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Palamara (Anm): ''Siamo disponibili alla riforma, gli imbucati ci sono anche tra i magistrati''

Calderoli: ''Se c'è un colpo di Stato si torna alle urne''

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ultimo aggiornamento: 05 ottobre, ore 10:40
Roma - (Adnkronos) - Il ministro per la Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega: ''Chi deve capire, capisce. Ma stia certo il Gran Visir dei poteri forti: non l'avrà vinta''. Ronchi: ''Se berlusconi cade, l'unica strada è il voto''
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Roma, 5 ott. - (Adnkronos) - "Se qualcuno vuole cambiare le carte in tavola -e vedremo cosa succederà sul lodo Alfano, sul lodo Mondadori, su altre strane cose di cui si parla, sugli attacchi anche contro la Lega- altro che piazza. Dobbiamo portare i cittadini a votare". Lo dice il ministro per la Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega, Roberto Calderoli, in un'intervista al ''Corriere della sera''.

"I poteri forti -aggiunge l'esponente del Carroccio- vogliono condizionare l'agenda del Governo, e quando trovano resistenza reagiscono attaccando in modo scomposto chi e' stato legittimamente eletto. Ma noi non ci stiamo, se lo mettano bene in testa. Se c'è un colpo di Stato, perche' si impedisce di governare a chi e' stato eletto e ha rivinto le elezioni anche alle scorse Europee, noi non siamo affatto disponibili a subire. La risposta da dare e' una sola, ed e' concreta: bisogna chiamare a raccolta i cittadini, e farli esprimere con il voto".

"Quando i leader di una maggioranza lo decidono, si va alle urne, non c'e' dubbio. E si da' cosi' una lezione ai 'viscidoni' che anche all'interno del Governo mantengono ambigue connivenze con i poteri forti. Ce n'e' uno in particolare, ma non e' il solo, ce ne sono almeno dicei-venti che hanno la coscienza sporca, e noi gli amici del giaguaro non li vogliamo". Quanto al presidente della Camera Gianfranco Fini, "lui fa politica, ha le sue posizioni e le porta avanti, ma questo e' legittimo. Non e' a lui che bisogna guardare. Io non ho parlato di ministri, ma di Governo. Chi deve capire, capisce. Ma -conclude Calderoli- stia certo il Gran Visir dei poteri forti: non l'avra' vinta".

"Questi fantasmi, queste evocazioni di ribaltoni, sono sterili elucubrazioni: se cade Berlusconi non ci sono alternative, l'unica strada sono le urne". Lo dice il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, in un'intervista a 'La Repubblica'. "Fini -aggiunge l'esponente dell'Esecutivo- e' il co-fondatore del Pdl, chi pensa che abbia strane idee in testa prende un grande abbaglio. Anche perche' dimostra di non conoscere affatto l'uomo Fini, il cui pregio fondamentale e' la lealta' umana e l'onesta' morale". Quanto all'ipotesi di una manifestazione del centrodestra, "e' nel pieno diritto delle forze di maggioranza -sottolinea Ronchi- fare una manifestazione a sostegno di un Governo impegnato su tanti fronti e con grandi risultati. Non capisco perche', se una manifestazione la fa il centrosinistra sarebbe una prova di democrazia, mentre se la facciamo noi diventa populismo".

''Noi vogliamo la riforma, non ne abbiamo paura. Vogliamo un processo piu' rapido. Per questo chiediamo la depenalizzazione dei reati minori, una riforma delle prescrizioni, l'informatizzazione del processo e una riforma delle notifiche. Queste sono cose che fanno bene al cittadino''. Lo dichiara a 'La Stampa' Luca Palamara, presidente dell'Anm (associazione nazionale magistrati). ''Il problema - spiega - e' che poi, dietro lo scheletro della riforma, si pongono altri problemi come il Csm e la separazione delle carriere''. '

'Siamo contrari alla demonizzazione delle correnti che fanno parte della nostra storia. Poi - continua a spiegare - stiamo modificando alcune cose, come la scelta dei dirigenti degli uffici giudiziari non piu' legata all'appartenenza a una corrente. Le altre categorie dovrebbero riconoscere la nostra attenzione al rinnovamento invece di attaccarci a priori''. Sui 270 magistrati fuori ruolo che svolgono altre mansioni, Palamara dice che ''servono, ma solo ed esclusivamente laddove ci sia bisogno della figura di un magistrato. Quelli inutili eliminiamoli. Non a caso siamo i primi ad averne parlato''.

Riguardo poi alla proposta di legge dei Radicali, che vorrebbero limitare i fuori ruolo agli incarichi giurisdizionali, afferma di essere disposto ''ad analizzare i vari incarichi di volta per volta''; e alla proposta, sempre dei Radicali, di imporre ai magistrati che fanno politica attiva di dismettere la toga, risponde che ''non si puo' limitare senza motivo il diritto all'elettorato passivo di un cittadino, ma il problema di cosa accade una volta terminato il mandato esiste. E' una questione della quale indubbiamente dobbiamo discutere. Tanto e' che abbiamo messo all'ordine del giorno la revisione del nostro codice deontologico''.

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