Giro: ''La Polverini è pronta per le regionali, saprà affrontare macigno sanità Lazio''
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Alessandra Blefari: ''Diana mi diceva sempre la faccio finita''
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ultimo aggiornamento: 02 novembre, ore 09:26
Roma - (Adnkronos) - E' quanto ha raccontato a uno dei legali la sorella della neo brigatista che si è suicidata in carcere a Rebibbia. Maroni: ''Il video-choc sulla camorra non doveva essere diffuso, bastava un fotogramma''
Roma, 2 nov. - (Adnkronos) - ''Ogni volta che andavo a trovarla in carcere, Diana mi diceva di volersi uccidere''. E' quanto ha raccontato, secondo il 'Corriere della Sera', Alessandra Blefari Melazzi, sorella della neo brigatista Diana Blefari Melazzi che si è suicidata in carcere a Rebibbia, a uno dei legali.
''Quella di Diana Blfeari è stata una morte annunciata, un suicidio di cui c'erano tutti i segnali'', ha aggiunto lo stesso avvocato Caterina Calia. Secondo l'altro legale, Valerio Spigarelli ''furono fatte cinque perizie, una a Bologna e quattro a Roma. Evidentemente i nostri timori erano fondati e le conclusioni delle perizie erano sbagliate''.
''Nel 2006 - ha continuato - una relazione del carcere di Rebibbia parlava espressamente del rischio che stava correndo Diana, della possibilita' che si togliesse la vita''. ''Sono sotto choc, ha proseguito Calia, ''abbiamo fatto tante battaglie, abbiamo cercato in tutti i modi far riconoscere il profondo disagio di Diana Blefari Melazzi. Ora e' troppo tardi. Adesso ci crederanno''.
''In piu' occasioni - ha aggiunto Spigarelli - abbiamo presentato istanze chiedendo la sua incapacita' di stare in giudizio. Ed e' noto come questa vicenda e' andata a finire. Noi dicevamo, bisogna fare attenzione puo' avere dei momenti di lucidita' ma e' malata''. Il disagio psichico e' deflagrato dopo la sentenza in primo grado di condanna all'ergastolo''.
CAMORRA, MARONI: IL VIDEO-CHOC TRAVISA REALTA' NON DOVEVA ESSERE DIFFUSO
''Io quel video non l'avrei trasmesso''. Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' il ministro dell'Interno Roberto Maroni in merito alla diffusione del video del killer in azione a Napoli circondato dall'indifferenza dei passanti. Secondo Maroni ''bastava pubblicare il fotogramma che inquadrava quel soggetto perche' alla fine la diffusione ha aiutato ma solo nel fermo immagine che viene dopo la parte truculenta.
Comunque avrei sfruttato la foto che era nitida: e forse il soggetto si sarebbe potuto catturare mentre adesso c'e' un latitante in piu'. Sappiamo chi e' ma e' latitante''. ''Prendo atto della decisione della Procura - prosegue Maroni - ma spero che non sia necessario ripetere l'esperimento. Sono immagini scioccanti: hanno dato l'idea di una citta', Napoli, ben diversa dalla realta'. Purtroppo c'e' anche il crimine ma la citta' e' certamente diversa''.
In particolare, riguardo all'indifferenza dei passanti, Maroni aggiunge: ''Il coraggio non e' un obbligo. Ma e' anche inaccettabile che uno scavalchi un cadavere come se non fosse successo niente. L'indifferenza e' un fatto altamente negativo perche' noi possiamo pure catturare diversi latitanti, e lo stiamo facendo, ma la guerra contro la mafia si vince anche sul piano culturale. Purtroppo la reazione civile e' molto tiepida ma questa e' questione che non puo' risolvere il ministro dell'Interno''.
Quanto al 'modello Campania' di contrasto alla criminalita', Maroni sostiene che ''lo schema presentato in Campania sta diventando un modello di efficienza nella lotta alla criminalita' organizzata. Funziona molto bene a Napoli e Caserta: piu' uomini, piu' militari sul territorio senza pero' intralciare le indagini perche' il rischio era proprio quello di inutili sovrapposizioni. Quindi - conclude - tutto questo sara' esportato: in settimana saro' a Bari per concordare anche li' l'esportazione del modello Campania''.
REGIONALI, GIRO: LA POLVERINI E' PRONTA SAPRA' AFFRONTARE MACIGNO SANITA' LAZIO
Renata Polverini ''e' pronta e determinata''. Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, in merito alla possibile candidatura della sindacalista per il Pdl alla presidenza della Regione Lazio. Oggi, spiega Giro, ''e' in programma una riunione della Consulta per Roma ma e' nata per promuovere un confronto con il governo su Roma Capitale non per ufficializzare le candidature, compito che spetta a Berlusconi come leader del Pdl''.
''Renata Polverini ha una bella storia personale - sostiene Giro - e' una donna forte e pragmatica che si e' conquistata tutto da sola sul campo. Un esempio positivo che potrebbe avvicinare alla politica della Regione anche molti giovani''.
La campagna elettorale, secondo il sottosegretario, nel Lazio si giochera' tutta sulla Sanita'. ''Il prossimo governatore - spiega - chiunque sara', dovra' rimuovere questo macigno. E per farlo non serve la demagogia, occorrono i fatti: bisogna continuare a risanare il deficit. E la Polverini, che e' una sindacalista, mi sembra la persona piu' adatta per scelte che saranno difficili''. Ma per le candidature regionali del Pdl, secondo il sottosegretario bisognera' prima sciogliere ''il nodo Campania. Dobbiamo ancora decidere il candidato - sottolinea Giro - e nell'ambito di un'intesa nazionale ci potrebbero essere delle sorprese''.
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