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Sesso: Save the Children, foto e incontri in rete per 8% giovanissimi

ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 15:09
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Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) - Nella Rete i giovani pre-adolescenti e adolescenti italiani portano tutto il loro mondo, a 360 gradi. Dunque non solo amici e amicizia, intrattenimento e relax, informazione e notizie di musica, moda, sport e diete, ma anche sessualità e sesso. Senza risparmiarsi nessuna esperienza, pur in bilico e rischiosa: dall'inviare foto e immagini di sé nudi, a uscire con persone conosciute in Internet ad avere rapporti sessuali con qualcuno contattato via web. E' quanto emerge dalla ricerca di Save the Children e Adiconsum, realizzata da Ipsos, 'Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani', da cui emerge che il 4% di ragazzini e ragazzine fra i 12 e i 14 anni con questo breve curriculum vitae dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. Percentuale che sale all'8% fra i 15-17 anni.

Ma - avverte la ricerca pubblicata oggi in occasione del Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione europea per promuovere un uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie - fra i ragazzi con meno di 18 anni il dato è probabilmente sottostimato: perché richiesti di un proprio parere su quanto siano diffusi tra gli amici certi comportamenti come inviare video o immagini di sé nudi o semisvestiti, il 22% dice che sì, questa è una pratica diffusa. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po' osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su.

"La data del 9 febbraio - sottolinea valerio Neri, direttore generale di Save The Children Italia - è cruciale per parlare ad un ampio pubblico, sia di giovani che di adulti, di come utilizzare al meglio, in sicurezza e in modo consapevole, i nuovi media. Il tema di questa settima edizione del Safer Internet Day è la tutela della privacy online, cioè di come trattare quei dati sensibili che sono la propria età, la propria identità. Tradotto nelle azioni che si fanno in Rete: quando, come e se pubblicare foto o video di sé, rendere nota a tutti la propria età, l'indirizzo della propria scuola o addirittura quello di casa".

"E' molto importante essere consapevoli che qualsiasi cosa noi postiamo, rendendola accessibile a tutti, esce dal nostro controllo e si propagherà in Rete senza che sia possibile fermarla o cancellarla - osserva Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum - Quindi rivolgendoci idealmente a ogni utente della Rete, con il claim della campagna che abbiamo lanciato oggi insieme ad altre 18 sigle, noi gli diciamo, 'Posta con la Testa!'".

Secondo la ricerca di Save the Children e Adiconsum, ragazzi e ragazze italiane fanno ampio uso di Internet per esprimere e vivere la loro sessualità e rilasciano con relativa facilità i loro dati personali. Tra i comportamenti che gli intervistati dichiarano infatti diffusi tra la propria cerchia di amici, molto presente inviare messaggi con riferimento al sesso (43%), inviare dati personali a qualcuno conosciuto online (43%), guardare video o immagini a sfondo sessuale su Internet (41%), ricevere messaggi con riferimento al sesso (41%), dare il proprio numero di telefono a qualcuno conosciuto in Rete (40%) e, non ultimo, tra i più diffusi, avere rapporti intimi con qualcuno conosciuto solo via web (22%).

Anche lo scambio di immagini o video personali a contenuto sessuale sembra essere un fenomeno piuttosto diffuso (fra gli amici) secondo il 22% degli intervistati : percentuale che scende al 17% per i giovanissimi (12-14 anni), ma risale al 25% per i 15-17enni e al 26% per gli over 17. Interessante sottolineare come la percentuale di diffusione sia pari al 14% per lo scambio di immagini proprie di nudo al fine di ricevere regali come ricariche e ricompense in denaro.

Percentuali analoghe, rileva la ricerca di Save the Children e Adiconsum, emergono laddove i ragazzi vengono interpellati sui loro comportamenti e non su quelli degli amici: il 45% dichiara di ricevere messaggi con riferimento al sesso, il 37% dà il suo numero di cellulare online, il 24% riceve immagini o video di persone conosciute solo online seminude o nude, il 19% ammette di avere rapporti intimi con qualcuno conosciuto in Rete.

