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Welfare, Carfagna a 'La Nazione : ''Bisogna aiutare le madri lavoratrici''
D'Alema: ''Prima dobbiamo fare la riforma elettorale e poi si può tornare al voto''
ultimo aggiornamento: 30 agosto, ore 10:17
Roma - (Adnkronos) - Il presidente di Italianieuropei in un lungo articolo pubblicato su 'Repubblica': ''Non possiamo rischiare di tornare alle urne con questo sistema". Rutelli al 'Corriere della sera': ''Sulle riforme nascerà un nuovo Polo''. Dario Fo a 'l'Unità': ''Con le primarie cittadini sono tigri del potere''
Roma, 30 ago. (Adnkronos) - La lettera di Bersani ha avuto il merito di "riappropriarsi dell'agenda politica, affermando cose molto ragionevoli", mentre la lettera di Veltroni "ha avuto come unico effetto quello di dare una mano a Berlusconi". Lo dice Massimo D'Alema, in un lungo articolo pubblicato su 'Repubblica'. Il presidente di Italianieuropei affronta il tema della crisi della maggioranza e di Berlusconi, spiegando che se ci fossero le elezioni anticipate "ci sarebbe sicuramente una maggioranza larga contro di lui, nel Paese, e il voto assumerebbe la chiara fisionomia di un referendum su Berlusconi, ma con le regole attuali si ripeterebbe la difficolta' di tradurre questa maggioranza elettorale in proposta di governo e in una leadership forte". Per questo D'Alema considera che "quello della legge elettorale e' il nodo di fondo, non possiamo rischiare di tornare al voto con questo sistema". L'ex ministro degli Esteri spiega: "In Italia c'e' un sistema elettorale che crea un bipolarismo di facciata che ormai mette a rischio la stessa democrazia". D'Alema avanza due proposte, e parla del "doppio turno alla francese"o del "sistema tedesco", che preferisce perche', dice, "non riesco a immaginare uno schema migliore per un Paese come il nostro". A chi ripropore il Mattarellum, D'Alema replica: "Ma ci rendiamo conto che col Mattarelluim siamo andati ale urne con quattordici partiti? E' semplificazione questa?".
Pd, Dario Fo: ''Con le primarie cittadini sono tigri del potere''
"Le primarie svegliano la tigre, la tengono attenta, cosi' per chi fa gli affari suoi e' piu' difficile". Lo dice Dario Fo, in una intervista a 'l'Unita'', sposando la campagna del quotidiano a favore delle primarie e parlando del "desiderio di rintracciare nei candidati la fisionomia culturale dei nostri sogni e il temperamento dei nostri bisogni, noi siamo l'acqua e anche la tigre". "Capisco le reistenze alle primarie, anche in casa della sinistra, e' storia antica che viene dal Pci -dice il premio Nobel-. Capisco che il baffino ci diventi pazzo, ecco, viene da una cultura politica in cui il centralismo era il volano, decidevano stutto loro. Sto parlando del vecchio Pci che di cose buone ne ha fatte tante. Ma aveva i suoi difetti, e che difetti".
Governo, Rutelli: ''Sulle riforme nascerà un nuovo Polo''
"Un nuovo Polo politico nascera'. Nascera' su un coraggioso programma di governo". Lo scrive Francesco Rutelli in un lettera al 'Corriere della sera'. "Se non si votera' in autunno e' proprio perche' il primo partito sarebbe quello del rifiuto, dell'astensione", premette il leader di Alleanza per l'Italia. Rutelli avanza alcune proposte concrete e spiega che "il confronto che interessa gli italiani e' sull'economia, difficilmente le forze responsabili potrebbero sottrarsi dal concorrere a un programma nazionale per la crescita nei prossimi anni". Poi ricorda di aver proposto "una convergenza per riforme essenziali sulla giustizia civile e penale", sottolineando pero' di essere contrario a "leggi e leggine ad hoc". A proposito della proposte del segretario del Pd, Rutelli spiega: "La linea di Bersani non scioglie il problema della coerenza dei programmi, ma pone un punto di chiarezza politico con cui misurarsi in modo costruttivo".
