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Bindi: ''In Campania politica prigioniera del malaffare''

Governo, Scajola: ''Tremonti è un po' spigoloso, noi poniamo temi veri''

ultimo aggiornamento: 23 ottobre, ore 12:10
Roma - (Adnkronos/Ign) - Pd, Veltroni: ''Franceschini più coerente con progetto originale''. Letta: ''Solo con Bersani alleanze necessarie per battere Berlusconi''. Ichino: ''Marino outsider ma può dare un taglio a politica asfittica''
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Roma, 23 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ''a volte ha forse atteggiamenti un po' spigolosi''. Quindi che ci sia una ''dialettica vivace'' con i ministri della spesa e parlamentari ''non mi pare una grande novita'''. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un'intervista a 'Libero' spiega che il documento anti-Tremonti sembra ''un collage di idee e proposte che circolano nel Pdl e nei gruppi parlamentari. Idee spesso condivisibili, di cui si discute anche con Tremonti alla luce del sole''.

In particolare per quanto riguarda la legge Finanziaria, ''la collegialita' delle decisioni e' un'esigenza che tutti avvertono, e che si attua in Consiglio dei ministri. Infatti in quella sede abbiamo definito, in pieno accordo con Tremonti, che quando conosceremo i proventi fiscali dello scudo e l'andamento dell'economia interverremo con nuove misure condivise anche con il Parlamento''.

Sull'annuncio fatto ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla riduzione dell'Irap, Scajola sottolinea che bisogna ''cominciare a pensare concretamente anche al quoziente familiare per ridurre la pressione delle famiglie numerose''. Il disagio delle piccole imprese, osserva il ministro, ''e' reale. Ma penso di avere la coscienza a posto. I maggiori interventi del governo sono andati a loro''.

GOVERNO: BALDASSARRI, MIO DOCUMENTO ALLA LUCE DEL SOLE

Il documento, finito sulla scrivania di Gianfranco Fini, e' stato fatto ''alla luce del sole, io non scrivo documenti in ombra". Lo afferma il presidente della commissione Finanze al Senato ed ex viceministro dell'Economia, Mario Baldassarri, in una intervista al 'Giornale'. ''Ho sempre sostenuto Tremonti nella blindatura delle manovre, in un quadro statico di spese e tasse. Ora che incomincia la ripresa, abbiamo la responsabilita' di fare di piu'''. La sostanza della proposta, spiega Baldassarri, ''e' contenuta in un emendamento alla Finanziaria, firmato da me e altri 15 senatori del Pdl''.

Secondo Baldassarri ''se non si tocca la spesa pubblica, quello che ha fatto Tremonti con la legge finanziaria e' il massimo sforzo possibile''. Secondo il presidente della Commissione Finanze e' necessario ''incidere sugli 830 miliardi di spesa pubblica annuale''.

PD: VELTRONI, FRANCESCHINI PIU' COERENTE CON PROGETTO ORIGINALE

Dario Franceschini e' "il piu' coerente con il progetto originale", mentre con Pierluigi Bersani il Pd "si accontenterebbe di ambizioni minori e ricadrebbe nella logica dell'Unione". Cosi', in un'intervista a 'La Repubblica', Walter Veltroni spiega il perche' della sua scelta a favore dell'attuale segretario del Pd.

"Occorre costruire - afferma tra l'altro Veltroni - un'alleanza attorno a un Pd grande, il contrario dell'autosufficienza che solo uno stolto puo' proporre. La posizione di Franceschini e' in coerenza con le ragioni della nascita del Pd. La posizione di Bersani e' esplicitamente piu' lontana. Pierluigi dice chiaramente che dobbiamo ridurre le ambizioni e tornare all'Unione. Dice Ulivo ma vuol dire Unione. Una volta per tutte bisogna essere consapevoli che il Pd e' l'Ulivo. L'alleanza con Ferrero e l'Udc non ha nulla a che vedere con quell'esperienza. Ci si deve alleare, certo, ma avendo un cuore riformista".

Se dovesse vincere Bersani, Veltroni restera' comunque nel Pd. "Ci staro' - dice - come ci sto adesso. Dando una mano. Non faro' minoranze, non faro' correnti. Avevo detto: non faro' ad altri quello che e' stato fatto a me. Lo confermo". Non puo' esserci, secondo Veltroni, un'ipotesi di scissione. "Indebolire il Pd a cinque mesi dalle regionali - spiega - sarebbe un gigantesco regalo al Cavaliere. Se vince anche quel passaggio elettorale ne vedremo delle brutte".

