Bondi a 'La Repubblica': "Legittimo il rapporto con l'Udc, Bossi deve capire"
Casini: "Berlusconi proponga esecutivo di responsabilità nazionale"
ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 10:22
Roma - (Adnkronos) - Il leader Udc in un'intervista al 'Corriere della sera' apre a questa ipotesi per poter uscire dalla "crisi politica in atto" auspicando un esecutivo aperto a tutti, guidato da chi sceglierà il Capo dello Stato, ma per il quale "non è possibile avanzare veti" su Silvio Berlusconi perché ha vinto lui le elezioni
Roma, 12 lug. (Adnkronos) - "Se fossi il presidente del Consiglio farei un appello: di fronte alla gravita' della crisi economica e alla difficile situazione del Paese chiederei a tutte le forze politiche una responsabilita' piu' ampia". Lo dice il leader Udc Pier Ferdinando Casini, che in un'intervista al 'Corriere della sera' amette la possibilita' che a guidare tale esecutivo sia lo stesso Silvio Berlusconi, perche' "le elezioni le ha vinte lui". "La guida -afferma- la sceglie il Capo dello Stato. Ma se Berlusconi assumesse questa iniziativa sarebbe intelligente perche' ne avrebbe solo da guadagnare: a quel punto caricherebbe di responsabilita' chiunque, di fronte a quell'offerta, decidesse di sbattere la porta in faccia". Per Casini, se Lega e Idv si tirassero indietro sarebbero "problemi loro", ma "ci sarebbe un'assunzione chiara di responsabilita'. E credo che nel Pd siano in molti a rendersi conto che cosi' non si puo' andare avanti: mancano ancora tre anni alla fine della legislatura e non puo' essere disperso il tempo necessario alle riforme". "Che Berlusconi pensi a rafforzare il suo governo -spiega Casini, negando di aver ricevuto offerte nelle famosa cena da Bruna Vespa- e' comprensibile, ma per quanto mi riguarda non c'e' alcun interesse a partecipare a questo esecutivo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi e' un esperto di ribaltoni. Io no. Penso sempre ai miei elettori". E a chi ipotizza che l'Udc potrebbe sostituire i finiani, l'ex presidente della Camera replica: "Ritengo offensivo pensare che possa interessarmi una vendetta contro Fini per la scelta che porto' due anni e mezzo fa alla creazione del Pdl. Non ho mai coltivato nella mia vita politica miserie simili".
Bondi a 'La Repubblica': "Legittimo il rapporto con l'Udc, Bossi deve capire"
"Tra il Pdl e la Lega esiste un nucleo di valori comuni. Ma non posso non considerare che Pdl e Udc fanno parte allo stesso titolo del Ppe e percio', anche al di la' di una comune ispirazione moderata, condividono gli stessi valori di fondo e gli stessi programmi. Per questa ragione, e' legittimo che il Pdl continui a perseguire un diverso rapporto con l'Udc, fino a non escludere la possibilita' di un riavvicinamento e di una nuova alleanza di governo". Lo afferma il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, in un'intervista a 'La Repubblica'.
Per Bondi l'altola' del Carroccio a tale prospettiva non e' ultimativo: "Il leader della Lega -dice Bondi- possiede il buon senso e la sensibilita' politica per guardare con rispetto a questo processo politico, che non intacca minimamente l'attuale alleanza". Alla domanda se un Pdl diviso puo' realizzare un'operazione del genere, il ministro dei Beni culturali replica: "Sono stato probabilmente il primo a dire chiaro e tondo che Fini aveva il merito di aprire una dialettica democratica all'interno del nostro partito".
"Il problema che ho posto -prosegue- in diverse occasioni e' il modo in cui questo confronto viene inteso e condotto. Il modo di questo confronto ha a che fare con la saggezza della politica. Non riesco a concepire Fini come il capo di una corrente interna. Tanto piu' nel mentre riveste la responsabilita' di presidente della Camera, non lo vedo impegnato in una polemica quotidiana con il premier. Lo vedrei di piu' come co-protagonista, con le proprie idee, del cambiamento del Paese". Per Bondi, Berlusconi opera allo scopo di costruire una prospettiva solida per il Paese ma "per fare questo ha bisogno di interlocutori seri e credibili, sia all'interno del partito e penso naturalmente a Fini che fuori del partito, mi riferisco al Pd. Interlocutori capaci di assumere posizioni politiche aperte ad un confronto non lacerante e distruttivo".
Governo: Rutelli, Berlusconi cerca dialogo perche' Lega stacchera' la spina
"Penso che sara' la Lega a staccare la spina a questo governo. Berlusconi, infatti, si e' ormai reso conto che il suo governo dipende esclusivamente dalle volonta' del Carroccio. E per questa ragione cerca di riaprire altri dialoghi". Lo afferma Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, che in un'intervista a 'La Stampa', aggiunge: "Ma sul piano sostanziale se la Lega, che ormai e' azionista decisivo del bipartito di maggioranza, non incassera' i dividendi annunciati nel Nord col federalismo, si chiamera' inevitabilmente fuori. Perche' lo scopo vero di questo partito non e' unire e guidare, ma dividere il Paese". Quanto al progetto del leader Udc Pier Ferdinando Casini, reduce dalla cena a casa Vespa con Berlusconi e il cardinal Bertone, per Rutelli "di cene se ne fanno a centinaia. E Berlusconi se vuole complottare con qualcuno ha mille occasioni per farlo, senza finire sui giornali. Di Casini condivido molte scelte politiche. Cosi' come ho condiviso le sue critiche sulla manovra e sul federalismo fiscale. Ora c'e' da chiedersi, pero': qual e' la sua strategia? Perche' se non si concretizza la strategia che io chiamo Terzo Polo, con obiettivi ben precisi, allora Casini rischia un predellino bis. Perche' Berlusconi, in questi anni, ha gia' dimostrato di essere il piu' concreto nelle strategie, ma anche il piu' veloce e il piu' furbo". Secondo il leader di Api il terzo polo e' l'approdo naturale per Casini perche' "non sara' solo un'aggregazione di partiti, di questo o quel capo, ma un soggetto capace di fare proposte al Paese per l'uscita dalla crisi, che ci inchioda e ci impoverisce. Perche' l'Italia e' in trappola, e insieme dobbiamo trovare il modo di farla uscire per superare una crisi economica strutturale: il senso di questa nuova aggregazione sara' per mettere in piedi le riforme".
Governo: Urso, finiani favorevoli a ingresso Udc
''Siamo favorevoli al coinvolgimento dell'Udc nella maggioranza di governo''. Lo dice il vice ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, esponente dei finiani, che in una intervista a 'La Stampa' spiega che ''emerge l'esigenza di cui ha parlato Fini in Direzione nazionale: che il Pdl assuma il ruolo guida nella coalizione. La Lega e' un alleato prezioso ma il ruolo di partito prevalente non puo' che essere del Popolo della liberta', se no si da' al Carroccio la golden share''. Quanto al rapporto tra finiani e il resto del Pdl, Urso spiega che ''non ci sara' una rottura ma un confronto nell'ambito del partito che insieme abbiamo fondato: nessuno puo' cacciarci senza la nostra volonta' e strade esterne come il Terzo polo o un terzo partito di centrodestra non sono nemmeno da prendere in considerazione''. Per Urso nel Pdl non c'e' una questione morale ma "dei casi isolati" e sul coordinatore del Pdl Denis Verdini il viceministro osserva che ''e' un caso diverso da quello di Brancher ma forse un gesto di responsabilita' sarebbe opportuno".
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