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Frattini a 'Qn': "A Teheran conviene graziare Sakineh"
Crisi, Tremonti: "In Italia emergenza finita, non ci sarà manovra correttiva"
ultimo aggiornamento: 04 settembre, ore 10:45
Roma - (Adnkronos) - Il ministro dell'Economia in un'intervista a 'la Repubblica': c'è però bisogno di ''re-ingegnerizzare il sistema economico italiano". Inchiesta grandi eventi, de Lise al 'Messaggero': "Soldi suo mio conto? cado dalle nuvole"
Roma, 4 set. (Adnkronos) - "Questo autunno avrebbe dovuto essere il terzo autunno atteso per il crollo dell'Italia. Non e' cosi'. Non sara' cosi'". Ma l'Italia e' "fuori dall'emergenza" e "non c'e' bisogno di fare una Finanziaria vecchio stile", una "manovra correttiva". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si presenta cosi', alla ripresa di settembre, e in un'intervista a 'la Repubblica', spiega che c'e' pero' bisogno di ''re-ingegnerizzare il sistema economico italiano. Va fatto nel nostro interesse, va fatto perche' lo chiede a tutti l'Europa". ''I titoli di Stato -fa notare- finora sono stati collocati bene. Non ci sono elementi di rottura nelle strutture economiche, industriali e sociali del Paese. Non c'e' dunque un'emergenza autunnale''. Con il nuovo 'Patto di Stabilita' e di crescita' europeo che sara' scritto a Bruxelles, a partire da lunedi' in un Ecofin 'straordinario', secondo Tremonti sara' marcata la fine delle politiche 'national oriented'. Tra le novita' Tremonti segnala che "ogni anno, da gennaio ad aprile, tutto ruotera' per tutti gli Stati intorno alla sessione di bilancio europea. Ed e' cosi' che cambieranno, e per tutti, le sedi e la forma della politica economica europea. Con la sessione di bilancio prendera' forma un 'luogo' politico nuovo. Ogni Stato presentera' i suoi documenti, destinati ad essere discussi collettivamente da tutti gli Stati e coordinati dalla Commissione Europea. In sintesi: una fondamentale devolution di potere, 'dal basso verso l'alto', e dal 'diviso all'unito'. la forma e' economica, ma la sostanza e' politica''.
''Non mi viene in mente nulla. Casco davvero dalle nuvole''. In un'intervista al 'Messaggero', Pasquale de Lise, neo presidente del Consiglio di Stato, parla cosi' della nuove indiscrezioni che filtrano dalla procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi eventi. ''Su questa circostanza -spiega il magistrato- davvero non mi viene nulla da dire''. La 'circostanza' sono quei 250 mila euro che, secondo i segugi della procura, sarebbero piovuti sul conto dell'alto magistrato a luglio 2009, mentre il Tar del Lazio decideva di respongere un ricorso di Italia Nostra contro gli appalti per le piscine dei mondiali di nuoto, del quale si stava interessando anche l'avvocato Leozappa, genero di de Lise. ''Un ricorso sulle piscine? Ma io gia' non ero piu' alTar -spiega de Lise- ero presidente aggiunto del Consiglio di Stato''. ''Assolutamente non ricordo di aver ricevuto quella somma sul mio conto nel luglio 2009 -ribadisce il 'padre' del codice processuale amministrativo- L'unica cosa che mi viene in mente e' che quell'anno ho acquistato la mia casa di villeggiatura all'Argentario, pagando con assegni tutti a mio nome''. ''Ma -precisa- tutto e' avvenuto prima del luglio 2009, cioe' in primavera, nei mesi precedenti''. E aggiunge: ''Devo dire pero' che subito dopo aver acquistato quella casa, ne vendetti un'altra che avevo altrove. Anche in questo caso arrivarono sul mio conto assegni a mio nome firmati dell'acquirente e comunque per importi differenti da quelli indicati. Tutte le operazioni sono peraltro registrate in atti pubblici sottoscritti davanti a un notaio''. E a chi gli chiede se gli abbiano chiesto chiarimenti in procura, de Lise replica: ''Non ho ricevuto nessun tipo di convocazione ne' tantomeno di richiesta di chiarimento da parte della magistratura di Perugia. L'unica cosa che ho spiegato -conclude- e' la mia conoscenza con Angelo Balducci. Le altre persone di cui parlano i giornali, da Anemone a De Santis, non le ho mai conosciute''.
