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L'idea lanciata nel primo giorno del convegno di Asolo di 'Farefuturo' e 'Italianieuropei'
Roberto Castelli (Adnkronos)
Castelli: ''Ora di religione islamica? Una provocazione che semina zizzania''
Roberto Castelli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 17 ottobre, ore 11:59
Roma - (Adnkronos) - In una intervista al 'Corriere della sera', critica la proposta del viceministro Adolfo Urso: ''Non è nel programma. Non esiste. Chi ne parla ha in mente altre cose''
Roma, 17 ott. (Adnkronos) - "Mi sembra solo una provocazione". Roberto Castelli, in una intervista al 'Corriere della sera', critica la proposta del viceministro Adolfo Urso, lanciata nel primo giorno del convegno di Asolo di 'Farefuturo' e 'Italianieuropei', di introdurre l'ora di religione islamica a scuola. "E' una proposta strumentale", "e' solo una provocazione. Guarda caso arriva pochi giorni dopo l'attentato di Milano, proprio per suscitare una nostra reazione e seminare zizzania. Sono giochini tristi e prevedibili. Mi viene in mente Follini", dice il viceministro alle Infrastrutture. "Fini ha avuto una accelerazione che lo mette fuori dal comune sentire del Popolo della liberta'", "l'ora di religione islamica non e' nel programma. Non esiste. Chi ne parla ha in mente altre cose", dice Castelli.
RIFORME, PISANU: ''DIALOGO FONDAMENTALE E CHI PARLA DI CONGIURE E' UNO SPROVVEDUTO''
"Ci troviamo davanti a un evidente inasprimento del confronto politico. Una degenerazione che, in piu' di un caso, ha gia' superato i limiti". Lo dice il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, in una intervista al 'Secolo d'Italia'. "Bisogna che, ognuno per la sua parte, immetta nel confronto politico dosi massicce di buon senso. E per questo non bisogna perdere la testa: perche' e' compito di chi sa controllare i nervi lavorare per riportare nella politica e nella societa' un clima sereno e costruttivo", aggiunge Pisanu. "Non ritengo che il bipolarimo sia affatto un male in se'", "diciamo che in Italia il bipolarismo e' ancora immaturo", porosegue. Per questo, secondo Pisanu, "il dialogo e' fondamentale" e si deve concentrare "sui problemi economici e sociali del Paese", "contemporaneamente si puo' certo affrontare il tema delle riforme istituzionali, secondo me partendo dalla conseguenze prodotto dalla sentenza del lodo Alfano". Pisanu, a questo proposito, auspica le reintroduzione dell'immunita' parlamentare: "Ma non intesa come autorizzazione per i politici di fare quel che vogliono". Pisanu avverte: "Chi parla di congiure e' uno sprovveduto. Uno sprovveduto che, non sapendo piegare problemi complessi, decide di ricorrere alla via piu' facile".
RIFORME, SCALFARO: ''TENERE GLI OCCHI APERTI SULLA COSTITUZIONE''
"Ritengo ci sia un dovere del mondo politico: tenere gli occhi aperti sulle riforme costituzionali, la Costituzione e' l'ultimo baluardo di difesa, se viene demolito e superato il discorso diventera' molto crudo". Lo dice il presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro in una intervista all''Unita''. "Difendere la natura dell'istituto presidenza della Repubblica e le prerogative del capo dell Stato e' interesse di tutti, maggioranza e opposizione. Non si puo' perdere questo senso unitario della nostra vita democratica. Altrimenti bisognerebbe dire che qualcuno pensa allo scasso", dice ancora Scalfaro. "C'e' una presunzione di godere della fiducia del popolo contrapponendola a qualunque norma costituzionale", "ma il voto non e' un detersivo", prosegue. Scalfaro sollecita: "Per fare le riforme ci vuole mentalita' serena". E poi ammonisce: "Ci sono sintomi di pericolo, soprattuto nelle dichiarazioni del premier".
