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Il leader del Pd Bersani: "Nuovo metodo con chi sostiene il governo"
ultimo aggiornamento: 09 gennaio, ore 10:48
Roma - (Adnkronos/Ign) - Casini a 'L'Unità': "Con Monti al centro del ring ma è l'ora delle riforme". Fisco, Di Pietro a 'La Stampa': "Serve il sequestro dei capitali all'estero". Fiat, Marchionne a Wsj: "Alla guida del gruppo fino al 2015"
Roma, 9 gen. (Adnkronos/Ign) - "Adesso che si imposta il lavoro di un anno, bisogna stabilire un metodo". E' la proposta del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che in un'intervista a 'La Stampa' suggerisce: "Sulle questioni europee e internazionali Monti può trovare un rapporto diretto con i segretari dei partiti che gli consenta di rappresentare posizioni unitarie e nazionali su punti strategici".
Bersani spiega, poi, la necessità di "avere una sede tra governo e gruppi parlamentari che consenta di costruire l'agenda di lavoro e renderla effettiva" e di una iniziativa per l'agenda delle riforme istituzionali e costituzionali, mentre sulla legge elettorale "si è cominciato a lavorare". Per Bersani "è chiaro" che questa "terza questione accentuerebbe la stabilità del governo".
Il segretario del Pd ritiene che sia ora che "i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un'agenda da affidare poi ai gruppi parlamentari". Sulla legge elettorale, infine, "referendum o non referendum", Bersani auspica che si arrivi ad una legge "meditata e migliore di quella pessima che abbiamo oggi", e anche un ritorno al 'mattarellum' "sarebbe meglio" anche se "l'esperienza ha dismostrato che quel sistema non e' perfetto".
Governo, Casini: con Monti al centro del ring ma è l'ora delle riforme
"Con Monti l'Italia è tornata al centro del ring e ora i compiti li devono fare tutti, Merkel compresa". Lo afferma il leader Udc Pier Ferdinando Casini che in un'intervista a 'L'Unità' sottolinea a proposito del premier che "ciò che ha fatto ci rende fiduciosi". Quanto alla fase due, al di là della contabilità dei decreti, conta "la sostanza" e per Casini "si dovrebbe procedere anzitutto alle liberalizzazioni: colpendo però tutti, non i soliti noti".
Fisco, Di Pietro: serve il sequestro dei capitali all'estero
"Il presidente del Consiglio non riesce ad essere ancora preciso né sulla questione dei capitali all'estero né sul contributo di solidarietà che ne dovrebbe derivare". Lo afferma il leader Idv Antonio Di Pietro che, intervistato da 'La Stampa', commenta un passaggio dell'intervista televisiva di Mario Monti sulle misure per il rientro dei capitali esportati in Svizzera.
"A noi dell'Italia dei valori -aggiunge- dispiace che per parlarne nell'intervista abbia fatto ricorso ad un paragone che non ha alcuna ragione di esistere, invece, a nostro avviso. Anzi, è il contrario: perché è verissimo che noi non vogliamo condoni ma è vero anche che non vogliamo nemmeno lo scudo fiscale: noi chiediamo il sequestro dei beni. Visto che invece il governo precedente li ha scudati allora chiediamo almeno un contributo. Ci sembra il minimo che si possa chiedere".
Fiat, Marchionne a Wsj: alla guida del gruppo fino al 2015
L'ad di Fiat, Sergio Marchionne, resterà alla guida del gruppo fino al 2015. Lo ha ribadito lui stesso in un'intervista al quotidiano americano 'Wall Street Journal'.
''Non mi muoverò fino al 2015'', ha detto l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, sottolineando la necessità "di chiarezza sulla questione della successione e ritengo che il 2015 sia il momento giusto''. Marchionne ha spiegato che per quella data ''tutto il lavoro internazionale'' per la fusione tra i due gruppi sarà stato fatto. Di certo, aggiunge, il successore alla Fiat "verrà dall'interno" ha poi precisato, senza tuttavia indicare alcun potenziale candidato.
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