Ciampi: "Fuori dall'Unione per l'Italia decadenza economica e morale"
ultimo aggiornamento: 22 aprile, ore 09:14
Roma - (Adnkronos) - Il presidente emerito della Repubblica in un'intervista su 'La Stampa': "Immaginiamo cosa sarebbe il nostro Paese da sola nel vaso mare dell'economia globale!
Roma, 22 apr. (Adnkronos) - Andarsene dall'Europa "non e' possibile" e "se fosse possibile avremmo in Italia una decadenza prima economica e poi morale". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, intervistato da Arrigo Levi su 'La Stampa', aggiunge: "Immaginiamo cosa sarebbe l'Italia da sola nel vaso mare dell'economia globale!". "Ho anocra fiducia nell'Europa -dice l'ex Capo dello Stato- perche' e' l'unica via per dare un futuro alle giovani generazioni". Alla domanda se la crisi europea sia frutto delle scelte di personalita' come Merkel, Sarkozy, Berlusconi, Ciampi replica: "No, non solo loro. Certo, in loro e' mancata la visione, e' mancato un respiro veramente europeo. In questo c'e' colpa, una mancanza di principi". Ciampi non nega, comunque, che nel 2004 "facemmo due errori": innanzitutto, "avremmo dovuto fare prima il nuovo Trattato e poi aprire l'Europa ai Paesi nuovi, in secondo luogo, al posto del lungo documento della commissione di Giscard d'Estaing, ci voleva un "documento snello, nervoso, di contenuto, che giustificasse la rinuncia della Germania al marco tedesco che fu un fatto straordinario".
"L'Italia e' nell'anticamera dell'emergenza democratica". Lo afferma il vice presidente di Futuro e liberta' per l'Italia Italo Bocchino, che in un'intervista a 'Il Messaggero', prosegue: "Berlusconi vede avvicinarsi il momento della battaglia della vita, vale a dire le elezioni del 2013, che nella sua mente sono tappa di avvicinamento al Quirinale e vuole arrivare arrivare alla battaglia finale avendo abbattuto tutti tutti i contrappesi: la magistratura, la Consulta, il Quirinale e il presidente della Camera che, non essendo Schifani, non e' un famiglio cui dire cosa fare". Bocchino rileva che Berlusconi, che ha trasformato i l suo esercito regolare eletto dagli italiani in un "esercito raccogliticcio di mercenari", "e' ossessionato da Fini" e lo attacca perche' "sa bene che Fini e' vivo e vegeto e il Fli sara' determinante per vincere". Il vice presidente futurista da' il "benvenuto" al ministro Giancarlo Galan che "usa le stesse espressioni che uso' Fini quando allerto' Berlusconi che lo spostamento della testa delle politiche di governo da palazzo Chigi al ministero del Tesoro avrebbe portato al suicidio politico. Tremonti fa tagli di spesa orizzontali che uccidono il Paese". Quanto alla riforma della legge elettorale annunciata dal Pdl, per Bocchino "e' tipico di Berlusconi, usa il Parlamento a fini personali. Ma anche questo tentativo naufraghera': il premio di maggioranza su base nazionale e' stato gia' dichiarato incostituzionale sotto la presidenza Ciampi. Il Pdl ci vuole eliminare perche' siamo determinanti".
"Sono preoccupato dal fatto che nella politica economica del Paese si stia affermando una propensione al nordismo cinico che favorisce una rendita di posizione del Settentrione anziche' stimolare la competitivita'". Lo afferma in un'intervista a 'Repubblica' il governatore della Campania, Stefano Caldoro. "La Lega si limita a fare i suoi interessi ma sbaglia ad arroccarsi su vecchie posizioni di rendita al posto di premiare chi ha la capacita' di migliorare". "Sono d'accordo con Tremonti quando parla di risanamento dei conti o dice che solo il Sud puo' crescere ridando spinta al paese. Ma poi - sottolinea Caldoro - non vedo azioni conseguenti, non vedo atti concreti. Chiaramente la Lega frena, mentre chi istintivamente e' piu' vicino a questi problemi e' Berlusconi, che ha una consapevolezza di questa sfida non molto diffusa nel resto del governo". "Sono preoccupato ma non per le amministrative, che vinceremo ancora perche' al Sud non c'e' l'alternativa del centrosinistra. Sono molto preoccupato sul medio periodo: in Campania ci sono aree di poverta' che aumentano vertiginosamente, abbiamo un reddito pro capite sotto i 15 mila euro, piu' vicino ai 12mila dollari della Libia che agli oltre 30mila euro del Nord, e una disoccupazione giovanile ormai vicina al 40%. Sono dati che prima o poi una ripercussione l'avranno, che porteranno forti tensioni sociali e un significativo allontanamento dalla politica", conclude.
''Senza di lui il comunismo sarebbe crollato comunque, ma molto piu' tardi e forse con un bagno di sangue. Io guidai l'azione ma lui fu il verbo della non violenza''. Cosi' Lech Walesa ricorda Papa Wojtyla in un'intervista al quotidiano 'la Repubblica'. ''Il comunismo -ricorda Walesa- era guidato da una filosofia semplice: non lasciamo che si uniscano, che si organizzino. A ogni nostra protesta organizzata rispondevano con la repressione e con dimostrazioni ufficiali. Ci deridevano, come opposizione debole e senza speranza, vantavano le loro folle il primo maggio. Duro' cosi' a lungo che alla fine molta gente ci credeva. Non potevamo organizzarci, il comunismo ce lo impediva. E il Papa ci organizzo'''. ''Per la preghiera, non per la lotta'', precisa Walesa. ''ma basto' a contarci e a riflettere. Quel risveglio spinse il popolo polacco a farsi guidare dalle piccole organizzazioni dell'opposizione. Senza di lui non saremmo riusciti ad organizzarci, non avremmo vinto''. ''Il secondo millennio -rileva Walesa- stava per finire, con il comunismo ancora presente e il mondo diviso, e avemmo quel dono del cielo: il Santo Padre che ci dette la parola, la gente la raccolse e chiuse quell'era di divisioni, di frontiere e di guerre e apri' l'era dell'intelletto, dell'informazione, della globalizzazione''.
