Corruzione, Davigo: "Scempiaggine dire che è il costo della democrazia"
ultimo aggiornamento: 05 febbraio, ore 10:48
'Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - L'ex pm del pool di Milano ed ora giudice di Cassazione al Corriere della Sera: "Mani Pulite poteva essere una svolta invece è stata tentata una restaurazione'"
Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - Mani Pulite ''poteva essere una svolta, invece e' stata tentata una restaurazione''. E' Piercamillo Davigo, ex pm del pool di Milano ed ora giudice di Cassazione, a sottolinearlo in un'intervista al Corriere della Sera. La seconda repubblica ''e' semplicemente figlia della prima. Ma la madre non era meglio: il debito pubblico che tuttora scontiamo continua ad essere il frutto prodotto in quarant'anni da quel sistema la'''. Il potere politico, denuncia Davigo, ''a fronte del quadro devastante emerso dalle indagini non si e' affatto preoccupato di prendere provvedimenti per contenere la corruzione, ma semplicemente di contrastare e rendere piu' difficili i processi''. A giudizio di Davigo, ''la cosa piu' grave e' che in questo Paese e' diventato 'normale' pensare di potersi difendere negando la legittimita' del proprio giudice: Pretendendo di fondare le sempre piu' numerose istanze di ricusazione non sulla contestazione di atti specifici ma sul fatto che un magistrato abbia, per esempio, un orientamento politico''. ''In Italia -aggiunge- ci sono meno condanne per corruzione che in Finlandia, che pero' Transparency International considera il Paese meno corrotto del mondo. Noi siamo a fondo classifica. E' l'altra scempiaggine di quanti ripetono che la corruzione e' il costo della democrazia: balle. Cosi' la democrazia ce l'hanno rubata''.
Caso Lusi: Parisi, con tesoriere ho sempre litigato, gestiva soldi solo per Rutelli
Con Luigi Lusi c'è stato ''un braccio di ferro'' fin dalla ''notte dei tempi'' con ''un avversario messo a guardia delle risorse del partito a garanzia del fatto che fossero spese a sostegno della presidenza Rutelli e della sua linea politica''. Lo sostiene Arturo Parisi in una intervista a 'Repubblica', ricordando di aver messo in guardia in tempi non sospetti ''sull'opacita''' dei bilanci, ma il suo grido d'allarme e' caduto ''nel vuoto per sottovalutazione''. Secondo l'ex ministro del governo Prodi Lusi ''gestiva i soldi solo per Rutelli'' e per questo motivo aveva proposto da presidente dell'Assemblea federale ''un comitato di tesoreria che difendesse le minoranze'',ma ''mai e poi mai avrei pensato che si finisse a guardie e ladri. Se non avessi letto la pubblica assunzione di responsabilita' personale di Lusi, ancora oggi avrei difficolta' a crederci''. Per Parisi e' ''grave che nessuno sapesse di quei 13 milioni'' sottratti alle casse della Margherita per i quali è indagato l'ex tesoriere. Ora, avverte, ''è urgente che i capipartito riconoscano che il potere che è finito nelle loro mani è troppo superiore alla loro capacità -non dico volontà- di usarlo bene, e ancor più del potere che i cittadini sono disposti a riconoscere come legittimo. Lo riconoscano e se ne spoglino in fretta restituendolo ai cittadini, prima che sia troppo tardi''.
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