'Domani e' un altro giorno'. A 24 ore dall'atteso discorso del presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla festa di Futuro e Liberta', il 'Secolo d'Italia' ricorda l'espressione di Rossella O'Hara in 'Via col vento' per descrivere l'aspettativa del mondo politico per quanto dira' a Mirabello il confondatore del Pdl. ''L'aspettativa comune -scrive il quotidiano di via della Scrofa- soprattutto dopo la chiusura da parte di berlusconi a ogni ipotesi di tregua sui provvedimEnti disciplinari contro Fli, e' che il discorso segnera' l'apertura di una nuova fase''. E ''anche se e' preso per parlare di nuovo partito -sottolinea il quotidiano diretto da Flavia Perina- gran parte della politica lavora agli assetti che potrebbe determinare una scissione del pdl''. Ma ''al di la' degli schemi per il 'dopo' a cui tutti un po' stanno lavorando, e' innegabile il fatto che il ritorno in campo di Gianfranco Fini dopo l'estate e' il dato su cui si misureranno gli scenari politici della prossima fase. Come? non resta che attendere domani per cominciare a capire''. Il tema, del resto, rimbalza sulle colonne di diversi quotidiani politici. 'Un cavallo di Troia nel centrodestra', e' l'editoriale del 'Giornale', secondo cui a Mirabello Fini ''tirera' la corda ma non la spezzera'. Restera' in casa, ma fara' il cavallo di Troia, senza offesa per nessuno. Non fondera' il partito farfalla di cui si parlava -scrive Marcello Veneziani sul quotidiano di via Negri- ma il partito-tarma che corrode che corrode la mobilia dall'interno''. Insomma, per il giornale diretto da Vittorio Feltri, ''vorra' tenere il piede in due scarpe. Non fondera' ma annuncera', non decidera' ma minaccera'''. ''Qualunque cosa accadra' adesso, perfino la ricomposizione o addirittura la reintegrazione del figliol prodigo nella Casa -conclude Veneziani- abbiamo misurato definitivamente Fini: e' un pezzo di meringa, e si scioglie in bocca''.
"La vicenda di Sakineh dovrebbe e potrebbe essere per l'Iran un'opportunita' per riavviare il dialogo". Intervistato da 'Qn', lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini, e aggiunge: "se servisse, non sarei affatto contrario a incontrare il ministro degli Esteri Mottaki, anche tra pochi a New York, a margine dell'assemblea generale dell'Onu". "L'Iran rivendica il suo ruolo di potenza regionale -rileva Frattini - ma non puo' sopportare il peso di un isolamento che rischia di essere politico , economico e anche umanitario nel caso non vi fosse la conversione della condanna" della donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e concorso in omicidio del marito. Secondo il ministro, "nulla e' perduto" e la partita per salvarla dalla morte "puo' essere vinta" da "tutte le parti in causa". "Solo chi non conosce Paesi come l'Iran -sottolinea inoltre il ministro- puo' pensare che la minaccia di sanzioni potrebbe salvare la vita a questa donna. Cio' detto -prosegue- quello che occorre sono azioni coordinate e l'avvio di un dialogo con l'Iran".
''La situazione e' stabile. Le novita' potrebbero venire dal discorso di Fini a Mirabello e dalla risposta di Berlusconi, ma il quadro non cambia: il governo, il Pdl e la maggioranza hanno indicato delle priorita' scegliendole tra i punti del programma. Non sono da discutere nel merito''. Guarda avanti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che in un'intervista al 'Giornale' si dice sicuro che il governo portera' a termine la legislatura. Quanto al comportamento di Futuro e Liberta', ad esempio sul processo breve, La Russa chiarisce: ''Contano i comportamenti parlamentari. Fino a quando su questi provvedimenti ci sara' l'adesione della maggioranza si andra' avanti, altrimenti restano due strade. Una prevede che si sostituisca chi esce dalla maggioranza, a patto che il governo rimanga lo stesso. Nell'altra, la parola passa al Presidente della Repubblica e la nostra richiesta in questo caso e' nota: elezioni anticipate''. A chi gli chiede cosa succederebbe se Gianfranco Fini accettasse la proposta del Pd e si coalizzasse con il centrosinistra, il coordinatore nazionale del Pdl replica: ''Conosco bene Fini e credo che lui non abbia pensato nemmeno per un momento una cosa del genere. E' il presidente della Camera, restano piu' di due anni di legislatura. Puo' succedere di tutto e io credo che le ipotesi di fine legislatura siano lontane'', ribadisce La Russa.
