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La Russa: ''Maggioranza precaria ma noi andiamo avanti''
I quotidiani di centrodestra contro Fini, il 'Giornale': ''Da lui infamie''. 'Libero': ''Grande ipocrita''
ultimo aggiornamento: 06 settembre, ore 12:31
Roma - (Adnkronos) - 'Il Tempo': ''Vuol fare la festa al Pdl'' . 'L'Unità': ''E' luna sfida al premier''. Bondi a 'Repubblica': "Da Fini discorso di rottura, senza di lui Pdl più forte. Elezioni più vicine". Casini al 'Corriere della Sera': "Il governo è al capolinea, il Paese ha bisogno di una svolta"
Roma, 6 set. (Adnkronos) - Il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello e' al centro del dibattito per il destino della legislatura. Il giorno dopo lo 'strappo di Mirabello', i quotidiani di centrodestra non risparmiano critiche all'indirizzo del presidente della Camera. 'Le infamie di Fini', titola 'il Giornale', che nell'editoriale firmato da Alessandro Sallusti scrive che il discorso di Fini alla kermesse di Futuro e Liberta' ''lascia le cose come stanno. Nel senso che adesso sono chiari e ufficiali i motivi della rottura''. Per il quotidiano di via Negri, infatti, il presidente della Camera, ''dice alcune cose e il loro contrario. E tace su molto, troppo per essere credibile''. E ''la politica non centra. Sempicemente Fini odia il Pdl, odia Silvio Berlusconi, odia Bossi, odia Tremonti e i suoi tagli orizzontali, disprezza i suoi ex colonnelli che non l'hanno seguito'', e ''odia anche ''i giornali 'fogli d'ordine infami', che hanno sollevato la questione della casa di Montecarlo e degli appalti Rai ai suoi familiari''. Cosi' Fini ''ha detto che il Popolo della Liberta' non c'e' piu'. Ma non ha annunciato la creazione di un nuovo, suo partito. E' un po' da infami -rimarca il 'Giornale'- rimanere con chi ti fa schifo per opportunismo contingente, per non avere il coraggio di andarsene e di affrontare le elezioni''. ''E l'ultima infamia di Fini -insiste Sallusti- e' non aver detto che, coerentemente con la sua analisi, domani mattina si dimettera' da presidente della Camera essendo diventato leader di uno schieramento politico ostile alla maggioranza che lo ha eletto in quella carica''. 'Il grande ipocrita', e' il titolo scelto da 'Libero', che attacca: Fini ''propone un codice etico per i politici ma non dice neppure una parola sulla casa di Montecarlo e sui contratti dei Tulliani in Rai. L'unica difesa e' darci degli infami. Dichiara morto il Pdl e attacca Silvio Berlusconi ma resta al caldo nella maggioranza. Fonda un partito ma non ha il coraggio di dirlo chiaramente e scappa dal voto''. Nell'editoriale, il direttore Maurizio Belpietro, rincara la dose: ''Niente di nuovo sotto il sole di Mirabello. Fini ha detto esattamente cio' che avevamo previsto dicesse, ovvero un sacco di balle''. ''Il suo discorso -affonda il direttore di 'Libero'- e' suonato falso come una moneta di ottone che si vuole spacciare per oro''. Dunque ''la terza carica dello Stato, al riparo dal suo ruolo, vuole continuare a logorare il governo per i prossimi due anni e insieme la certezza di tornare a Montecitorio nel 2015 con la sua pattuglia. In cambio offre un salvacondotto giudiziario al suo avversario''. Ma questa ''e' una manovra di piccolo cabotaggio, che certamente allunga la vita politica del presidente della Camera, ma non lo fa approdare molto lontano''. 'Fini vuol fare la festa al Pdl', titola 'Il Tempo', che nell'editoriale del direttore Mario Sechi, spiega: Fini ''ha detto chiaramente che il patto in cinque punti proposto da Berlusconi e' disposto a sottoscriverlo, ma bisogna andare al di la' dei titoli di quel patto. Questo -rimarca- e' l'annuncio di una stagione di conflittualita' interna ben piu' aspra di quanto abbiamo visto finora''. Per il 'Tempo', ''a questo punto, dentro il centrodestra ci sono almeno tre mondi in rotta di collisione (il Pdl, la Lega e i finiani) e la scissione e' un dato ormai ineludibile. E' solo una questione di tempo. Non si e' compiuta solo per impotenza dello stesso Fini che in questo momento non puo' permettersi il divorzio. Ora gli costerebbe un assegno di alimenti che non puo' pagare, piu' in la' probabilmente avra' abbastanza carburante per provare a rischiare. Sul tavolo di Berlusconi -conclude Sechi- con queste premesse manca solo la data delle elezioni''. In casa del centrosinistra, invece, 'l'Unita'' scrive: 'I programma di Gianfranco che sfida il premier'. Secondo l'amnalisi del quotidiano diretto da Concita de Gregorio, nel centrodestra ''c'e' un leader alternativo. E la competizione per il dopo Berlusconi e' ufficialmente partita''. Insomma, ''il dato certo e' che il cerino e' di nuovo nella mani di Berlusconi. Che rischia di bruciarsi le mani o di accendere un gran falo' che potrebbe incenerire gran parte delle illusioni che l'uomo del fare e' riuscito a far sembrare concrete in questi anni''.
