Ricerca: mille coppie di gemelli sotto la lente, Iss studia ereditarieta'
ultimo aggiornamento: 17 novembre, ore 12:46
Roma, 16 nov. (Adnkronos Salute) - Mille coppie di gemelli 'sotto la lente' degli scienziati, per capire meglio quanto pesano i geni nello sviluppo sotto diversi aspetti. E' il progetto del Registro nazionale gemelli (Rng) dell'Istituto superiore di sanità, che ha avviato la fase pilota di uno studio longitudinale in collaborazione con alcuni centri nascita italiani, tra cui quelli di Roma, Pisa e Palermo. Della ricerca si parla al convegno nazionale 'I gemelli in età pediatrica: epidemiologia, clinica e psicologia', in corso a Roma all'Iss, organizzato dal Rng in collaborazione con l'Unità di neonatologia, patologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I, università La Sapienza di Roma.
"I gemelli rappresentano un modello biologico ottimale - spiega Sonia Brescianini, ricercatrice presso il Registro - per studiare l'influenza dei geni da una parte, dell'ambiente dall'altra, nonché la loro interazione, sullo sviluppo di alcune caratteristiche fisiche o psicologiche dell'individuo, come pure di alcune patologie. E' infatti indagando su queste coppie di individui, identici da un punto di vista genetico nel caso dei gemelli monozigoti e simili come fratelli nel caso dei dizigoti, con il vantaggio per di più di avere la stessa età, che si riesce a costruire un modello matematico di ereditabilità valido non solo ovviamente per i gemelli, ma per tutti gli individui".
Al Registro nazionale - nato proprio con il compito di definire il ruolo che la genetica, le abitudini di vita e l'esposizione a fattori ambientali giocano nel determinare lo stato di salute nei primi anni di vita - i gemelli attualmente iscritti sono 22 mila, di cui circa 2 mila sono bambini al di sotto dei 12 anni. Tra gli studi in corso, quello sulla ricorrenza di parti gemellari nelle famiglie dei gemelli e nelle famiglie di non gemelli. Confrontando le informazioni fornite dai gemelli e quelle dai loro amici non gemelli, si cercherà di capire come si trasmette l'essere gemelli. In particolare, si vuole capire se si eredita dalla linea materna o da quella paterna e se ci sono differenze fra gemelli monozigoti e dizigoti. In un'altra ricerca si stanno analizzando gli effetti dell'acido folico, una vitamina del gruppo B che diminuisce il rischio di difetti del tubo neurale nel nascituro, sulla probabilità di gravidanze gemellari. Inoltre, si vuole verificare se alcuni geni noti - ed eventuali altri geni che mostrino possibili funzioni nel metabolismo di questa vitamina - possono interagire con l'acido folico nel dare vita a una gravidanza gemellare.
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