Bocchino: Italia all'anticamera dell'emergenza democratica
"L'Italia e' nell'anticamera dell'emergenza democratica". Lo afferma il vice presidente di Futuro e liberta' per l'Italia Italo Bocchino, che in un'intervista a 'Il Messaggero', prosegue: "Berlusconi vede avvicinarsi il momento della battaglia della vita, vale a dire le elezioni del 2013, che nella sua mente sono tappa di avvicinamento al Quirinale e vuole arrivare arrivare alla battaglia finale avendo abbattuto tutti tutti i contrappesi: la magistratura, la Consulta, il Quirinale e il presidente della Camera che, non essendo Schifani, non e' un famiglio cui dire cosa fare". Bocchino rileva che Berlusconi, che ha trasformato i l suo esercito regolare eletto dagli italiani in un "esercito raccogliticcio di mercenari", "e' ossessionato da Fini" e lo attacca perche' "sa bene che Fini e' vivo e vegeto e il Fli sara' determinante per vincere". Il vice presidente futurista da' il "benvenuto" al ministro Giancarlo Galan che "usa le stesse espressioni che uso' Fini quando allerto' Berlusconi che lo spostamento della testa delle politiche di governo da palazzo Chigi al ministero del Tesoro avrebbe portato al suicidio politico. Tremonti fa tagli di spesa orizzontali che uccidono il Paese". Quanto alla riforma della legge elettorale annunciata dal Pdl, per Bocchino "e' tipico di Berlusconi, usa il Parlamento a fini personali. Ma anche questo tentativo naufraghera': il premio di maggioranza su base nazionale e' stato gia' dichiarato incostituzionale sotto la presidenza Ciampi. Il Pdl ci vuole eliminare perche' siamo determinanti".
Caldoro: nordismo cinico in politica economica, Sud non tacerà
"Sono preoccupato dal fatto che nella politica economica del Paese si stia affermando una propensione al nordismo cinico che favorisce una rendita di posizione del Settentrione anziche' stimolare la competitivita'". Lo afferma in un'intervista a 'Repubblica' il governatore della Campania, Stefano Caldoro. "La Lega si limita a fare i suoi interessi ma sbaglia ad arroccarsi su vecchie posizioni di rendita al posto di premiare chi ha la capacita' di migliorare". "Sono d'accordo con Tremonti quando parla di risanamento dei conti o dice che solo il Sud puo' crescere ridando spinta al paese. Ma poi - sottolinea Caldoro - non vedo azioni conseguenti, non vedo atti concreti. Chiaramente la Lega frena, mentre chi istintivamente e' piu' vicino a questi problemi e' Berlusconi, che ha una consapevolezza di questa sfida non molto diffusa nel resto del governo". "Sono preoccupato ma non per le amministrative, che vinceremo ancora perche' al Sud non c'e' l'alternativa del centrosinistra. Sono molto preoccupato sul medio periodo: in Campania ci sono aree di poverta' che aumentano vertiginosamente, abbiamo un reddito pro capite sotto i 15 mila euro, piu' vicino ai 12mila dollari della Libia che agli oltre 30mila euro del Nord, e una disoccupazione giovanile ormai vicina al 40%. Sono dati che prima o poi una ripercussione l'avranno, che porteranno forti tensioni sociali e un significativo allontanamento dalla politica", conclude.
Wojtyla, Walesa: grazie a lui il comunismo non finì in un bagno di sangue
''Senza di lui il comunismo sarebbe crollato comunque, ma molto piu' tardi e forse con un bagno di sangue. Io guidai l'azione ma lui fu il verbo della non violenza''. Cosi' Lech Walesa ricorda Papa Wojtyla in un'intervista al quotidiano 'la Repubblica'. ''Il comunismo -ricorda Walesa- era guidato da una filosofia semplice: non lasciamo che si uniscano, che si organizzino. A ogni nostra protesta organizzata rispondevano con la repressione e con dimostrazioni ufficiali. Ci deridevano, come opposizione debole e senza speranza, vantavano le loro folle il primo maggio. Duro' cosi' a lungo che alla fine molta gente ci credeva. Non potevamo organizzarci, il comunismo ce lo impediva. E il Papa ci organizzo'''. ''Per la preghiera, non per la lotta'', precisa Walesa. ''ma basto' a contarci e a riflettere. Quel risveglio spinse il popolo polacco a farsi guidare dalle piccole organizzazioni dell'opposizione. Senza di lui non saremmo riusciti ad organizzarci, non avremmo vinto''. ''Il secondo millennio -rileva Walesa- stava per finire, con il comunismo ancora presente e il mondo diviso, e avemmo quel dono del cielo: il Santo Padre che ci dette la parola, la gente la raccolse e chiuse quell'era di divisioni, di frontiere e di guerre e apri' l'era dell'intelletto, dell'informazione, della globalizzazione''.
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