Calderoli: ''Napolitano può sciogliere anche solo la Camera''
ultimo aggiornamento: 10 settembre, ore 10:07
Roma - (Adnkronos) - Il ministro della Semplificazione: ''Se esecutivo dipende solo dai finiani, faremo delle scelte conseguenti'' ma si dice "fiducioso rispetto ai numeri" in Parlamento e, "se ci sono, si va avanti fino al 2013"
Roma, 10 set. (Adnkronos) - "Noi andiamo dal presidente Napolitano per rappresentargli quello che sta accadendo rispetto al Regolamento, alla Costituzione e soprattutto quello che si rischia che accada" ossia che "la Camera funzioni male". Lo dice Roberto Calderoli che, intervistato da La Stampa', aggiunge: "Il presidente Napolitano potrebbe prenderne atto e decidere, in base alla Costituzione, di sciogliere le Camere oppure anche una sola".
Il ministro della Semplificazione sottolinea che il premier Silvio Berlusconi si mostra "fiducioso rispetto ai numeri" in Parlamento e "se ci sono, si va avanti fino al 2013". E la Lega che fara' al momento della verifica in Parlamento? "Personalmente -afferma il ministro- suggeriro' a Umberto Bossi di non partecipare alla prima chiamata sulla fiducia. Ma di partecipare solo alla seconda e verificare se questa maggioranza dipende solo dai finiani e quindi a quel punto si potrebbero prendere le decisioni conseguenti".
Calderoli nega che in caso di scioglimento delle Camere si debba dire addio al federalismo: "Possiamo portarlo a casa prima" grazie alle "dirttive di Romano Prodi del 2008". E se arrivasse un governo tecnico? "Scoppia una cosa che non avete nemmeno idea... A quel punto -conclude- il nord se ne va. E voglio vedere cosa faranno quelli che dicono che la Padania non esiste e poi dalla Padania si fanno pagare lo stipendio".
FRATTINI: LA MAGGIORANZA C'E' MA LAVORIAMO PER SOSTEGNO DI ALTRI DEPUTATI
Roma - "La settimana si chiude meglio di come era iniziata". Se ne dice convinto il ministro degli Esteri Franco Frattini che in un'intervista a 'Libero' spiega le mosse del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del governo. Intanto la maggioranza c'e': "Abbiamo studiato i numeri -dice Frattini- per ora alla Camera ci sono 306 voti e confidiamo che i finiani come hanno detto di voler fare voteranno il documento programmatico".
Il titolare della Farnesina precisa comunque che "stiamo lavorando su altri numeri, che saranno aggiuntivi e non sostitutivi", voti di "esponenti di formazioni minori o che avevano gia' annunciato di voler sostenere il governo o che lo stanno decidendo in queste ultime ore, come il leader dell'Mpa Raffaele Lombardo". E ancora: "Con la Svp dialoghiamo da tempo ed abbiamo gia' avuto convergenze positive sulle misure anti-crisi".
Frattini si mostra consapevole che rifiuta l'idea di "un governo tenuto in piedi da una maggioranza diversa da quella che ha vinto le elezioni" ma aggiunge: "Non vedo perche' ci si dovrebbe dispiacere se parlamentari non eletti con la maggioranza scelgono, liberamente e non in virtu' di accordicchi sottobanco, di sostenere il governo". Frattini conferma che ci sara' l'incontro al Quirinale, anche perche' lo strappo di luglio e il discorso di Mirabello rendono "ancor piu' necessario" un confronto con Giorgio Napolitano da parte del capo del governo. Con Bossi? "Poi, certo, la delegazione la decide il premier".
APPALTI: SCAJOLA, VENDO LA CASA E IN BENEFICENZA PARTE DEI SOLDI
Roma - Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, torna ma non "all'ombra del Colosseo". In un'intervista al 'Corriere della sera' Scajola annuncia di aver "dato mandato" di vendere la casa che gli ha causato tanti problemi. "Mi riprendo il mio prezzo e la differenza rispetto a quello che avevo versato, so gia' a quali organizzazioni di beneficenza darla".
L'ex ministro ricorda che comunque, al contrario di quanto scrivevano i giornali in quei giorni dei primi di maggio, l'avviso di garanzia "non mi e' mai arrivato". Lui a Roma si e' fatto rivedere perche' "mi sembrava doveroso stare vicino a Silvio Berlusconi in questo momento".
Sul complesso della vicenda, e prima di poter parlare di ritorno in campo, Scajola ammette: "Ci vuole tempo. Cerco di ritrovare il mio equilibrio. Io ho sentito la morte dentro. Ho preso un pugno fortissimo nello stomaco, non capendo da dove arrivava", anche se "ora qualche sospetto c'e'. Metto ordine nel mio archivio. Nelle carte. Leggo. Metto da parte". Non sara' un libro, sara' mica un dossier? "Cerco di capire. Ma sono piu' sereno".
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