''Il premier dovrebbe far finta di non essere Berlusconi e prendere atto che la maggioranza e' al capolinea e che e' ora di smetterla con il delirio di autosufficenza. Se invece non e' in grado di fare uno scatto, provi a rattoppare''. Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' il leader dell'Udc, Pier Fedinando Casini, che dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, rimarca: ''Una fase si e' chiusa, il paese ha bisogno di una svolta''. E a chi gli chiede se il premier Silvio Berlusconi gli abbia offerto di prendere il posto di Fini in maggioranza, Casini replica: ''Non esiste, non faccio il tappabuchi. Berlusconi la smetta di vagheggiare Casini al posto di Fini o Rutelli al posto di un altro e riponfa nel cassetto la logica dei guelfi e dei ghibellinio''. Quanto all'intervento di Fini alla kermesse di Futuro e Liberta', ''dovrei denunciarlo per plagio'', spiega il leader centrista, perche' ''dalle quote latte alla vicenda Gheddafi, dalla necessita' di cambiare la legge elettorale al quoziente familiare, ha detto cose che noi sosteniamo da anni''. A chi gli chiede quindi cosa succedera', Casini replica: ''Probabilmente il premier si sente vittima di chissa' quale tradimento. Lui, che ha un'idea proprietaria del partito, si chiedera' perche' Fini si comporti cosi', dopo che lui ha fatto presidente della Camera''.
''Andremo avanti pretendendo la massima chiarezza sugli atti parlamentari''. Lo dice in un'intervista a 'la Repubblica', il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, giudicando ''ambiguo, senza chiarezza e senza coraggio" il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. La kermesse di Futuro e Liberta', rimarca il coordinatore nazionale del Pdl, ''e' stato un prevedibile tentativo di mettere il cerino nelle mani di Berlusconi. Ma noi non abbocchiamo''. Tornando all'intervento di Fini, ''sapevo benissimo cosa avrebbe detto'', aggiunge La Russa, che alle critiche rivolte dal presidente della Camera agli ex di An replica: "Potrei dire lo stesso di lui: un generale che ha cambiato bandiera e forse e' pronto a cambiarla ancora. Ma lasciamo perdere. Oggi questo discorso di Fini mi ha dato il piu' grande dolore politico della mia vita. Hanno persino messo in mezzo Tatarella, che caduta di stile". "C'e' una maggioranza precaria -fa notare il coordinatore nazionale del Pdl- ma non possiamo fare a meno di andare avanti''.
"Mi chiedo come sia possibile dire che il Pdl non c'e' piu' solo perche' un pezzetto del partito si stacca. Davvero assurdo. E clamoroso. Il presidente della Camera non puo' affermare di voler ricreare attorno a se un nuovo Pdl, senza essersi prima confrontato con gli elettori. E per far questo e' necessario creare un nuovo partito. E' l'aspetto di maggiore negativita' del suo discorso". Lo ha affermato Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in un'intervista a il quotidiano 'Il Mattino', in merito all'intervento conclusivo di ieri a Mirabello di Gianfranco Fini. "Per il resto le sue sono parole da comizio - ha continuato Matteoli - anzi, ad un certo punto mi ha riportato indietro nel tempo: sembrava uno di quei comizi vecchio stampo dell'Msi. E poi quel continuo stridente andare avanti e p oi indietro. Dire e frenare. Sembrava, come diciamno noi toscani, un caciucco: dentro c'era davvero di tutto. Ma poi gratta gratta, zero proposte concrete e toni alti solo quando si e' trattato di criticare. Sinceramente mi e' sembra tutto un po' debole". Anche se non l'ha detto chiaro e tondo, e' molto evidente che Fini ha voluto testare la titolarita' di una nuova formazione politica. Lui non lo dice ma e' cosi' - prosegue Matteoli - Sembra pero' del tutto ignorare il fatto che nel frattempo continua a sedere sulla poltrona di presidente della Camera. Basterebbe solo che si ricordasse che prima di lui figure come Casini e Cossiga hanno avuto il coraggio di scegliere. Fini invece fa finta di niente".
