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Patroni Griffi al 'Corriere della Sera': ''Pronto tetto per stipendi cumulati''
Cosentino, Frattini: ''Lega giustizialista? Alleanze future ne terranno conto''
ultimo aggiornamento: 10 gennaio, ore 09:49
Roma - (Adnkronos) - L'ex ministro degli Esteri in una intervista a 'La Stampa': ''Non ci sfugge che nel segreto dell'urna non furono pochi i leghisti che votarono per l'arresto di Papa''
Roma, 10 gen. (Adnkronos) - "Non c'e' dubbio che le alleanze future terranno conto anche di questi episodi, non dimenticando che il giustizialismo fa parte della retorica leghista". Lo dice, in una intervista a La Stampa, l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo al voto del Carroccio sulla richiesta di arresto del deputato del Pdl Nicola Cosentino. Una vicenda sulla quale tra i piu' decisi per il si' all'arresto sembra esserci l'ex titolare del Viminale Roberto Maroni. "Non ha le mani libere -osserva Frattini- se prima non si impadronisce della leadership della Lega. E comunque, anche quando era al governo Maroni aveva proposto di votare per l'arresto di Cosentino. Non ci sfugge che nel segreto dell'urna non furono pochi i leghisti che votarono per l'arresto di Papa".
Costi politica, Patroni Griffi: ''Pronto tetto per stipendi cumulati''
E' quasi pronto il decreto di attuazione per il tetto agli stipendi cumulati dei manager della Pubblica amministrazione. Lo afferma il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. in un'intervista al Corriere della Sera. ''Sulla base della norma inserita nel decreto 'salva-Italia', in sede di conversione -spiega- stiamo per completare il decreto di attuazione che fissi il tetto e tenga presente che, per tutte le retribuzioni complessivamente considerate, ci sara' una riduzione automatica a quel tetto''. Senza quella norma, Patroni Griffi precisa che avrebbe guadagnato di piu', in qualita'' di consigliere di Stato, mentre ''ora c'e' un secondo comma che dice: i dipendenti pubblici, che ricevano ulteriori incarichi, non possono superare di un quarto la retribuzione''. Quanto alle auto blu, il ministro sottolinea che queste vetture non sono ''uno status symbol'' ma ''un mezzo operativo per consentire di lavorare meglio all'ufficio''. L'obiettivo, sul quale Griffi si dice fiducioso, e' quello di ''estendere anche agli enti locali le regole di razionalizzazione gia' applicate alle amministrazioni centrali''. Impegno rinnovato anche sul fronte della lotta alla corruzione nella Pubblica amministrazione, di concerto col ministro Severino, ''per irrobustire il disegno di legge Alfano-Brunetta''. Sulla sua abitazione romana vicina al Colosseo acquistata dall'Inps nel 2001 con lo sconto riconosciuto per gli immobili 'non di pregio', Patroni Griffi chiede che ''anni di professionalita''' non siano ''accostati a situazioni molto diverse'', riferendosi al caso Scajola. E non commenta la vicenda Malinconico: ''vorrei rispondere di faccende che riguardano me'', dicendosi pero' sicuro che tutto si chiarira'.
Legge elettorale, Zagrebelsky: ''Spero nel sì della Consulta''
''Una decisione negativa della Corte suonerebbe come frustrazione. E le frustrazioni politiche, in democrazia, sono molto pericolose''. Alla vigilia dell'atteso pronunciamento sul rereferendum, Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Consulta, anticipa in un'intervista a 'Repubblica' il suo punto di vista: consultazione sul Porcellum ammissibile sotto il profilo tecnico-giuridico, necessaria sotto l'aspetto dell'opportunita'. Nella sua analisi, Zagrebelsky ricorda che ''sono i principi giuridici a doverci guidare'', peche' ''le leggi elettorali sono leggi molto particolari. Non solo devono esserci, ma definiscono, modificandolo, uno status degli elettori acquisito. Sono leggi sugli elettori. Qui si tratterebbe per la Corte di considerare argomenti nuovi, su cui non ha avuto modo di pronunciarsi finora. Questa particolare natura delle leggi elettorali -fa notare- comporta che quando gli elettori chiedono l'abrogazione di una nuova legge, lo fanno perche' vogliono rimanere com'erano: preferiscono la vecchia alla nuova''. ''Mi auguro che la Corte sappia decidere considerando la particolarita' del caso -ribadisce Zagrebelsky- traendone le conseguenze. Se cosi' non fosse, i referendum elettoraili sarebbero o impossibili o necessariamente quell'insulso ritaglio dalla legge vigente di parole, parolette, frasi, frasette, congiunzioni, avverbi''. ''Il referendum di cui discutiamo -conclude l'ex presidente della Conasulta- viene da una fase di mobilitazione politica di cittadini che chiedono di contare. Una decisione negativa della corte suonerebbe come frustrazione''.