PD: LETTA, SOLO CON BERSANI ALLEANZE NECESSARIE PER BATTERE BERLUSCONI

Se alle primarie di domenica prossima vincera' Bersani il Pd "tornera' ad una logica di alleanze, non e' una bestemmia parlare di alleanze. Nessuno e' riuscito mai a governare in Italia senza alleanze". Lo dice, in un'intervista a 'La Repubblica', Enrico Letta, secondo il quale il Pd "non deve avere paura di fare alleanze se sono necessarie per mandare a casa Berlusconi e governare il Paese facendolo uscire dalla crisi".

Neppure per Letta esiste un rischio scissione a seconda dell'esito delle primarie. "Questo rischio non esiste - spiega - perche' la proposta di Bersani e' quella che comincera' a rendere praticabile la concreta alternativa a Berlusconi e io credo che questo debba essere l'obiettivo di tutti. Da Bersani un'auto usata un italiano la comprerebbe, se la comprasse dal Cavaliere si aspetterebbe un contachilometri taroccato, gomme lisce e la marmitta sfondata".

"Diamo a Bersani la forza per battere Berlusconi gia' alle regionali del 2010: se gli elettori ribaltassero la vittoria che i congressi dei circoli hanno dato a Pierluigi, Berlusconi avrebbe buon gioco a dire che nemmeno gli iscritti e gli elettori si parlano tra di loro nel Pd" conclude Letta.

PD: ICHINO, MARINO OUTSIDER MA PUO' DARE UN TAGLIO A POLITICA ASFITTICA

Nella corsa alla segreteria del Pd Ignazio Marino "e' sicuramente un outsider, ma e' proprio quello di cui oggi il Pd ha bisogno per essere credibile come il partito capace di dare un taglio netto rispetto alla politica asfittica della vecchia sinistra; cioe' capace di realizzare davvero il progetto lanciato due anni fa da Veltroni". Lo dice, in un'intervista a 'La Repubblica' il giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino.

"Marino non e' 'piu' nuovo', ma - spiega Ichino - e' piu' libero degli altri perche' vive la politica in modo piu' distaccato, sapendo guardarla anche dal di fuori. Il fatto di essere un politico di complemento puo' essere un handicap, sul piano dell'esperienza; pero' potrebbe anche, in un passaggio come questo delle primarie, rivelarsi un fattore di vantaggio".

Secondo Ichino le questioni piu' urgenti sulle quali il Pd deve impegnarsi sono "la riduzione drastica dell'Irpef sui redditi da lavoro fino a mille euro al mese e la riforma del diritto del mercato e del lavoro: ecco una materia su cui Marino e' il solo fra i tre candidati ad aver preso una posizione molto chiara, senza chiedere il permesso ne' ai sindacati, ne' alle associazioni imprenditoriali, ma tenendo conto con molto equilibrio delle posizioni espresse da tutti nel recente dibattito".

NAPOLI: BINDI (PD), IN CAMPANIA POLITICA PRIGIONIERA DEL MALAFFARE

''Nel meridione siamo di fronte a un'emergenza legalita' ed e' essenziale per chiunque voglia costruire un partito un supplemento di dignita' e di impegno. Devo dire, pero', che purtroppo in questo momento sembra che avvenga esattamente il contrario, in Campania si ha la sensazione di una politica che resta prigioniera. Grazie a Dio, pero', ci sono persone, gruppi nelle singole forze politiche che hanno le carte in regola ma tutti devono fare i conti con questa realta'''. Lo dichiara in un'intervista a 'Il Mattino', Rosy Bindi, vicepresidente della Camera dei Deputati.

''Ho sempre pensato - prosegue la Bindi - sin da quando ho attraversato gli anni degli arresti a raffica da segretario della Dc del Veneto, che spetta alla politica dare una risposta e arrivare prima della magistratura. La vera moralita' non e' solo non rubare, non corrompere ma perseguire l'interesse generale e costruire il bene comune''.

POLITICA: ASOR ROSA, CULTURA DEMOCRATICA DESTRA FRENATA DA AVVENTURA BERLUSCONIANA

In Italia "e' esistita una grande cultura di destra" che prima "e' stata uccisa dal fascismo" e successivamente "si e' trovata di fronte l'imprevisto ed imprevedibile ostacolo dell'avventura berlusconiana". Lo afferma, dalle colonne de 'Il Secolo d'Italia' lo storico Alberto Asor Rosa.

"In Italia - spiega Asor Rosa - e' esistita una grande cultura di destra (o, almeno, conservatrice o, almeno, fieramente antiprogressista). Insomma, per intenderci banalmente: Croce, Gentile, Pareto, Mosca, 'La Voce', eccetera. Questa grande cultura di destra, o per assimilazione o per una troppo tardiva contrapposizione, e' stata uccisa dal fascismo, che ha reso impossibile a lungo, per qualsiasi intellettuale degno di questo nome, d'esser di destra".

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