"La Fiat faccia un passo indietro e noi saremo disponibili a riaprire un negoziato serio sulle esigenze di flessibilita' imposte dalla sfida competitiva globale". Lo dichiara in un'intervista a 'L'Unita'' , Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil. "E il passo che deve fare la Fiat -aggiunge Scudiere- e' molto semplice: ritirare i licenziamenti e chiarire una volta per tutte che i diritti non si possono cancellare, o peggio barattare come scambio per un posto di lavoro". Per Scudiere, "Siamo in presenza di una politica Fiat che sinceramente contraddice tutto quello che era stato fatto e detto nel periodo precedente. Siamo di fronte ad un atteggiamento autoritario che ha come obiettivo il ripristino del comando assoluto dell'impresa". "Secondo noi -conclude- e' una politica sbagliata" .
Governo, Bondi: ''Da fini discorso di rottura, elezioni più vicine''
Le elezioni anticipate ''secondo lo spirito del discorso'' di Gianfranco Fini a Mirabello, ''teoricamente sarebbero piu' vicine. Il suo discorso e' stato di divisione, di rottura e di polemica distruttiva in linea con il suo atteggiamento da due anni a questa parte". In una intervista a 'Repubblica', il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi giudica cosi' l'intervento del presidente della Camera. "Come si concili il suo ruolo di presidente della Camera -spiega- con quello di leader di un nuovo partito e' una anomalia eclatante". "Il discorso di Mirabello -spiega- e' la conferma piu' eloquente della volonta' di rottura di Fini e delle ragioni della sua uscita dal Pdl". E a chi gli chiede cosa pensi della definizione di 'partito del predellino con qualche colonnello' fatta da Fini, Bondi replica: "Il Pdl e' piu' forte senza Fini e mentiene intatte le ragioni per cui e' nato. Il popolo di centrodestra si riconosce nel Pdl e la destra considera irreversibile l'approdo del Pdl. I giudizi di Fini sui dirigenti di An che hanno scelto di costruire il movimento dei moderati italiani -rimarca- tradiscono una mentalita' autoritaria. Al contrario, loro hanno dimostrato nei confronti di Fini un rispetto diverso e umanamente piu' nobile". Bondi giudica quindi difficile un'intesa tra Pdl, Lega e Fli: "Fini -spiega- avrebbe potuto condurre all'interno del Pdl un dissenso costruttivo e sapiente. Non ne ha avuto le capacita' oltre che la volonta'. Allo stesso modo sarebbe possibile teoricamente un patto tra soggetti diversi, ma temo che anche riguardo a questa possibilita' -conclude il ministro- Fini non possegga le doti politiche per gestire una partita cosi' complessa".
Governo, Casini: ''E' al capolinea, il Paese ha bisogno di una svolta''
''Il premier dovrebbe far finta di non essere Berlusconi e prendere atto che la maggioranza e' al capolinea e che e' ora di smetterla con il delirio di autosufficenza. Se invece non e' in grado di fare uno scatto, provi a rattoppare''. Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' il leader dell'Udc, Pier Fedinando Casini, che dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, rimarca: ''Una fase si e' chiusa, il paese ha bisogno di una svolta''. E a chi gli chiede se il premier Silvio Berlusconi gli abbia offerto di prendere il posto di Fini in maggioranza, Casini replica: ''Non esiste, non faccio il tappabuchi. Berlusconi la smetta di vagheggiare Casini al posto di Fini o Rutelli al posto di un altro e riponfa nel cassetto la logica dei guelfi e dei ghibellinio''. Quanto all'intervento di Fini alla kermesse di Futuro e Liberta', ''dovrei denunciarlo per plagio'', spiega il leader centrista, perche' ''dalle quote latte alla vicenda Gheddafi, dalla necessita' di cambiare la legge elettorale al quoziente familiare, ha detto cose che noi sosteniamo da anni''. A chi gli chiede quindi cosa succedera', Casini replica: ''Probabilmente il premier si sente vittima di chissa' quale tradimento. Lui, che ha un'idea proprietaria del partito, si chiedera' perche' Fini si comporti cosi', dopo che lui ha fatto presidente della Camera''.