Quanto alla gestione dei propri dati personali, i ragazzi non sembrano curarsi molto di che fine facciano e li consegnano al web spesso e facilmente: il 44% degli intervistati dichiara infatti di postare proprie foto e il 34% di pubblicare video su di sé. "Quello che colpisce è che questi giovani si dichiarano consapevoli dei rischi e dei pericoli nei quali rischiano di incappare - prosegue Neri - Le molestie via cellulare o e-mail vengono segnalate come un problema all'ordine del giorno da circa un terzo degli intervistati (29%), così come l'alta probabilità (dichiarata dal 37%) di imbattersi in maniaci o squilibrati in caso di scambio di immagini a contenuto sessuale. Tuttavia, anche se sono razionalmente consapevoli che prevalgono i rischi (76%) sui vantaggi (7%), questo non sembra essere un deterrente".

Il modo con cui i ragazzi vivono la sessualità online, evidenzia ancora la ricerca, sembra il riflesso di una serie di comportamenti 'off line' particolarmente a rischio. Il 40% degli intervistati segnala come diffuso tra i propri amici l'avere rapporti sessuali completi (il 15% tra coloro che hanno 12-14 anni), il 30% il consumo di droghe leggere (13% tra i più giovani; 40% tra i 15-17enni), il 24% atteggiamenti di disprezzo verso stranieri o disabili, il 19% il partecipare attivamente a episodi di bullismo (e il 22% dichiara diffuso tra i propri amici il fatto di subirlo), il 15% il furto nei negozi, il 13% la guida senza patente e il 12% l'uso di droghe pesanti (il 7% tra i 12-14enni).

Quanto al perché i teenager italiani decidono di 'svelarsi' in Rete, la risposta più frequente è su stimolo di amici (43%) e fidanzati (33%), anche se non è trascurabile l'input di persone conosciute online o sconosciute. E poi Internet ha, ai loro occhi, un ritorno positivo: per molti consente di vincere la timidezza, divertirsi e avere relazioni 'extra'. Ciò fa pensare a un utilizzo 'alternativo' del web che consente di esplorare la sessualità e le relazioni con minore inibizione e di immaginare e spesso idealizzare l'altro con cui capita di raggiungere livelli di intimità e confidenze più facilmente che nella vita reale. Per contro, al primo posto fra le possibili conseguenze negative delle loro pubblicazioni spregiudicate, il timore di essere scoperti cui si affianca il rischio di cattive esperienze' (questo secondo problema è molto meno sentito da parte di coloro che sono molto attivi nell'invio di messaggi o video a contenuto sessuale).

"Le motivazioni che spingono i ragazzi sembrano essere afferenti più alla sfera dell'autostima e dell'affermazione di se stessi che il frutto di una valutazione attenta e lucida - commenta ancora Neri - e questo sembra confermare come l'utilizzo che i ragazzi fanno di Internet e cellulari sia fortemente influenzato dalla sfera delle relazioni e delle emozioni e che pertanto l'affettività, insieme alla percezione del rischio e alla consapevolezza dei pericoli, sia un ambito fondamentale sul quale agire in termini di prevenzione quando si parla di sicurezza in Rete".

Proprio "per questo oggi - spiega Neri - insieme ad altri 18 partner tra istituzioni nazionali e internazionali, social network e aziende di telefonia, lanciamo la Campagna 'Posta con la Testa', con messaggi e consigli sul sito www.sicurinrete.it tesi a far riflettere ragazzi e adulti sulle possibili conseguenze di certi comportamenti, e anche a ricordare loro che è possibile tutelare la propria privacy in Rete utilizzando tutta una serie di accortezze e strumenti messi a disposizione di servizi di socialnetworking, usando di più la propria testa. Perché il primo garante della sicurezza in rete di un giovane è lui stesso".

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