Il Libro dei Fatti
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   prontoitalia  |   musei on line  |   immediapress
 - Almanacco del giorno - Oroscopo  - Guida tv - Meteo
''Non vorrei che si volesse far precipitare la notte anche sulla candidatura di D'Alema a ministro degli Esteri Ue''

Cossiga: ''Berlusconi porti l'Italia alle urne''

Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga (Adnkronos)Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 14 novembre, ore 11:15
Roma - (Adnkronos) - Il presidente emerito della Repubblica intervistato da 'Il Giornale': ''Alla prima bocciatura in aula del ddl sul processo breve, grazie al voto dei finiani, il premier dovrebbe provocare la crisi, impedire la formazione di un nuovo governo e portare il Paese a nuove elezioni"
leggi i commenti    commenta commenta 1     vota vota 2    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 14 nov. (Adnkronos) - "Dico a Berlusconi che alla prima bocciatura in aula del ddl sul processo breve, grazie al voto dei finiani, il premier dovrebbe provocare la crisi, impedire la formazione di un nuovo governo e portare il Paese a nuove elezioni". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, intervistato da 'Il Giornale'. In caso contrario, dice il senatore a vita, "non so se ce la fara' a resistere. Quello che mi dispiacerebbe molto in questo scenario di tenebre e' se, come ritorsione per l'atteggiamento virulentissimo assunto dal Pd di Bersani, si volesse far precipitare la notte anche sulla candidatura di Massimo D'Alema a ministro degli Esteri della Ue". E al presidente di ItalianiEuropei si ricollega Cossiga per rispondere sull'errore piu' grosso commesso dal Cavaliere: "Avrebbe dovuto presentare da subito, paro paro, la riforma prevista dalla Bicamerale di D'Alema: li' c'era gia' tutto, separazione delle carriere dei magistrati, elezione diretta del presidente".

GIUSTIZIA, RUTELLI: ''BERLUSCONI SI DIFENDA IN AULA COME TUTTI''

"Non si puo' stravolgere l'ordinamento per trovare una via d'uscita ad alcuni processi. Finora Berlusconi non e' mai stato condannato. Svolga serenamente la sua difesa come debbono fare tutti". Lo afferma il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, che, intervistato da 'La Stampa', aggiunge: "Noi ci dobbiamo impegnare a non chiedere la sua eliminazione politica per la via giudiziaria; lui non deve distruggere ancor piu' la certezza della pena nel nostro Paese per evitare qualche processo". Per Rutelli non c'e' un'"offensiva giudiziaria" contro il premier, anzi, e' una delle "migliori assicurazioni sulla vita del premier. Quanto alla sorte della legislatura, "il punto non e' la durata del governo, ma la sua incapacita' di affrontare i problemi molto gravi del Paese. Nessun governo ha avuto una maggioranza parlamentare cosi' larga" eppure la destra "non suscita i larghi dissensi che meriterebbe soprattutto perche' non c'e' uni'alternativa politica credibile". "Berlusconi -sostiene l'ex leader della Margherita- si annoia a governare - finora le cose migliori le ha fatte Bertolaso alla Protezione civile - ed e' bravissimo a fare le campagne elettorali. Ma se pensasse a nuove elezioni, un nuovo scontro totale, sarebbe un disastro per l'Italia".

CASO CUCCHI, DOTTORESSA INDAGATA: ''NON AVEVA LESIONI MORTALI''

''Se Stefano Cucchi fosse morto in casa, il referto avrebbe detto: decesso naturale, concause tossicodipendenza, anoressia''. A parlare, in un'intervista al 'Messaggero', e' una dottoressa del reparto 'Struttura di Medicina Protetta' dell'ospedale Pertini, tra gli indagati per la morte di Stefano Cucchi. ''La cartella clinica parla da se' - spiega il medico - quando Cucchi e' arrivato non aveva lesioni che facessero pensare a una persona in pericolo di vita e non ci furono avvisaglie del decesso''. Se fossero state riscontrate lesioni mortali, spiega la dottoressa, ''avremmo avuto l'obbligo di denunciarle''. Quanto all'ipotesi pestaggio, ''non sta a noi dirlo'' se e' vera, ''ma c'era un inizio di calcificazione'', sottolinea il medico. ''Forse le fratture non erano cosi' recenti - spiega - Il callo osseo, in una persona deperita, si forma con lentezza''. ''Per capire di piu' - prosegue ancora il medico - bisogna calarsi nel suo stato. Forse era in condizioni psicologiche non ottimali. Era gia' agitato di suo. Potrebbe aver avvertito l'assenza della sostanza. Da cui l'atteggiamento: mangio non mangio, bevo non bevo, cure si' cure no. Dal suo punto di vista , ha usato l'unica arma a disposizione''. ''Cucchi voleva uscire - prosegue - per metter in difficolta' noi, la controparte, ha creato problemi. E' umano. E' clinicamente comprensibile''. Infine, in merito al problema dell'alimentazione precisa: ''Il paziente non ha mai smesso del tutto di idratarsi: succhi di frutta, acqua. Un'alimentazione scarsa per due giorni non uccide''.

