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Fs, Moretti a 'La Repubblica': "Chiuderemo il 2009 in utile, senza aiuti statali"

Fao, Isabella Rauti: "Noi donne più capaci di accorciare distanze"

Isabella Rauti (Foto FAO/Alessandra Benedetti)  Isabella Rauti (Foto FAO/Alessandra Benedetti)
ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 12:12
Roma - (Adnkronos) - La moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno in un'intervista al 'Corriere della Sera' commenta la partecipazione delle first lady ai vertici paralleli: "Prima, nelle visite istituzionali, facevamo un po' corredo, ora ossiamo fare un pressing decisivo sugli uomini che governano"
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Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - In conclusione del summit delle First Lady dei paesi Non Allineati: "Food Security and Women's Access to Resources", Isabella Rauti, moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno, e capo del Dipartimento per le Pari Opportunita' della Presidenza del Consiglio, ha commentato cosi', in un'intervista al "Corriere della Sera", l'incontro con Lady Iran, Azam Al Sadat Farahi, moglie del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, tra le protagoniste del vertice femmile: "Ha parlato cinque minuti: mi e' sembrata in linea con il contesto generale. Ha detto che nel suo paese, sono state prese iniziative a favore dell'accesso al credito femminile. E si e' detta pronta a collaborare, a titolo personale, alle strategie globali".

Poi sull'incontro con Suzanne Sabet, moglie del presidente egiziano Hosni Mubarak, e organizzatrice del vertice in rosa ha aggiunto: "Conoscevo Suzanne Mubarak. L'avevo incontrata un anno fa, all'amabasciata egiziana. Non ci eravamo mai parlate ma mi presentai: 'Sono la moglie del sindaco di roma'. Se non avesse ideato questo summit, molte di queste donne non le avremmo potute coinvolgere".

Commentando la partecipazione delle first lady ai vertici paralleli ha sottolineato: "Prima, nelle visite istituzionali, facevamo un po' corredo. Quando mio marito era ministro dell'Agricoltura, sono stata anch'io vittima dei cosiddetti programmi paralleli", che prevedevano la "visita alla citta'. Ma non eravamo ne' libere di andare dove volevamo, ne' impegnate nei lavori". Sul ruolo attivo che le presenze femminili potrebbero assumere, ha concluso infine: "Possiamo fare un pressing decisivo sugli uomini che governano. Noi donne, forse perche' preservate rispetto alla politica, siamo piu' capaci di accorciare le distanze".

FS: MORETTI, CHIUDEREMO IL 2009 IN UTILE, SENZA AIUTI STATALI

Le Ferrovie dello Stato hanno i conti in ordine. Chiuderanno il 2009 con qualche decina di milioni di euro di utile. ''La novita' e' che abbiamo raggiunto una reddititivita' stabile -dice l'amministratore delegato Mauro Moretti, in un'intervista ad 'Affari e Finanza', l'inserto del quotidiano 'La Repubblica'- guadagnamo senza aiuti pubblici e senza il concorso di partite straordinarie''. Parte anche una nuova stagione di investimenti, 2 miliardi per il trasporto locale e 1 miliardo e mezzo per l'alta velocita'. ''Entro il mese la gara per per un treno veloce di ultimissima generazione con architettura italiana, e ci auguriamo che le impres nazionali sappiano farsi valere''.

