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Capotosti su scudo fiscale: ''Ricorsi possibili per falso in bilancio''

Casini: ''Un premier non può dividere il Paese''

Casini (Adnkronos)  Casini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 30 settembre, ore 14:02
Roma - (Adnkronos) - Il leader dell'Udc in una intervista al 'Corriere della sera': ''Altro che frange estreme, Berlusconi ha attaccato tutta l'opposizione"
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Roma, 30 set. (Adnkronos) - "In nessun Paese occidentale un premier rinuncia a poter esibire l'unità sulla politica estera. Altro che frange estreme, Berlusconi ha attaccato tutta l'opposizione". Lo dice Pier Ferdinando Casini in una intervista al 'Corriere della sera', chiedendosi: "Allora, perche' chi guida divide e non cerca di unire?". Casini parla di una "stategia" del presidente del Consiglio: "E' come se Berlusconi in una contrapposizione permanente si sentisse rassicurato sul suo futuro. Ma il prezzo lo paga il Paese". Il leader Udc cita una serie di personalita' "di buonsenso": Fini, Pisanu, La Malfa, Pera. Ma tra questi, spiega, "non c'e' un disegno, non c'e' un complotto. Cosa c'e' oggi in pentola? Niente. Cosa sta maturando tra le persone che ragionevolmente si pongono questo problema? Tutto. Perche' una cosa e' certa: con questo clima non si va avanti".

FISCO, CAPOTOSTI SU SCUDO FISCALE: ''RICORSI POSSIBILI PER FALSO IN BILANCIO''

"Non si puo' parlare di amnistia impropria e surrettizia in materia fiscale perche' la non punibilita' per contenuto e per presupposti e' diversa rispetto all'amnistia''. Lo spiega in un'intervista al 'Corriere della Sera' Pier Alberto Capotosti, ex presidente della Corte Costituzionale, riferendosi allo scudo fiscale. Tuttavia qualche dubbio di costituzionalita' c'e' e riguarda ''il diverso trattamento in materia penale per quanto riguarda i reati non punibili". Il giurista si riferisce per esempio al ''falso in bilancio cioe' il reato presupposto da chi ha creato un fondo nero all'estero. Il paragone va fatto rispetto a un altro cittadino che ha falsificato i bilanci, per lo stesso scopo, mantenendo pero' i fondi in Italia". "Il problema - prosegue Capotosti - non e' costituito dal trattamento fiscale piu' favorevole, ma dal fatto che il reato nel primo caso non puo' essere perseguito, mentre se i fondi sono rimasti in Italia, si'". "Ci troveremo - puntualizza Capotosti in un'intervista a 'Il Mattino' - di fronte a una diseguaglianza di trattamento pur in presenza dello stesso reato". Secondo l'ex presidente della Corte Costituzionale, tra le conseguenze di un simile emendamento, introdotto in sede parlamentare, c'e' la possibilita' "che nel corso di qualche processo, eventuali coimputati del reato di avere costituito fondi illeciti mediante falso in bilancio, o le stesse procure, chiedano l'intervento della Consulta". In quanto alla possibilita' che il Capo dello Stato accompagni "la sua firma con delle note, seguira' una prassi che ha gia' usato in altre occasioni - afferma Capotosti sul quotidiano milanese - Si tratta di una strada di moral suasion, che secondo me e' piu' efficace di quella di negare la firma e rimandare la legge in Parlamento".

GIUSTIZIA, BONGIORNO: ''TORNELLI E ORARI NON RISOLVONO PROBLEMA PRODUTTIVITA'''

"Il ministro ha il merito di individuare problemi che esistono, ma non condivido ne' i suoi toni ne' la scelta di generalizzare". Lo dice, in una intervista a 'Repubblica', il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno a proposito delle affermazioni di Renato Brunetta sulla produttivita' dei magistrati. "Sono contraria a questi metodi di controllo. La produttivita' di un magistrato non puo' essere misurata con il disco orario", dice la Bongiorno a proposito di tornelli e badge. "Moltissimi magistrati lavorano la domenica o anche al di la' degli orari di lavoro, altri invece spariscono prima delle 14", aggiunge la Bongiono annunciando: "Proprio oggi ho proposto una indagine conoscitiva sull'attuazione del principio della ragionevole durata del processo. Servira' a verificare se la paralisi puo' essere risolta con nuove leggi oppure con una riorganizzazione degli uffici giudiziari".

GIUSTIZIA, CASSON (PD): ''BRUNETTA HA RAGIONE SU DERIVA CORRENTIZIA''

Nelle critiche di Brunetta alla magistratura c'e' qualcosa di vero. Ne e' convinto Felice Casson senatore del Pd e capogruppo del partito in commissione Giustizia. ''La sua critica alle correnti che decidono gli equilibri del Csm e' volutamente forzata ma non del tutto infondata - spiega Casson in un'intervista al 'Quotidiano Nazionale' - Io non mi sono mai iscritto all'Anm proprio perche' non condivido lo spirito di corrente. Comunque il discorso e' piu' ampio. Tribunali, palazzi: Brunetta parla di cose che non conosce''. E sulla presunta presenza di fannulloni tra le fila dei magistrati Casson assicura: ''So di ex colleghi che lavorano anche il sabato e la domenica e si portano il lavoro a casa. E' una categoria che non si risparmia, mi creda. Poi, come in tutte le categorie, ci sono le eccezioni. Ma i nomi degli scansafatiche li sappiamo tutti''. ''Per avre un'organizzazione migliore servirebbero piu' mezzi - precisa il senatore - Ma questo compete al ministro e al governo''. E ricorda: ''Per il settore giustizia nei prossimi 3 anni sono previsti tagli dal 40%, come nel comparto sicurezza''.

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