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Dopo Mirabello 'Il Secolo' in edicola senza 'etichette', non più 'quotidiano del Pdl'

ultimo aggiornamento: 07 settembre, ore 11:05
Roma - (Adnkronos) - La 'dicitura' che compariva sotto la testata del quotidiano è stata cancellata. Perina: "Se idee Fini non più nel perimetro del partito, allora liberi tutti". Briguglio (Fli): ''l presidente della Camera non si licenzia''
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Roma, 7 set. (Adnkronos) - 'Il Secolo' non e' piu' il "quotidiano del Pdl". La 'dicitura', come scrive il direttore Flavia Perina, che compariva sotto la testata del quotidiano e' stata cancellata. "Ci chiedevamo dal 29 luglio se avesse ancora un senso la dicitura che stava sotto la nostra testata 'quotidiano nel Pdl' perche' dopo il documento di espulsione delle idee di Fini dal Pdl era per noi evidente che quella didascalia non valeva piu'. Cancellarla anche formalmente oggi, nella prima edizione dopo Mirabello, e' un tributo alla chiarezza". "Se le idee di Fini -prosegue Perina- non sono piu' nel perimetro che la classe dirigente del Pdl ha tracciato a sua tutela e' difficile che ci possano stare le nostre. E allora liberi tutti: nel mare aperto che sempre ci e' piaciuto e che tanto ha irritato i colonnelli di An che contro 'questo' Secolo hanno sempre manifestato un'avversione sorda, anche quando ostentavano fedelta' a Gianfranco Fini".

Conclude la deputata di Fli: "Un Secolo senza etichette e senza diretti collegamenti di partito per adesso va benissimo. Magari domani arrivera' un'altra 'didascalia', un diverso segnale di appartenenza a un progetto politico: ma siamo sicuri, dopo le parole di Fini, che stavolta non succedera' piu' che qualcuno alzi il telefono per dirci 'non e' questa la linea'".

Pdl, Pisanu: ''Berlusconi guidi un esecutivo di solidarietà nazionale''

Silvio Berlusconi "guidi un governo di solidarieta' nazionale". Questa l'opinione di Beppe Pisanu, come riporta il 'Corriere'. Il presidente dell'Antimafia sta svolgendo un ruolo di pontiere nella convulsa fase politica che attraversano maggioranza e governo e lancia un appello al premier, "per il bene del Paese" e davanti a "una crisi economica devastante", perche' promuova un esecutivo di solidarieta' nazionale allargato a tutte le forze politiche che ci vogliono stare. Pisanu e' certo che il Pd non si tirerebbe indietro. Altrimenti restrerebbe la via del voto anticipato "deleterio e una vera sciagura per il Paese".

GOVERNO: BRIGUGLIO (FLI), PRESIDENTE CAMERA NON SI LICENZIA

Roma - "Trovo molto singolare che in una democrazia matura come la nostra una parte della maggioranza, ma ancor peggio il presidente del Consiglio, possa chiedere il licenziamento in tronco del presidente della Camera". Lo dice il finiano Carmelo Briguglio in una intervista a 'Repubblica'. "Confidiamo -aggiunge l'esponente di Fli- nella saggezza di Napolitano che e' custode della Costituzione e garante dell'equilibrio fra i poteri dello Stato".

LEGGE ELETTORALE: CICCHITTO, PER FLI NON HA NUMERI PER CAMBIARLA

Roma - "Ho motivo di ritenere che sara' praticamente impossibile per Futuro e Liberta' trovare in Parlamento una maggioranza per la riforma della legge elettorale prima della fine della legislatura". Lo dice a 'Il Giornale' il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "E' evidente al di la' di ogni altra considerazione sui numeri e sul principio della rappresentanza che -aggiunge Cicchitto- la differenziazione sul problema della legge elettorale e' molto seria e grave perche' su questa legge si sono fatte le elezioni e tutto il Pdl e la maggioranza attuale si sono ritrovati. La contestazione della legge elettorale costituisce un preoccupante vulnus di notevoli proporzioni".

PD: VENDOLA A BERSANI, NUOVO ULIVO SOMIGLIA AL VECCHIO, NON FUNZIONERA'

Roma - "C'è il rischio che somigli troppo a quello vecchio, l'unione sacra contro Berlusconi che non porta da nessuna parte". Nichi Vendola boccia così in un'intervista alla 'Gazzetta del Mezzogiorno' la proposta di una 'nuovo Ulivo' di cui ha parlato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "L'idea di reiterare le ricette del passato, come quella del governo Prodi, non funzionera'", dice il governatore pugliese. Piuttosta va aperto "un cantiere" che parli "all'Italia che chiede il cambiamento". Quindi Vendola ribadisce la volonta' di candidarsi alle primarie che "non sono un capriccio ma il valore aggiunto decisivo per il centrosinistra. Basta chiacchiere, convochiamo subito il tavolo della regole". Ma, specifica, non fara' ticket con Sergio Chiamparino: "Confrontiamoci tutti in una bella gara di idee".

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