CASO CUCCHI, MARINO: ''IN REPARTO ERRORI E SILENZI STEFANO POTEVA ESSERE SALVATO''

''Se fosse stato curato come doveva forse Stefano Cucchi poteva essere salvato''. Lo ha detto in un'intervista a 'La Repubblica' Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sanita'. ''Un paziente gravemente denutrito, disidratato, con lesioni alle vertebre e un calo significativo dei globuli rossi, avrebbe richiesto il monitoraggio costante dei parametri vitali, dal battito alla pressione, alla respirazione'', ha spiegato. ''Le cartelle cliniche, accessibili a tutti su internet, dicono'', ha sottolineato, che questo non e' stato fatto. Poi, secondo Marino e' stato fatto un altro errore. ''Di fronte all'arresto cardiopolmonare - ha detto - non e' stato chiamato un rianimatore. E ci sono troppi silenzi e contraddizioni. E un interrogativo inquietante: il diritto alla salute e' venuto meno quando Cucchi ha perso la liberta'''. ''L'intera vicenda, dall'arresto alla morte, chiama in causa responsabilita' e assenze - ha aggiunto - La commissione sta valutando quelle cliniche. Sarebbe orrendo accertare che Cucchi poteva salvarsi se libero e che sia morto perche' aveva le manette ai polsi. La medicina carceraria dipende dal servizio sanitario ma la sensazione e' che il carcere predomini sull'ospedale, la pena sull'assistenza: medici che non possono parlare con i familiari, genitori che non riescono a incontrarli dopo il diniego di vedere il figlio...il padre impiega tre giorni per ottenere un timbro per incontrarlo e alla madre, senza che nessuno l'avverta del decesso di Stefano, arriva la notifica per l'esecuzione dell'autopsia. Beffe tragiche e intollerabili in un paese civile''.

CASO CUCCHI, GIOVANARDI: ''CONTRO DI ME MINACCE DI MORTE PER UNA FRASE TRAVISATA''

Dopo le polemiche seguite alle sue dichiarazioni sulla morte di Stefano Cucchi, Carlo Giovanardi, in un'intervista al 'Giornale', torna sul caso e reagisce dicendo: ''Le mie parole sono state falsificate''. Il sottosegretario sostiene di aver ricevuto minacce di morte via internet e per telefono. ''Su Facebook impazza il tiro al Giovanardi'', spiega, dicendo che i messaggi contro di lui sono arrivati a ''quota centomila''. Giovanardi spiega di aver chiamato la famiglia del ragazzo per scusarsi. ''Ho chiamato per chiarire che se le mie parole potevano essere state fraintese mi scusavo - dice - Non era anoressico, dice la sorella: ne prendo atto e mi scuso. Ma io ho detto ben altro''. ''Qui il killer e' un altro: la droga. Nessuno sa cosa sia successo - spiega Giovanardi - difatti c'e' un'inchiesta per accertarlo. Ma il nodo vero e' un altro: ha perfettamente ragione la famiglia, il ragazzo e' morto disidratato perche' nessuno gli ha dato da mangiare e bere. E' entrato sulle sue gambe di 42 chili, e' morto che pesava 35. Anche il legale della famiglia concorda con me''. ''Se verra' trovato un responsabile - aggiunge Giovanardi - il governo si costituira' parte civile. Aspetteremo le indagini, il comportamento cui e' stato sottoposto Cucchi e' indegno. Ma e' indegno anche che l'abbiano lasciato morire cosi', basandosi sul presupposto che lui ha rifiutato le cure. Invece non poteva decidere, non era normale''. Giovanardi precisa che 'non era normale' ''significa che il ragazzo, essendo tossicodipendente, era in una condizione psicologica fragile, patologica. In questi casi il medico deve essere obbligato a curarlo e salvarlo. L'ho detto in tutte le salse, fino alla noia: 'L'hanno ridotto a una larva e l'hanno fatto morire'. Per questo vengo linciato''.

SANITA', FAZIO: ''PRONTO SOCCORSO TROPPO AFFOLLATI''

Sulla morte della donna al policlinico Umberto I di Roma non ''intendo interferire, e' stata aperta un'inchiesta, si capira' come sono andate le cose''. Lo ha detto in un'intervista a 'Il Messaggero' il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, in merito alla vicenda di Antonella Marasco, morta lunedi' scorso al policlinico di Roma 'Umberto I'. ''La gestione degli ospedali e' tutta a carico delle regioni e il ministero ha il compito di occuparsi della buona e della cattiva sanita' ma non della malasanita''', ha continuato. ''Il governo centrale da' le linee guida per la gestione del servizio sanitario nazionale, sono poi le diverse amministrazioni locali che hanno l'onere di gestire risorse, decidere l'organizzazione, potenziare depotenziare i servizi'', ha aggiunto. ''Spesso i pronto soccorso sono troppo affollati. Nostro obiettivo e' quello di decomprimere quelle fasce di pazienti che appartengono ai codici bianchi e ai codici verdi - ha detto - Diciamo quelli meno urgenti. Lasciando, cosi' piu' spazio ai codici rossi, alle urgenze vere''. Il progetto e' quello di ''potenziare il territorio'', ha aggiunto, ''offrire ai cittadini degli altri spazi dove rivolgersi nei casi in cui ci sia un'emergenza da codice rosso, appunto. Puntiamo sull'associazione dei medici, sulla costruzione di servizi davvero in grado di togliere un bel po' di lavoro ai pronto soccorso''.