FINANZA: DRAGHI, CAPIRE QUELLA ISLAMICA PUO' AIUTARE SISTEMA GLOBALE

Roma, 16 nov. (Adnkronos) - Capire la finanza islamica, puo' aiutare il sistema globale a garantire stabilita' e solidita'.Il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in un articolo sull'inserto 'Affari e Finanza' del quotidiano 'La Repubblica', spiega che ''la finanza islamica proibisce il ricorso all'interesse nelle transazioni finanziarie. Cio' si basa sul principio che gli utili dovrebbero essere considerati legittimi solo a condizione di essere generati da una condivisione completa del rischio nel corso di un investimento (principio delle perdite e dei guadagni condivisi). La finanza islamica ha vissuto una rapida espansione nell'ultimo decennio, con tassi di crescita annui degli attivi nell'ordine del 10-15% -continua Draghi- e una vasta diffusione geografica, ben al di la' dei suoi centri tradizionali di gravita' in Medio Oriente e nel Sudest asiatico''. ''La partecipazione attiva delle autorita' monetarie dell'Arabia Saudita e dell'Indoneia - il Paese che comprende la piu' vasta popolazione musulmana al mondo- nell'ambito del Financial Stability Board, e' il contributo fondamentale per perseguire il nostro comune obiettivo, quello di un sistema finanziario globale stabile e solido. Tuttavia, non potra' esservi alcuna cooperazione proficua senza un'adeguata conoscenza delle caratteristiche piu' importanti delle diverse componenti del sistema finanziario, nonche' delle loro interazioni''.

GIUSTIZIA: BOCCHINO (PDL), BASTA 'GHEDINATE' DDL SU PROCESSO BREVE VA RISCRITTO

''I falchi berlusconiani devono finirla di parlare di complotto interno al Pdl contro Berlusconi. Il presidente del Consiglio deve guardarsi da quei suoi consiglieri che da anni lo hanno portato in un vicolo cieco, spingendolo verso soluzioni inutili, fallimentari. Basta con le 'ghedinate' da prendere o lasciare''. Lo afferma, in una intervista a La Stampa, il vice presidente dei deputati del Pdl Italo Bocchini, che definisce il ddl sul processo breve una legge ''destinata a sbattere contro il muro della incostituzionalita'''. ''Anche per noi -aggiunge Bocchino- Silvio Berlusconi e' vittima di una persecuzione giudiziaria. Il nostro problema prioritario e' quello di creare uno scudo attorno a Berlusconi. Ma vogliamo aggiungere alle iniziative legislative la ragionevolezza, la percorribilita', la coerenza con il senso dello Stato e delle istituzioni. Ogni considerazione ragionevole appare cosi' un retropensiero, un complotto di disonesti e di killer che sparano alle spalle''. La strada migliore da percorrere, spiega Bocchino, e' quella di una legge costituzionale che ''ripristini l'immunita' parlamentare e lo stesso lodo Alfano, mentre il ddl sul processo breve "puo' essere incostituzionale'' perche' ''presenta aspetti irragionevoli, demagogici, populisti. Ai falchi che dicono prendere o lasciare o firmare con il sangue, devono sostituirsi le colombe che lavorano per modificare il testo, per evitare che anche questa legge faccia la fine della Cirami, della ex Cirielli, del lodo Schifani, del lodo Alfano, delle rogatorie. Tutte leggi -conclude Bocchino- che hanno avuto l'unico risultato di aizzare lo scontro politica-giustizia''.

TERRORISMO: MANTOVANO, ISLAM E NUOVE BR RELAZIONI PERICOLOSE

Su legami tra le nuove Brigate Rosse e il terrorismo islamico non ci sono reali conferme, ma non si puo' sottovlutare nulla dato che entrambi intendono diventare piu' forti. "Non ci sono, al momento, riscontri sull'avvenuta saldatura - afferma Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno in un'intervista a 'QN' - tra cellule del terrorismo di matrice islamica attive in Italia e formazioni interne che puntano alla lotta armata. Ma e' sicuramente un'aspirazione da parte dei gruppi interni". Mantovano ha evidenziato poi che "una figura come Carlos, partito come marxista-leninista e finito islamico. C'e' un tentativo forte, a livello internazionale, di collegare la protesta contro l'Occidente dal Medio Oriente all'America Latina. In Italia, pero', non ci sono elementi che provino questa collaborazione con i gruppi italiani delle Br". E proprio in merito proprio alle Br, Mantovano afferma che "qualche residuo resiste e si alimenta con gli effetti della crisi economica, anche se non stiamo parlando della riprosuzione dell'organizzazione unitaria che esisteva 30 anni fa". Per quanto riguarda le minacce al premier il sottosegretario all'Interno riferisce che "la tensione dipende anche dal contesto. Non c'c' riscontro al memnto, di attivita' organizzate, ma nessuno puo' escludere che il singolo ci provi. E' gia' successo con l'episodio del cavalletto della macchina fotografica. Secondo me il rischio piu' grosso arriva proprio dall'individuo, sul modello del terrorismo islamico. Per questo - continua Mantovano - la prevenzione e' ancora piu' difficile. Berlusconi e' un obiettivo importante, significativo: se si naviga in rete non e' difficile trovare spunti o suggestioni per un gesto isolato".

