Bersani: "Basta manovre, ora per le riforme dialogo sociale e solidarietà"
ultimo aggiornamento: 03 gennaio, ore 08:52
Roma - (Adnkronos) - Il segretario del Pd in una lettera a La Repubblica: "Puntare i riflettori su chi è in difficoltà". La Padania, sul lavoro innescata la bomba sociale
Roma, 3 gen. (Adnkronos) - L'Italia ha dinanzi a se' un anno "arduo e non semplice da interpretare"; bisogna procedere sulla base del dialogo sociale: "continueremo con le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilita'. Ma non faremo piu' manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si puo' chiedere?". Lo afferma il segretario del Pd Pierluigi Bersani in una lettera a La Repubblica.
"Salvare l'Italia -aggiunge Bersani- e' possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano"; "emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale, tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilita', salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e cosi' sara' per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti".
Occorre dunque dialogo tra governo e Parlamento, tra esecutivo e parti sociali, tra le stesse forze politiche, senza dimenticare che "la solidarieta' -sottolinea Bersani-e' la materia prima di una comunita', e' cio' che la distingue da un'accozzaglia anarchica di interessi. Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi e' piu' in difficolta'. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivra' le condizioni piu' difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilita' abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di piu', cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure gia' adottate che suscitano giusto risentimento".
Per il segretario del Pd lo scenario europeo resta elemento primario nell'agenda della politica italiana: "fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per se' non rassicura. Nelle opinioni pubbliche e' ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte. Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'euro o sara' il disastro".
Per garantire stabilita' e credibilita' alle istituzioni, osserva Bersani, si deve guardare a "parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale". Su tutto questo, conclude il segretario del Pd, "esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative".
La Padania, sul lavoro innescata la bomba sociale
Lega a testa bassa contro il tandem Napolitano-Monti con La Padania che titola sul lavoro: 'Innescata la bomba sociale'. "Le tasse -scrive il quotidiano del Carroccio- fanno esplodere la crisi, il Paese scivola nel panico. Il 2012 presenta gia' il conto di 300mila disoccupati. Nove cittadini su dieci rinunciano a spendere. Il federalismo scompare dai discorsi. Dov'e' finita la benedetta ripresa di Napolitano e Monti?".
Sotto al titolo di prima pagina, le foto del Presidente della Repubblica e del premier e la didascalia 'dobbiamo ancora smaltire' e poi la parola Capodanno divisa in due: 'Capo' sulla foto di napolitano e 'danno' su quella di Monti. E ancora, a pagina 3 un altro titolo eloquente: 'Il 2012 degli italiani sotto il segno della sfiga', "domina il pessimismo e molti ritengono che nel nuovo anno si peggiorera' ancora".
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