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Fiat, 'La Stampa': lettera di Marchionne al Colle per spiegare le ragioni dell'azienda

Bersani: ''Ora nuovo Ulivo e alleanza democratica per battere Berlusconi''

ultimo aggiornamento: 26 agosto, ore 09:53
Roma - (Adnkronos) - Il leader del Pd In una lunga lettera pubblicata su 'Repubblica' spiega: ''L'obiettivo è una legislatura costituente per fare il federalismo e la riforma della legge elettorale''. Frattini sullo stesso quotidiano: ''Archiviato voto anticipato non espellermo chi sarà leale''
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Roma, 26 ago. - (Adnkronos) - ''A questo punto per Berlusconi la scelta è fra ripiegare o alzare la posta. Per l'Italia la scelta non riguarda piu' solo un governo, ma finalmente una idea di democrazia e di societa'. La prossima scadenza elettorale, piu' o meno anticipata che sia, comportera' in ogni caso questa scelta di fondo''. In una lunga lettera pubblicata su 'Repubblica', Pierluigi Bersani parla del futuro del centrosinistra: addio Unione, ora serve un nuovo Ulivo e un'allenza democratica ''per sconfiggere Berlusconi''. ''Tocca al Pd innanzitutto, come maggiore forza dell'opposizione, indicare una strada che colleghi efficacemente l'iniziativa di oggi alla sfida radicale e dirimente domani''. Bersani avverte: ''Alla sinistra ora serve un nuovo Ulivo. Noi proporremo un'alleanza democratica per una legislatura costituente. Un'alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo piu' efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando -precisa- di un'alleanza che puo' assumere, nell'emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece puo' assumere forme piu' articolare di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco''.

''Una proposta -sottolinea il leader del Pd- che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale avrebbero un'altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale. Per dare l'impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l'impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste. Adesso suoneremo le nostre campane''. ''Un simile percorso -osserva- dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l'esperienza dell'Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimereun progetto univico di alternativa per l'Italia e per l'Europa e mettersi al servizio di un piu' vasto movimento di riscossa econmica e civile del Paese''.

Frattini: archiviato voto anticipato non espellermo chi sarà leale

Le elezioni anticipate ''sono state archiviate'' e se il comportamento dei finiani sara' di una ''leale collaborazione'', le decisioni dei probiviri ''ne potrebbero essere positivamente influenzate''. Lo sottolinea in un'intervista a 'Repubblica' il ministro degli Esteri Franco Frattini che avverte: Se ''qualcuno vorra' togliere'' le elezioni ''dall'archivio'', ''rompendo il vincolo di maggioranza'', si assumera' ''una responsabilita' gravissima''. Il responsabile della Farnesina spiega che, nei confronti del leader dell'Udc, Bossi ''ha usato toni sbagliati e offensivi''. La Lega, osserva, ''si e' irritata per l'idea che si potesse sostituire un pezzo di una coalizione che ha vinto le elezioni con un partito che le ha perse'', un ''precedente gravissimo''. Secondo Frattini con Pier Ferdinando Casini ''si possono trovare convergenze importanti - prosegue - sui temi della famiglia o del Sud''. Quanto al nodo del processo breve Frattini assicura che non c'e' nessuna marcia indietro: ''Se decidiamo che la legislatura continua secondo la volonta' degli elettori, dobbiamo consentire al premier di governare ed evitare non a lui ma a migliaia di cittadini di rimanere intrappolati in lunghi processi''. Sui rapporti fra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, il ministro ''sottoscrive'' la frase di Bossi: ''Giulio sarebbe matto se volesse fare il premier''.

Formigoni: porte aperte a Udc alle amministrative di marzo

''L'Udc ha detto di essere pronta a votare leggi per il Paese e disponibile a discutere anche sulla giustizia. E' una posizione positiva e responsabile. Cosi' penso a convergenze su singoli provvedimenti utili a fronteggiare la crisi, su lavoro, famiglia e vita. Sarebbe utile votare insieme interventi come il quoziente familiare''. Lo sottolinea Roberto Formigoni in una intervista a 'Il Giornale', che apre all'Udc alle Comunali di marzo. Propone il governatore lombardo: ''Se maturano condizioni di dialogo, alle prossime amministrative, a Milano, Torino e anche in altre citta', si potrebbe correre insieme. Io lo auspico. In autunno andranno definite le alleanze e candidati e potrebbe essere un'occasione positiva''.

Fiat, 'La Stampa': lettera di Marchionne al Colle per spiegare le ragioni dell'azienda

Una telefonata di John Elkann e una lettera di Sergio Marchionne indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono la via scelta ieri dalla Fiat per chiarire la propria posizione al Capo dello Stato, secondo quanto scrive oggi il quotidiano 'La Stampa'. Nella lettera ''personale'' inviata a Napolitano, in sostanza l'ad del Lingotto, sempre secondo il quotidiano, ha in sostanza illustrato le ragioni dell'azienda rassicurando il Capo dello Stato circa il fatto che la Fiat non ha ne' intenzione ne' interesse al permanere di uno stato di tensione in fabbrica. In una lettera inviata martedi' ai tre operai dello stabilimento di Melfi sospesi dall'azienda e reintegrati dal Tribunale di Potenza, Napolitano aveva espresso ''il vivissimo auspicio - che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della Fiat - che questo grave episodio possa esser superato, nell'attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria''. Marchionne, che fara' rientro oggi in Italia da Detroit, ''ha anche illustrato a Giorgio Napolitano la linea alla quale - si legge nell'articolo - si atterra' l'azienda da qui in avanti: massimo rispetto, naturalmente, per le decisioni della magistratura, qualunque esse siano; ma anche difesa della scelta fatta con il tipo di reintegro adottato nei confronti di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, che e' nel solco della prassi solitamente seguita da ogni azienda in attesa del pronunciamento finale dei giudici''. Il presidente della Fiat John Elkann, sempre secondo 'La Stampa', ''ha parlato direttamente con Napolitano, e lo ha chiamato al Quirinale per un colloquio che si e' poi rivelato cordiale e chiarificatore''. Per Elkann ''cercare e trovare soluzioni di lungo periodo di fronte alle difficolta' del momento e alle tensioni che talvolta ne derivano e' l'auspicio di tutti, Fiat in testa''.

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