Per crescere occorre "agganciare i salari alla produttivita'". E' quanto sostiene in un'intervista su 'Il Sole24 ore' Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, che indica nel modello di sviluppo tedesco l'esempio che i paesi europei e l'Italia dovrebbero seguire per uscire dalla crisi. "Il successo del modello tedesco -spiega- risiede nel collegamento tra salari e produttivita'. Non c'e' dunque da stupirsi che le imprese in crescita remunerino meglio i loro lavoratori. Il dato piu' interessante del secondo trimestre e' il contributo della domanda interna, investimenti e consumi, alla crescita tedesca: piu' rilevate dell'esport". "Questa e' una crisi sistemica, che deve obbligarci a ripensare radicalmente il funzionamento dei sistemi economici, in tutti i paesi avanzati. Si deve partire da un confronto oggettivo tra i vari sistemi per capire quali hanno dimostrato di essere piu' robusti ed efficienti di fronte alla crisi" afferma Bini Smaghi . Riferendosi poi alle controversie sul futuro degli impianti Fiat, l'economista della Bce ritiene che "non si puo' affrontare problematiche come quelle di Melfi in termini localistici e provinciali. Bisogna guardarsi intorno per cercare di imparare da chi e' riuscito meglio ad adattarsi ai processi di globalizzazione". "E non mi riferisco -precisa- alla Cina o all'India, che evidentemente hanno modelli sociali non compatibili come i nostri, ma a paesi molto vicini, come appunto la Germania".
APPALTI, DE LISE: SOLDI SUO MIO CONTO? CADO DALLE NUVOLE
''Non mi viene in mente nulla. Casco davvero dalle nuvole''. In un'intervista al 'Messaggero', Pasquale de Lise, neo presidente del Consiglio di Stato, parla cosi' della nuove indiscrezioni che filtrano dalla procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi eventi. ''Su questa circostanza -spiega il magistrato- davvero non mi viene nulla da dire''. La 'circostanza' sono quei 250 mila euro che, secondo i segugi della procura, sarebbero piovuti sul conto dell'alto magistrato a luglio 2009, mentre il Tar del Lazio decideva di respongere un ricorso di Italia Nostra contro gli appalti per le piscine dei mondiali di nuoto, del quale si stava interessando anche l'avvocato Leozappa, genero di de Lise. ''Un ricorso sulle piscine? Ma io gia' non ero piu' alTar -spiega de Lise- ero presidente aggiunto del Consiglio di Stato''. ''Assolutamente non ricordo di aver ricevuto quella somma sul mio conto nel luglio 2009 -ribadisce il 'padre' del codice processuale amministrativo- L'unica cosa che mi viene in mente e' che quell'anno ho acquistato la mia casa di villeggiatura all'Argentario, pagando con assegni tutti a mio nome''. ''Ma -precisa- tutto e' avvenuto prima del luglio 2009, cioe' in primavera, nei mesi precedenti''. E aggiunge: ''Devo dire pero' che subito dopo aver acquistato quella casa, ne vendetti un'altra che avevo altrove. Anche in questo caso arrivarono sul mio conto assegni a mio nome firmati dell'acquirente e comunque per importi differenti da quelli indicati. Tutte le operazioni sono peraltro registrate in atti pubblici sottoscritti davanti a un notaio''. E a chi gli chiede se gli abbiano chiesto chiarimenti in procura, de Lise replica: ''Non ho ricevuto nessun tipo di convocazione ne' tantomeno di richiesta di chiarimento da parte della magistratura di Perugia. L'unica cosa che ho spiegato -conclude- e' la mia conoscenza con Angelo Balducci. Le altre persone di cui parlano i giornali, da Anemone a De Santis, non le ho mai conosciute''.
ATTESA PER DISCORSO FINI, 'SECOLO', 'DOMANI E' UN ALTRO GIORNO'
'Domani e' un altro giorno'. A 24 ore dall'atteso discorso del presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla festa di Futuro e Liberta', il 'Secolo d'Italia' ricorda l'espressione di Rossella O'Hara in 'Via col vento' per descrivere l'aspettativa del mondo politico per quanto dira' a Mirabello il confondatore del Pdl. ''L'aspettativa comune -scrive il quotidiano di via della Scrofa- soprattutto dopo la chiusura da parte di berlusconi a ogni ipotesi di tregua sui provvedimEnti disciplinari contro Fli, e' che il discorso segnera' l'apertura di una nuova fase''. E ''anche se e' preso per parlare di nuovo partito -sottolinea il quotidiano diretto da Flavia Perina- gran parte della politica lavora agli assetti che potrebbe determinare una scissione del pdl''. Ma ''al di la' degli schemi per il 'dopo' a cui tutti un po' stanno lavorando, e' innegabile il fatto che il ritorno in campo di Gianfranco Fini dopo l'estate e' il dato su cui si misureranno gli scenari politici della prossima fase. Come? non resta che attendere domani per cominciare a capire''. Il tema, del resto, rimbalza sulle colonne di diversi quotidiani politici. 'Un cavallo di Troia nel centrodestra', e' l'editoriale del 'Giornale', secondo cui a Mirabello Fini ''tirera' la corda ma non la spezzera'. Restera' in casa, ma fara' il cavallo di Troia, senza offesa per nessuno. Non fondera' il partito farfalla di cui si parlava -scrive Marcello Veneziani sul quotidiano di via Negri- ma il partito-tarma che corrode che corrode la mobilia dall'interno''. Insomma, per il giornale diretto da Vittorio Feltri, ''vorra' tenere il piede in due scarpe. Non fondera' ma annuncera', non decidera' ma minaccera'''. ''Qualunque cosa accadra' adesso, perfino la ricomposizione o addirittura la reintegrazione del figliol prodigo nella Casa -conclude Veneziani- abbiamo misurato definitivamente Fini: e' un pezzo di meringa, e si scioglie in bocca''.
