Gasparri: "Tutti sapevano che i reati connessi all'immigrazione sarebbero stati esclusi dal processo breve"
Sandro Bondi (Adnkronos)
Bondi: ''Dissento da Fini ma il confronto libero serve''
Sandro Bondi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 17 novembre, ore 10:11
Roma - (Adnkronos) - Il coordinatore del Pdl in un intervento pubblicato da 'Il Secolo d'Italia': ''Il suo libro ha confermato ciò che temevo sull'evoluzione della destra italiana: un percorso molto simile a quello dei comunisti italiani''
Roma, 17 nov. (Adnkronos) - "Il libro di Fini ha confermato cio' che temevo sull'evoluzione della destra italiana: un percorso molto simile a quello dei comunisti italiani, i quali sono passati dall'identificazione con un corpo ideologico coerente e strutturato a un pensiero la cui principale caratteristica e' l'accettazione della realta' come essa si svolge". Lo scrive il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, in un intervento pubblicato da 'Il Secolo d'Italia' in cui spiega i termini del suo dissenso dal presidente della Camera. "Una traiettoria -prosegue- che abbandona di schianto la propria storia, nei confronti della quale cade un silenzio un silenzio molto simile a quello degli intellettuali comunisti sul loro passato, come scrisse Eugenio Garin". E ancora: "Il paradosso e' che il cambiamento tanto sbandierato quanto nominale approda, proprio per questa evanescenza culturale, a un sostanziale conformismo e accettazione dei caratteri fondamentali dello sviluppo moderno". "Come interpretare diversamente -si domanda il ministro della Cultura- le posizioni di Gianfranco Fini sui temi della bioetica e o sui problemi della cittadinanza, se non come la rinuncia ad una visione critica rispetto alle tendenze piu' diffuse e accreditate dell'epoca in cui viviamo"? Bondi, inoltre, sostiene che per costruire il nuovo partito "non possiamo rinunciare a fare chiarezza sul piano culturale, con un libero confronto di idee". In una breve replica, il direttore Flavia Perina, afferma di voler privilegiare la "valorizzazione" del passaggio sul "libero confronto di idee", mentre la critica relativa alla resa al mondo moderno richiederebbe una "replica argomentativa", visto che "la tradizione della destra novecentesca" e' tutta racchiusa "nell'accettazione delle sfide della modernita'".
GIUSTIZIA, GASPARRI: ''FINI SAPEVA DI ESCLUSIONE REATI IMMIGRAZIONE''
"Tutti sapevano, anche Fini" che "i reati connessi all'immigrazione sarebbero stati esclusi dal processo breve". Lo afferma il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri che, intervistato dal 'Quotidiano nazionale', aggiunge: "Fini era consapevole di questa legge, ha incontrato Berlusconi per parlarne, ne ha condiviso il testo". "L'unica cosa di cui non era informato -precisa- e' l'uso del termine 'reati' al posto di 'delitti' per l'immigrazione. Un termine piu' ampio, che e' uscito nel momento della stesura e su cui e' legittimo discutere". Nell'intervista Gasparri difende l'avvocato del premier, Niccolo' Ghedini, che viene dipinto come un "capro espiatorio": "Non c'e' tecnico che tenga -dice- di fronte a gente come quella che sta nella Corte costituzionale che cambia idea: noi abbiamo fatto il lodo Alfano seguendo una loro sentenza e loro hanno detto che non andava bene. Nessun giurista puo' reggere di fronte a scelte politiche degli avversari".
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