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Fisco, Amato: ''Serve riduzione fortissima dell'Irpef''

Lega, Ciampi: ''Vuole la secessione ma gli italiani dicono no''

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ultimo aggiornamento: 17 agosto, ore 12:59
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente emerito della Repubblica: ''C'è un senso diffuso di amarezza per questo modo di intendere la funzione di governo''. Casini: ''Serve forte risposta politica di fronte a un'emergenza''
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Roma, 17 ago. (Adnkronos/Ign) - "Il vero scopo della Lega e' la secessione, ma credo che la maggioranza degli italiani e anche gran parte del'attuale maggioranza di governo la secessione non la voglia". Lo dice il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un'intervista a 'La Repubblica'. "Fa tristezza - aggiunge - sentire certe frasi che mettono in cattiva luce l'Italia mentre ripenso a quanti sforzi abbiamo fatto per il Paese. Non voglio fare polemica perche' tra me e la Lega c'e' una enorme distanza, ma non posso nascondere il mio disagio. Anche perche' sono manifestazioni che vengono da personaggi che rappresentano le Istituzioni".

"Arrivano dal Governo, che e' stato votato dagli italiani. Non c'e' dubbio che esercitano un diritto che viene loro dall'investitura popolare. Ma questo non mi impedisce di dire che c'e' un senso diffuso di amarezza per questo modo di intendere la funzione di governo. Sarebbe meglio che mi imponessi di non parlare perche' l'amarezza e' troppo grande. Ma attenzione: ho quasi 89 anni, possiamo dire che faccio parte della categoria dei vegliardi, eppure mi sento di affermare che i valori fondamentali della nostra Nazione terranno. Sono convinto - conclude Ciampi - che le nuove generazioni sono una risorsa ricca di ottimismo e di fedelta' ai valori di base".

LEGA: CASINI, SERVE FORTE RISPOSTA POLITICA DI FRONTE AD EMERGENZA

"La questione non e' Mameli o Verdi, la boutade di Bossi rientra nella pericolosa predicazione civile dei cattivi maestri che vogliono disgregare il tessuto identitario del Paese. Non e' piu' la critica alla retorica dell'unita' d'Italia, bensi' una strategia per minare i costumi, le tradizioni, le basi della comunita' nazionale. Ormai serve un'immediata e forte risposta politica perche' siamo di fronte a un'emergenza pari per gravita' a quella economica". Lo dice Pier Ferdinando Casini in un'intervista a 'La Stampa'.

"Come saranno indispensabili a settembre provvedimenti decisi e urgenti contro la crisi finanziaria, cosi' - aggiunge - serviranno interventi per respingere queste minacce al tessuto sociale e alle radici del nostro Paese".

FISCO: AMATO, SERVE RIDUZIONE FORTISSIMA IRPEF

"Ci vorrebbe una politica nuova delle entrate ma serve molto coraggio. Azzardo: o si trova il modo di dare una riduzione fortissima dell'Irpef, compensandola, chesso', con un'imposta sulle proprieta' al di sopra di un certo livello oppure calibrandola con un'imposta sui consumi. Altrimenti si e' sempre li' a tormentarsi tra il debito pubblico e i quattro soldi che se ne ricavano". Lo dice Giuliano Amato in un'intervista a 'Il Messaggero'.

"Una tassazione sulle proprieta' - aggiunge - e' in grado di compensare l'Irpef? Certo, se diventasse una tassa sulla casa che colpisce i redditi medio bassi, allora quelli prendono giustamente il forcone e mi inseguono. Certo, qui parla il perfido che mise mano ai conti correnti per non toccare l'Irpef, dunque diffidate perche' chissa' quante diavolerie ha in mente. Pero' non posso fare nulla e affido ad altri idee meno diaboliche. Comunque quando si invitano i governi a fare di piu' bisognerebbe offrire qualche alternativa, per il reperimento di entrate che non vadano ad aggravare il debito".

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ugc
IuniusBrutus ha scritto (17/08/2009 - ore 14:13) segnala un abuso
ugc
Veramente singolare questa assonanza tra ex acerrimi nemici. Ho frequentato le scuole pubbliche fino all'università, laurea con 110 e lode, ma MAI ci fu fatto imparare a memoria, ma che dico, anche solo leggere l'inno di Mameli. Anni fa si fece polemica perché gli "azzurri" non cantavano l'inno, per il semplice fatto che, come tutti gli altri ragazzi italiani, non lo conoscevano e non lo conoscono. La sinistra non lo gradiva, non era e non è l'inno nazionale, a differenza dell'inno USA, tale divenuto con legge di quasi un secolo fa. Si tratta di una marcetta di scarse qualità poetiche e musicali, infarcita di retorica ottocentesca (avete presente il primo coro dell'Adelchi di Alessandro Manzoni?) inneggiante alle molto passate glorie d'Italia, alla romanità. Dell'elmo di Scipio[ne]... l'africano - della cui ferocia bene scrisse Indro Montanelli: "mai si era vista nella storia una simile atrocità". Inoltre ne è praticamente sparita la seconda parte ...già l'aquila d'Austria le penne ha perdute... troppo infarcita della contemporaneità. Insomma, Bossi ha solo detto quello che tutti sanno, che l'inno di Mameli viene tirato fuori solo quando serve per la bassa lotta politica, così come la bandiera francese importata, che è sostituita dalla bandiera rossa appena non serve più, come vedo nell'edificio di proprietà del comune davanti a casa mia e concesso dai compagni amministratori comunali ai compagni comunardi di qualche centro sociale... Ma per favore, compagno Ciampi!
ugc
Hugo_mi ha scritto (18/08/2009 - ore 22:37) segnala un abuso
ugc
Ave Iunius, concordo con te. Aggiungo, su un altro argomento in questi giorni di moda, un affondo sulla nostra beneamata Costituzione, che da nessune parte definisce che l'idioma italiano è l'idioma nazionale. Vi sfido a dimostrare il contrario.Cordialità
ugc
dempsey ha scritto (24/08/2009 - ore 09:13) segnala un abuso
ugc
Ok, é brutto, disarmonico e retorico. Facciamo un concorso musicale in Rai del tipo "Inno factor" é troviamo giovani talenti per la composizione dell'Inno, mi raccomando, solo e unicamente in dialetto lumbard. Diciamo che é la gratitudine dei terun verso la capitale economica Italiana che tanto ha fatto bene al paese!!!
ugc
MAURIZIO53 ha scritto (28/08/2009 - ore 18:14) segnala un abuso
ugc
L'inno per tanti non sarà piacevole, può essere anche scadente musicalmente, ma io lo conosco dalla nascità, lo sento dentro, ogni volta che viene suonato mi viene la pelle d'oca. Non discuto su il Va pensiero ma non fa parte della mia storia, ne ha quella di tanti italiani, sarà pure bello, se lo canti Bossi e tutti i suoi leghisti, ma a casa loro, se vogliono farci un disco forse lo compro.
ugc
ugc
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