IRAN, FRATTINI: A TEHERAN CONVIENE GRAZIARE SAKINEH
"La vicenda di Sakineh dovrebbe e potrebbe essere per l'Iran un'opportunita' per riavviare il dialogo". Intervistato da 'Qn', lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini, e aggiunge: "se servisse, non sarei affatto contrario a incontrare il ministro degli Esteri Mottaki, anche tra pochi a New York, a margine dell'assemblea generale dell'Onu". "L'Iran rivendica il suo ruolo di potenza regionale -rileva Frattini - ma non puo' sopportare il peso di un isolamento che rischia di essere politico , economico e anche umanitario nel caso non vi fosse la conversione della condanna" della donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e concorso in omicidio del marito. Secondo il ministro, "nulla e' perduto" e la partita per salvarla dalla morte "puo' essere vinta" da "tutte le parti in causa". "Solo chi non conosce Paesi come l'Iran -sottolinea inoltre il ministro- puo' pensare che la minaccia di sanzioni potrebbe salvare la vita a questa donna. Cio' detto -prosegue- quello che occorre sono azioni coordinate e l'avvio di un dialogo con l'Iran".
GOVERNO, LA RUSSA: PUO' SUCCEDERE DI TUTTO MA FINIREMO LEGISLATURA
''La situazione e' stabile. Le novita' potrebbero venire dal discorso di Fini a Mirabello e dalla risposta di Berlusconi, ma il quadro non cambia: il governo, il Pdl e la maggioranza hanno indicato delle priorita' scegliendole tra i punti del programma. Non sono da discutere nel merito''. Guarda avanti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che in un'intervista al 'Giornale' si dice sicuro che il governo portera' a termine la legislatura. Quanto al comportamento di Futuro e Liberta', ad esempio sul processo breve, La Russa chiarisce: ''Contano i comportamenti parlamentari. Fino a quando su questi provvedimenti ci sara' l'adesione della maggioranza si andra' avanti, altrimenti restano due strade. Una prevede che si sostituisca chi esce dalla maggioranza, a patto che il governo rimanga lo stesso. Nell'altra, la parola passa al Presidente della Repubblica e la nostra richiesta in questo caso e' nota: elezioni anticipate''. A chi gli chiede cosa succederebbe se Gianfranco Fini accettasse la proposta del Pd e si coalizzasse con il centrosinistra, il coordinatore nazionale del Pdl replica: ''Conosco bene Fini e credo che lui non abbia pensato nemmeno per un momento una cosa del genere. E' il presidente della Camera, restano piu' di due anni di legislatura. Puo' succedere di tutto e io credo che le ipotesi di fine legislatura siano lontane'', ribadisce La Russa.
CRISI ECONOMICA, BINI SMAGHI (BCE): SI AGGANCINO SALARI A PRODUTTIVITA'
Per crescere occorre "agganciare i salari alla produttivita'". E' quanto sostiene in un'intervista su 'Il Sole24 ore' Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, che indica nel modello di sviluppo tedesco l'esempio che i paesi europei e l'Italia dovrebbero seguire per uscire dalla crisi. "Il successo del modello tedesco -spiega- risiede nel collegamento tra salari e produttivita'. Non c'e' dunque da stupirsi che le imprese in crescita remunerino meglio i loro lavoratori. Il dato piu' interessante del secondo trimestre e' il contributo della domanda interna, investimenti e consumi, alla crescita tedesca: piu' rilevate dell'esport". "Questa e' una crisi sistemica, che deve obbligarci a ripensare radicalmente il funzionamento dei sistemi economici, in tutti i paesi avanzati. Si deve partire da un confronto oggettivo tra i vari sistemi per capire quali hanno dimostrato di essere piu' robusti ed efficienti di fronte alla crisi" afferma Bini Smaghi . Riferendosi poi alle controversie sul futuro degli impianti Fiat, l'economista della Bce ritiene che "non si puo' affrontare problematiche come quelle di Melfi in termini localistici e provinciali. Bisogna guardarsi intorno per cercare di imparare da chi e' riuscito meglio ad adattarsi ai processi di globalizzazione". "E non mi riferisco -precisa- alla Cina o all'India, che evidentemente hanno modelli sociali non compatibili come i nostri, ma a paesi molto vicini, come appunto la Germania".
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