BANCA SUD, CASINI: ''AL MEZZOGIORNO SERVONO RISPOSTE SERIE E DIVERSA CLASSE DIRIGENTE'' '
"In un momento di crisi economica cosi' grave, la politica deve dare risposte serie e concrete in vista della modernizzazione e della competitivita' del Paese. Il contrario, insomma, di quello che sta facendo il governo Berlusconi con la Banca del Mezzogiorno". Lo dichiara il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini in un intervento al quotidiano 'Il Mattino'. Secondo Casini "la Banca del Mezzogiorno non risolve i problemi del Sud Italia. Non e', infatti, istituendo un nuovo istituto bancario che si risolve il problema dell'irrogazione del credito al tessuto produttivo delle regioni meridionali del Paese. Al Sud -spiega l'esponente dell'Udc- il credito concesso e' effettivamente scarso. La causa, pero', e' semplice: alla luce del contesto socio-economico i rischi sono piu' elevati per le banche e, di conseguenza, i tassi sono molto piu' alti che al Nord". "Il problema di fondo, allora -prosegue Casini- e' un altro e non riguarda -tanto- la concessione di credito alle imprese, quanto -a monte- la lotta alla poverta' delle famiglie e la creazione di un ampio e diffuso tessuto produttivo. Fare impresa al Sud, infatti, e' molto piu' difficile che al Nord a causa dei condizionamenti della criminalita' organizzata, delle carenza infrastrutturali, dell'inefficienza cronica delle pubbliche amministrazioni e via dicendo. Problemi, questi, che vanno risolti alla radice e in via prioritaria rispetto alla questione del credito alle imprese del Sud". "Per rilanciare il Mezzogiorno, infatti, occorrono due cose -sottolinea-. La prima e' una forte presa di coscienza e di autocritica da parte delle classi dirigenti locali che hanno clamorosamente fallito. La seconda e' la volonta' di costruire un grande piano di interventi, anche infrastrutturali, che vada nella duplice direzione di contrastare la poverta' delle famiglie e di stimolare la nascita, la crescita e la competitivita' delle imprese meridionali. Questo -conclude Casini- e' l'impegno dell'Udc".
PD, BONDI: ''MEZZADRI INCONTRI BERLUSCONI''
Un incontro tra Matteo Mezzadri, il giovane esponente del Pd che ha scritto su Facebook "possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?", e il presidente del Consiglio. Lo invoca Sandro Bondi, in un intervento pubblicato sulla prima pagina del 'Foglio'. "Sarebbe bello se il presidente del Consiglio lo incontrasse, sono certo che Matteo capirebbe che Berlusconi mertia rispetto ed e' una persona quanto piu' distante possibile dall'immagine che una certa sinistra reazionaria e antidemocratica vuol far passare agli italiani -scrive il ministro della Cultura e coordinatore del Pdl-. E il presidente del Consiglio potrebbe in questo modo semplice bloccare sul nascere una corrente di odio che mina alla radice la nostra convivenza civile e lo spazio di un confronto politico nel quale anche la passione politica di Matteo puo' essere spesa per una finalita' positiva".
LODO MONDADORI, BRACHINO SU CASO MESIANO: ''LA VITTIMA SONO IO INVITERO' IL GIUDICE''
"Ma quale pedinamento, quale pestaggio mediatico? Qui c'e' una sola vittima: io". Lo dice al 'Corriere della Sera' Claudio Brachino, direttore di Videonews e volto di Mattino 5, commentando le polemiche sul servizio andato in onda giovedi' scorso sul giudice Raimondo Mesiano. "Ogni giorno, da diverse fonti e agenzie, ci arrivano immagini su personaggi di cronaca o del gossip -spiega Brachino-. A corredo di quelle riprese sul giudice, ho chiesto un pezzo privo di valutazioni professionali, politiche o tecniche. Che Mesiano sia un personaggio pubblico e' fuori discussione". "Non esiste nessun linciaggio mediatico del giudice -prosegue- Anzi, lo invitero' in trasmissione, se accettera' di venire. Non mi ero mai occupato prima del Lodo Mondadori e la recente promozione di Mesiano per noi era solo la notizia del giorno all'interno di una rubrica di opinioni. Io inviterei tutti a tornare a toni piu' sobri". Il direttore di Videonews sottolinea che rimanderebbe in onda lo stesso filmato. "Lo curerei un po' meglio, limando qualche aggettivo e lavorandoci con un po' piu' di calma. Ma difendo la mia scelta", conclude.