MAFIA: MONS. NEGRI, LA PIOVRA E' ANCHE AL NORD

"Ormai il cancro e' ovunque. A Pavia, come a aTrento. Ed e' una pia illusione pensare che la mafia, anzi ele mafie, siano relegate a Napoli pittosto che a Palermo. Purtroppo non sono piu' un fenomeno legato al Meridione ma qualcosa che si e' evoluto e ramificato e che, dunque, andrebbe affrontato in un'ottica nuova, organica, basata anche sull'educazione". E' quanto dichiara in un'intervista a "Il Messaggero" Luigi Negri, vescovo di San Marino, di ritorno dall'Assembea generale della Cei di Assisi, dove si e' discusso un documento sul Sud che analizza gli ultimi fatti di cronaca legati alla collusione tra gli ambienti camorristi e politica. "Proprio perche' le mafie non sono mica un problema meridionale - prosegue - nei prossimi anni si decidera' se l'italia restera' nel Nord del Mondo, oppure se finira' alla deriva. Ed e' in questo quadro che la Chiesa avverte una sostanziale inconsistenza del nostro popolo: i giovani crescono sradicati e privi di certezze, col problema del lavoro, ma pure quello dell'identita', non sanno piu' cosa e' bene o cosa e' male, tutto viene relativizzato. Ed ecco perche' la mafia va inserita in una preoccupazione culturale ed educativa, e non limitata solo ad un approccio solo di sicurezza ed ordine pubblico". Si denuncia che nel Mezzogiorno la Chiesa ha mostrato di recepire in misura "disomogea" il sentiero antimafia tracciato da Giovanni Paolo II. La Cei incoraggia un autocritica, perche' non tutti i parroci del sud hanno seguito quella lezione. A tal proposito il Vescovo di San Marino conclude: "Io ho ancora in mente un grido, nella Valle dei Templi. E mi vengono i brividi. La nostra speranza, da pastori, resta la conversione dei cuori. La mafia costituisce un modo di vivere disumano e la Chiesa deve conocorrere ad educare il popolo, fino a fargli rigettare queste strutture, sradicando il male interno".

FISCO: BONANNI, UN TAVOLO CON CONFINDUSTRIA E GOVERNO

"Insieme a Confindustria, piccole imprese e governo va costruito un tavolo per trovare le risorse per la giustizia fiscale. Un tavolo in cui individuare gli sprechi della spesa pubblica, penso agli enti locali, le inefficenze e le ruberie. Risorse che insieme ad una lotta all'evasione piu' forte dovranno essere indirizzate a tagliare le tasse per lavoratori dipendenti". Lo afferma in un'intervista a 'Il Messaggero' Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. "Lo sciopero generale per il fisco? Epifani - aggiunge Bonanni - non lo capisco proprio. Non capisco perche' chiami Cisl e Uil alla mobilitazione, come se fossimo dei satelliti. Noi non lo abbiamo mai fatto. Soprattutto alle nostre mobilitazioni non abbiamo mai invitato esponenti del partito di opposizione. Ci siamo mossi da soli. E vogliamo restare autonomi, indipendenti, continuare la nostra battaglia per diminuire le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati. Cercando soluzioni e non, come mi sembra, solo confusione". "Sul fisco - aggiunge Bonanni - abbiamo gia' annunciato che dal 27 novembre attiveremo una massiccia mobilitazione, andremo nelle principali citta' italiane, in tutti i comuni. Per discutere di un problema, il taglio delle tasse a chi le paga alla fonte, che nessun governo, di destra o di sinistra, ha fino ad ora affrontato seriamente. Da mesi abbiamo sollevato il problema, solo quest'anno abbiamo fatto due manifestazioni".

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