Fiat, Sacconi: ''Pomigliano è simbolo evidente di 'meno Stato più società''
"Pomigliano e' il simbolo evidente di 'meno Stato piu' societa'". Lo dichiara, in un'intervista pubblicata sul 'Corriere della Sera', Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. "Un tempo la Fiat -prosegue Sacconi- investiva nel Mezzogiorno se incoraggiata da inventivi pubblici. Oggi non chiede incentivi allo Stato, ma cerca nella stessa comunita' dei lavoratori la convenienza a realizzare l'investimento. Come diceva Marco Biagi, non c'e' incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo regolatorio da norme o contratti". "Solo i lavoratori e le loro organizzazioni possono determinare -afferma il ministro- quella produttivita' che garantisce il ritorno dell'investimento". "Il governo nei primi giorni di agosto -ricorda Sacconi- ha approvato il piano triennale per il lavoro". "Meno Stato piu' societa' -aggiunge- significa limitare ai diritti fondamentali le norme inderogabili di legge e consentire alla contrattazione locale la modulazione delle tutele, in modo da stimolare la crescita economica, partecipazione, incremento dei salari, nuova occupazione". "Il governo -conclude il ministro Sacconi- ha detassato tutta la parte del salario conseguente a questi accordi, perche' l'antropologia positiva porta ad avere fiducia negli effetti virtuosi dell'autonomia contrattuale prossima alle persone".
Fiat, Landini (Fiom): ''Federmeccanica non ceda a ultimatum azienda''
"Non esiste che un contratto firmato da tutti possa essere sostituito da un altro firmato da pochi. Abbiamo gia' scritto alle imprese diffidandole dall'applicare l'accordo separato. Ora mi auguro che Federmeccanica non ceda al diktat della Fiat. Prima Marchionne ci ha provato con Pomigliano, e dopo, poiche', come noi dicevamo quell'accordo andava contro i contratti e contro le leggi, si e' rivolto alla Federazione con un ultimatum: dicendole che se entro ottobre non gli avesse concesso le deroghe, sarebbe uscito da Federmeccanica". Cosi' il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista al quotidiano 'Il Secolo XIX', spiega la contrarieta' del sindacato alla possibilita' che nella riunione del 7 settembre il direttivo di Federmeccanica decida una deroga al contratto nazionale per Fiat, recependo cosi' l'accordo separato del 2008 siglato da Fim Cisl e Uilm. Landini ha anche commentato l'intervento su Fiat del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco: "E' molto importante -ha detto- che dopo Napolitano anche il presidente dei vescovi ritenga necessario mettere al centro il lavoro, la sua dignita' e i suoi diritti. Nel richiamo di entrambi c'e' anche un invito al confronto. Ma non mi sembra -ha aggiunto- che la Fiat lo stia facendo, anzi a Melfi si e' inasprito lo scontro. Tra un sindacato e un'impresa fare accordi significa mediare tra diversi interessi. Invece Marchionne -ha concluso- non vuole ascoltare, e ha dichiarato che il piano industriale, lui non lo discute con nessuno".
Welfare, Carfagna: ''Bisogna aiutare le madri lavoratrici''
"L'Italia sconta un ritardo storico nei servizi all'infanzia e quindi alle famiglie. Ma ci stiamo dando da fare. E non e' un caso se il governo, in un momento economico non facile ha deciso di investire ingenti rosorse in questo campo, invertendo la tendenza, rimettendo la famiglia al centro della politica e dello Stato sociale". Lo dice il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, in un'intervista a 'La Nazione - Carlino- Giorno', aggiungendo che il suo dicastero "solo nell'ultimo anno ha stanziato 40 mln di euro, quasi tutto il suo bilancio per famiglia e infanzia": Parlando poi del rientro al lavoro delle madri, dopo il parto, Carfagna dice: "E' una scelta personale, ciascuna donna deve fare come crede." "Il governo pero' ha un compito -avverte- quello di fornire alle madri strumenti per decidere tranquillamente senza magari trovarsi costrette arinunciare al lavoro dopo avere avuto un figlio".
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