La Russa: ''Maggioranza precaria ma noi andiamo avanti''
''Andremo avanti pretendendo la massima chiarezza sugli atti parlamentari''. Lo dice in un'intervista a 'la Repubblica', il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, giudicando ''ambiguo, senza chiarezza e senza coraggio" il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. La kermesse di Futuro e Liberta', rimarca il coordinatore nazionale del Pdl, ''e' stato un prevedibile tentativo di mettere il cerino nelle mani di Berlusconi. Ma noi non abbocchiamo''. Tornando all'intervento di Fini, ''sapevo benissimo cosa avrebbe detto'', aggiunge La Russa, che alle critiche rivolte dal presidente della Camera agli ex di An replica: "Potrei dire lo stesso di lui: un generale che ha cambiato bandiera e forse e' pronto a cambiarla ancora. Ma lasciamo perdere. Oggi questo discorso di Fini mi ha dato il piu' grande dolore politico della mia vita. Hanno persino messo in mezzo Tatarella, che caduta di stile". "C'e' una maggioranza precaria -fa notare il coordinatore nazionale del Pdl- ma non possiamo fare a meno di andare avanti''.
Matteoli: ''Fini ha fatto solo un comizio in stile missino''
"Mi chiedo come sia possibile dire che il Pdl non c'e' piu' solo perche' un pezzetto del partito si stacca. Davvero assurdo. E clamoroso. Il presidente della Camera non puo' affermare di voler ricreare attorno a se un nuovo Pdl, senza essersi prima confrontato con gli elettori. E per far questo e' necessario creare un nuovo partito. E' l'aspetto di maggiore negativita' del suo discorso". Lo ha affermato Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in un'intervista a il quotidiano 'Il Mattino', in merito all'intervento conclusivo di ieri a Mirabello di Gianfranco Fini. "Per il resto le sue sono parole da comizio - ha continuato Matteoli - anzi, ad un certo punto mi ha riportato indietro nel tempo: sembrava uno di quei comizi vecchio stampo dell'Msi. E poi quel continuo stridente andare avanti e p oi indietro. Dire e frenare. Sembrava, come diciamno noi toscani, un caciucco: dentro c'era davvero di tutto. Ma poi gratta gratta, zero proposte concrete e toni alti solo quando si e' trattato di criticare. Sinceramente mi e' sembra tutto un po' debole". Anche se non l'ha detto chiaro e tondo, e' molto evidente che Fini ha voluto testare la titolarita' di una nuova formazione politica. Lui non lo dice ma e' cosi' - prosegue Matteoli - Sembra pero' del tutto ignorare il fatto che nel frattempo continua a sedere sulla poltrona di presidente della Camera. Basterebbe solo che si ricordasse che prima di lui figure come Casini e Cossiga hanno avuto il coraggio di scegliere. Fini invece fa finta di niente".
Fiat, Scudiere (Cgil): ''Faccia un passo indietro''
"La Fiat faccia un passo indietro e noi saremo disponibili a riaprire un negoziato serio sulle esigenze di flessibilita' imposte dalla sfida competitiva globale". Lo dichiara in un'intervista a 'L'Unita'' , Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil. "E il passo che deve fare la Fiat -aggiunge Scudiere- e' molto semplice: ritirare i licenziamenti e chiarire una volta per tutte che i diritti non si possono cancellare, o peggio barattare come scambio per un posto di lavoro". Per Scudiere, "Siamo in presenza di una politica Fiat che sinceramente contraddice tutto quello che era stato fatto e detto nel periodo precedente. Siamo di fronte ad un atteggiamento autoritario che ha come obiettivo il ripristino del comando assoluto dell'impresa". "Secondo noi -conclude- e' una politica sbagliata" .
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