Napoli, Vecchioni si dimette da presidente Forum culture: ''Torno a fare il poetastro''
''Essere presidente del Forum non vuol dire solo occuparsi di cose culturali, ci sono conti, decreti, ingiunzioni aspetti tecnici, pesi e contrappesi politici; bisogna saper muoversi tra questi equilibri che a volte non capisco e a volte capisco e non mi convincono o sono semplicemente distanti da me''. Lo scrive Roberto Vecchioni in una lettera pubblicata da 'La Repubblica', spiegando le ragioni che lo hanno spinto a dimettersi da presidente del Forum delle Culture. ''Mi sembra giusto che torni a fare quello che so fare - spiega - Io resto un poetastro e quello che so fare e' scrivere, fare canzoni e cantarle alla gente. So proporre idee se qualcuno vuole ascoltarle. Spero soprattutto di saper parlare ai ragazzi. Considererei un privilegio continuare a farlo per Napoli''. ''Quando il mondo politico napoletano si divise fra chi arrivava e chi se ne andava, cominciai ad avvertire che mi ero infilato in una specie di bosco di cui non conoscevo ne' sentieri ne' piante, tuttavia la parola cultura suonava cosi' forte dentro di me da convincermi che tutto si sarebbe assestato'', aggiunge.
Musica, Pappano baronetto: ''La mia famiglia pazza di gioia''
"La mia famiglia quel giorno sara' pazza di gioia". Il maestro Antonio Pappano, direttore musicale della Royal Opera House di Londra, commenta cosi', in un'intervista al 'Corriere della Sera', la sua nomina a Baronetto, riferendosi al giorno della cerimonia ufficiale, "il 15 maggio. Saro' accanto ad altre persone che si sono distinte nel loro lavoro. Credo che abbia pesato anche la mia opera divulgativa in tv alla Bbc. La regina o, se non potra', suo figlio Charles, mi poggera' la spada sul capo e dira': Alzati Antonio".
Roma, Riccardi: ''Periferie a rischio ghetto serve lavoro su integrazione''
''Uccidere in quel modo una bambina di appena nove mesi e' qualcosa che supera i confini dell'immaginabile. Una efferatezza simile impone una riflessione''. Lo dice il ministro per l'Integrazione e la Cooperazione, Andrea Riccardi, in un'intervista al 'Messaggero', in merito al duplic eomicidio di Torpignattare. ''Mi chedo dove stia andando questa citta', ma soprattutto dove stia andando la periferia'', aggiunge Riccardi, sottolineando ''che al punto in cui siamo arrivati, ci voglia necessariamente un sussulto di coscienza civica''. Il ministro precisa che non accusa ''nessuno in particolare'' per questo ''processo degenerativo di lungo perodo'', ma fa notare che le periferie ''sono diventate dei deserti di individui e se non lavoriamo sull'integrazione sara' sempre peggio. Purtroppo all'orizzonte vedo una citta' che sta perdendo il suo senso comunitario''. E invece ''le periferie devono ritriovare gli spazi del vivere insieme. In questo senso le comunita' etniche possono trasformarsi in un problema ma possono anche diventare delle preziose risorse. Dipende se si ghettizzano oppure si integrano''. ''Nei confronti dei cinesi -rileva Riccardi- ci sono molti pregiudizi. Si dice che abbiamo comunita' chiuse, poco inserite e autoreferenziali, non integrabili. Io non sono di questo parare''. Il ministro fa notare che ''la comunita' cinese sta aiutando i giovani, specie quelli nati da noi, ad inserirsi nel tessuto sociale ed economico nazionale''.Quanto alla questione della sovratassa di 227 euro per il permesso di soggiorno, che scattera' il 31 gennaio, il ministro per l'Integrazione spiega: ''Stiamo esaminando la questione con il ministro dell'Interno, Cancellieri. Non si tratta di cancellare il provvedimento come peraltro qualcuno ha sostenuto, ma di rimodularlo tenendo presente il reddito dell'immigrato e il suo carico familiare''.''Si tratta -conclude Riccardi- di un eventuale provvedimento di tipo amministrativo, che non richiede ulteriori passaggi in Parlamento''.
Governo, 'Il Secolo d'Italia': ''Monti vuol dire sfiducia, anche al Colle''
Il 'Secolo d'Italia' all'attacco: il quotidiano del Pdl mette oggi in risalto in prima pagina il sondaggio apparso ieri che evidenzia un calo di consensi per l'Ue, le banche, la magistratura, persino per il capo dello Stato, arrivato nei mesi scorsi a punte superiori al 90% nel gradimento degli italiani. "Tutti coloro che si sono avvicinati a Re Mida Monti ne sono rimasti scottati -scrive 'Il Secolo' in termini di consenso. Il primo e' il Presidente della Repubblica che in molti, soprattutto i navigatori del web, considerano il principale protagonista della marcia di Monti su palazzo Chigi. Napolitano ha perso in una botta sola il 5,8%, un vero e proprio crollo nella fiducia degli italiani". "La magistratura, additata spesso come causa delle sventure del cavaliere, perseguitato dalle toghe politicizzate, proprio in concomitanza con l'addio di Berlusconi al governo ha perso addirittura l'8,2%. E l'Unione europea, nell'immaginario collettivio altra alleata del nuovo premier? Viene dissanguata, con una emorragia del 12,6% di fiducia. Re Mida trasformera' pure in oro quel che tocca. Sta di fatto che chi tocca lui finisce per farsi male davvero. E anche parecchio. Alla faccia dei grandi giornali, degli opinionisti e degli attori dell'alta finanza", conclude Il Secolo.
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