BANDA LARGA, BRUNETTA: ''DEVE PARTIRE O SARA' BATTAGLIA''

''Deve partire la banda larga. La prima settimana di dicembre il Cipe dara' il via libera perche' la banda larga vuol dire 30mila piccoli cantieri aperti, 60mila artigiani e piccole imprese in attivita', vuol dire traffico e modernizzazione. Se qualcuno non vorra' in Consiglio dei ministri si discutera' anche ferocemente''. Lo ha detto in un'intervista a 'La Repubblica' il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. ''Tremonti ha una visione ancora preoccupata della crisi, e fa bene - ha aggiunto - Pero' di preoccupazione si puo' anche morire''. ''Dico - ha continuato - che si tratta del futuro del Paese e che non c'e' la ricetta unica, e tantomeno che la ricetta e' in mano a Tremonti''. ''La politica economica del governo, come la linea del governo e' in mano a Berlusconi - ha spiegato - Che queste cose le capisce meglio degli altri. Senza personalismi, trattasi di politica e di politica economica''. Sul rinvio dell'acconto Irpef Brunetta ha detto: ''Il lavoro dipendente non ha perso potere d'acquisto durante la crisi''. Quanto a chi e' stato licenziato o e' in cassa integrazione il ministro della Funzione Pubblica ha affermato: ''Parliamo di circa 500mila persone che con l'indennita' di cassa integrazione, pari all'80 per cento della retribuzione, e con la dinamica dei prezzi sotto l'1 per cento non hanno comunque significativamente - ha concluso - perso potere d'acquisto. Gli altri 15-16 milioni di dipendenti l'hanno mantenuto o accresciuto, cosi' come i 17 milioni di pensionati. Chi sta soffrendo e' il lavoro autonomo con tagli del fatturato nell'ordine del 30, 40 per cento. Per costoro il rinvio dell'acconto Irpef e' una boccata di ossigeno, utile per far partire i consumi. Ma non basta ci vuole altro: aprire la fase due''.

GIUSTIZIA, ALFANO: ''SU DDL 'PROCESSI BREVI' NON CI FERMEREMO''

''Non ci fermeremo, figurarsi se possiamo farlo solo perche', facendo una cosa per il bene degli italiani, ne avra' un impatto anche il presidente...''. Cosi', in un'intervista al 'Quotidiano Nazionale', il ministro della Giustizia Angelino Alfano interviene in merito al ddl sui processi brevi. ''Una buona legge non si ferma solo perche' ci sara' un impatto anche per il presidente Berlusoni'', continua Alfano. ''Noi abbiamo in mente di fare le riforme che servono ai cittadini. Questo conta - sottolinea - Poi, a margine, c'e' la solita questione riferita al premier in persona, alla persecuzione giudiziaria che lo riguarda''. ''Io non ho presentato questo testo - precisa Alfano - Ma posso garantire che il Governo ne condivide lo spirito, ossia l'obiettivo di accelerare i processi per tutti i cittadini''. ''Il ministero e' gia' a lavoro per fare una valutazione di impatto del ddl - aggiunge il ministro - Attendiamo l'esito''. Quanto alle ricadute che la prescrizione del procedimento giudiziario potrebbe avere sulle parti civili in attesa di giudizio, il ministro aggiunge: ''Certamente bisognera' che ci sia una corsia preferenziale nel processo civile: non bisogna lasciare queste persone prive di tutela''. E all'Associazione nazionale magistrati il ministro risponde: ''Noi rispettiamo le toghe. Ma loro abbiano rispetto per il legislatore''. Semaforo rosso invece al ripristino dell'immunita' parlamentare. ''Il tema e' presente ma al momento il ripristino dell'immunita' non e' assolutamente nell'agenda del Governo'', dice Alfano. In merito alla proposta di lanciare un 'lodo-bis' con legge costituzionale avanzata dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il ministro risponde: ''Per noi bisogna andare avanti con il processo breve. E se qualcuno pensa che sia invece giusto lo scudo processuale per le alte cariche, allora lo rappresenti''.

pubblica questa notizia su:  Facebook    segnala questa notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Edicola
commenta commenta 1    invia    stampa   
ugc
fradiavolo ha scritto (14/11/2009 - ore 15:09) segnala un abuso
ugc
Cossiga come sempre ha ragione. Porti il paese alle urne. 100 a 1 che lo rivotano se poi le serpi Fini e Casini e compagnia bella finalmente saranno convinti faremo al Cav. un bel processone che finirà in nulla come al solito
ugc
ugc
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   prontoitalia  |   musei on line  |   immediapress