GIUSTIZIA, D'AMBROSIO: ''GOVERNO VUOLE SOLO RIDURRE POTERI PM''
"E' ricorrente in questo Paese la tentazione dello Stato autoritario. Era ai tempi del fascismo che i pubblici ministeri erano sottoposti all'esecutivo. E ci ricordiamo ancora i danni che furono fatti. Quel processo non s'ha da fare, diceva il partito. E il processo non si faceva". Lo dichiara in un'intervista alla Stampa il senatore Pd ed ex magistrato Gerardo D'Ambrosio in merito alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Bulgaria sulla riforma del sistema giudiziario. "So che dicono di non voler portare i pubblici ministeri sotto l'esecutivo, ma intanto la separazione delle carriere prelude a un controllo del pm -afferma D'Ambrosio-. E vedo che Berlusconi cita di continuo l'esempio 'virtuoso' della Francia o dell'Inghilterra dove i pm sono sottoposti al governo. Forse non e' un caso. Ma quelli sono Paesi differenti. Con storie diverse". In quanto alla proposta di Umberto Bossi di pm 'all'americana' eletti dal popolo, D'Ambrosio dice: "si accusano i magistrati italiani di essere troppo politicizzati e poi si vuole mandarli in campagna elettorale? E chi li dovrebbe candidare? Un partito". In merito alle riforme da fare, secondo D'Ambrosio "andrebbero ridisegnate le circoscrizioni giudiziarie e cancellati gli uffici troppo piccoli. Andrebbe rivisto il numero dei reati, perche' cosi' sono troppi, e previste pene alternative, ma serie". "Non mi pare proprio che si possa giungere a un qualche accordo su questi problemi -dice ancora-. Il governo ha presentato una riforma del processo penale. Ma l'intento e' solo uno. Anziche' badare all'obiettivo di una giustizia veloce e giusta, vogliono solo ridurre i poteri del pm. Diciamola tutta: a Berlusconi pesano i suoi processi".
SUD, SCAJOLA: ''PIANO A DICEMBRE E MENO TASSE ALLE IMPRESE''
"Giovedi' e' stato varato il disegno di legge che dovra' essere approvato dal Parlamento. In parallelo, stiamo lavorando, su incarico del presidente del Consiglio, alla definizione del 'Piano straordinario Berlusconi per il Sud' che contiamo di presentare a Palazzo Chigi entro l'anno, sicche' Banca del Mezzogiorno e Piano per il Sud arriveranno in porto simultaneamente". Lo ha detto al 'Mattino' il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. In merito alle risorse disponibili per il piano, il ministro ha spiegato al quotidiano diretto da Virman Cusenza che si potra' contare "sui 90 miliardi di fondi europei e nazionali destinati al Sud entro il 2013. Sulle obbligazioni detassate che la Banca del Mezzogiorno potra' emettere e che saranno offerte ai risparmiatori. Su fondi della Cassa Depositi e Prestiti e soprattutto sull'attivazione di investimenti privati italiani e internazionali". A Scajola e' stato affidato dal presidente del Consiglio anche "l'incarico di coordinare l'attivita' dei ministri per predisporre la bozza di Piano per il Sud che orientera' l'attivita' del Comitato ministeriale sul Sud". "L'obiettivo principale sara' rimuovere con progetti operativi e immediatamente esecutivi tutti gli ostacoli che non consentono al Sud di produrre ricchezza come nelle altre regioni - ha spiegato il ministro - a partire dalla criminalita' organizzata".
PDL, CICCHITTO: ''QUEI SETTORI DELLA DESTRA CHE FANNO IL GIOCO DEL PD''
Ci sono "settori politico-culturali della 'destra' italiana" che non riescono a cogliere la realta' del nostro Paese. E' questo sostiene Fabrizio Cicchitto in un articolo pubblicato su 'Libero'. La premessa del presidente dei deputati del Pdl e' dedicata a quella che definisce "l'anomalia italiana", parlando tra le altre cose di "un retroterra costituito da Magistratura democratica, che ha contribuito a disintegrare lo Stato di diritto, il Pd, che non e' stato in grado di realizzare l'evoluzione dal comunismo alla socialdemocrazia", che si e' ritrovato "pienamente nel giustizialismo e nella cultura radical, non liberal, distillata da 'Repubblica'" e "l'elite costituita da quella grande borghesia parassitaria di cui ha parlato Sacconi". Secondo Cicchitto "questa realta' non viene colta da alcuni settori politico-culturali della 'destra' italiana". Cicchitto spiega che "il comunismo come tale e' scomparso, ma la sua componente maggioritaria si e' riconvertita nel giustizialismo teorico e pratico e nel fanatismo giornalistico e televisivo. C'e' una finalita' politica 'eversiva' nella rete che va da 'Repubblica' a Di Pietro, a un settore del Pd, ad ambienti dell'establishement bancario-editoriale giudiziario". L'analisi prosegue: "Costoro, sapendo di essere in minoranza elettorale e sociale, manovrano consapevolmente strumenti impropri nella lotta politica per distruggere l'avversario piu' pericoloso (Berlusconi), per riconquistare il potere. Se non si fanno i conti con questa realta' non si capiscono i termini della lotta politica in corso e anzi questo settore della destra politico-culturale rischia di essere strumentalizzato da una sinistra che gioca la partita dei 'buoni' e dei 'cattivi' per dividere il centrodestra. Questa divisione va evitata ad ogni costo. Questo dibattito -conclude Cicchitto- deve riguardare anche le politiche di governo sia dal punto di vista economico e sociale, sia dal punto di vista delle riforme, sia per cio' che riguarda la costruzione di un grande e forte partito".
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