numeri, "ben 85 mila dei 555 mila studenti che si apprestano a iniziare la prima superiore saranno bocciati". Colpa dei ragazzi? "Non penso, dal momento che il tasso fisiologico di bocciature dovrebbe essere intorno al 3%, dunque simile a quello delle medie. E se i ragazzi fermati da un'insufficienza in condotta sono solo lo 0,36%, non possiamo neanche pensare che questi alunni siano particolarmente indisciplinati", prosegue Farnetani.
Evidentemente all'inizio di questo ciclo di studio c'è uno scoglio più grande da superare, e "gli insegnanti troppo spesso sono poco capaci di aiutare tutti i loro ragazzi", dice Farnetani, invitando i docenti a fare una riflessione su questi numeri. "Un approfondimento che dovrebbe tenere conto anche del fatto che il maggior numero di bocciature non si verifica al liceo classico o allo scientifico, scelti di solito dai ragazzi più studiosi".
E i genitori? "Possono aiutare i loro figli - assicura - prevenendo la sindrome: tenendo gli occhi aperti, parlando costantemente con i ragazzi, assicurando loro il proprio appoggio anche se, nonostante l'impegno, i risultati tardano ad arrivare. In questo caso i giovanissimi si sentiranno appoggiati e non finiranno per chiudersi. Inoltre all'inizio è bene essere particolarmente vicini agli studenti, aiutandoli specie nei primi mesi di scuola a fare i compiti. Senza limitare - aggiunge il pediatra - sport e uscite con gli amici: la superiore non è una prigione ma una scuola dove si va per imparare, aprire la mente e divertirsi".
Fondamentale, comunque, "parlare con i figli", spiegando loro che è normale essere preoccupati o avere delle difficoltà. "Occhio infine al mal di testa: puo' essere espressione di una tensione psichica, da non sottovalutare", conclude.
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