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Fiat, Bertinotti: dov'è la sinistra che protesta contro il ddl sugli ascolti?

Intercettazioni, 'Giornale' e 'Libero' contro Fini. E il 'Secolo' chiede modifiche

ultimo aggiornamento: 16 giugno, ore 10:06
Roma - (Adnkronos) - Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri: "Fini ingabbia l'Italia". La testata diretta da Maurizio Belpietro, su una foto del presidente della Camera, titola: "In linea con 'Repubblica'''. Intercettazioni, Osce: ''Italia rinunci al ddl''. Farnesina: ''Intervento inopportuno''
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Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Lo scontro sul ddl intercettazioni all'interno del Pdl, con i finiani che spingono per modificare il testo approvato al Senato e ora nuovamente all'esame della Camera, si sposta sui giornali vicini al centrodestra. 'Il Giornale' e 'Libero' attaccano il presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre il 'Secolo d'Italia' chiede esplicitamente cambiamenti al provvedimento e indica quali debbano essere.

"Fini ingabbia l'Italia", titola il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, e il condirettore Alessandro Sallusti scrive: "Gianfranco Fini pretende di fare l'arbitro oltre che il giocatore, il capitano e l'allenatore di una squadra, il Pdl, della quale rappresenta una piccola minoranza e che per di piu' non e' mai stata la sua. Che cosa vuole Fini? Dopo tanti anni di professione posso escludere che abbia a cuore la liberta' di stampa e di informazione. Potrei raccontare decine di aneddoti sui suoi tentativi di interferenza e di censura sul nostro lavoro. E' un politico di professione, viene da una militanza fascista, due cose che con la liberta' di stampa hanno poco a che fare".

"In linea con 'Repubblica''', titola invece 'Libero', su una foto del presidente della Camera al telefono. "La destra rimasta fedele a Gianfranco -scrive poi il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro- su Berlusconi l'ha sempre pensata come la sinistra. Adesso e' pronta a consumare il divorzio e ad incassare il sospirato plauso del quotidiano di Ezio Mauro".

Contrattacca il 'Secolo': "Una domanda al Pdl -il titolo di apertura- reati spia, 75 giorni, maximulte agli editori: perche' non si puo' cambiare?". Ed e' scontro anche sull'ipotesi di elezioni anticipate: "un'arma spuntata", la definisce il quotidiano di via della Scrofa, perche' "non c'e' governo in Europa che potrebbe giustificare, nel contesto della crisi, la chiamata alle urne al solo scopo di 'domare' una componente interna". Ma per 'Il Giornale', visto che "sulle intercettazioni il presidente della Camera riprende a boicottare governo e Parlamento, si rischia di tornare al voto".

Camorra: 'Il Foglio', con questo governo arresti anche senza intercettazioni

"Il clan dei Casalesi sta subendo perdite devastanti da quando il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha ordinato indagini aggressive e serratissime. A fare la differenza rispetto a prima, quando non c'erano questi numeri -24 dei 30 latitanti piu' pericolosi catturati, 5.500 mafiosi arrestati- sono stati l'input del ministro, gli uomini sul campo e il metodo tritasassi degli investigatori". Lo scrive 'Il Foglio' in un editoriale pubblicato questa mattina. "Domanda -chiede il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara- perche' prima di questo governo, pur con la liberta' di intercettazione totale e sfrenata, questi risultati non c'erano?".

Manovra: Cota, siamo penalizzati ma decidiamo noi come ripartire sacrifici

''La manovra penalizza le Regioni, cosi' come penalizza tutti. Su questo nessuno nutre dubbi. Ma il punto e' lavorarci sopra, non soltanto strillare. La via per risolvere questo problema e' un tavolo con il governo in cui mettere sul tappeto le nostre buone ragioni e vedere quel che si puo' migliorare''. Lo dice il presidente del Piemonte, Roberto Cota, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Il governatore interviene anche sulla critica secondo cui i tagli 'lineari' non distinguono tra buoni e cattivi, tra oculati amministratori e spendaccioni: ''E' quello che io dico da tempo. Se si vuole migliorare questa manovra, una delle strade e' proprio quella di cercare la disponibilita' del governo su questa idea: con l'esecutivo si concorda un certo saldo. Poi, la ripartizione dei sacrifici e i criteri con cui lo sforzo deve essere diviso li stabiliamo noi, in sede di conferenza Stato-Regioni''.

Fiat: Bertinotti, non so dov'e' sinistra che protesta contro ddl intercettazioni

"La Fiom e' sola? Si', e' vero. Ma accade perche' tutta la sinistra, sia moderata sia radicale, e' morta. Dov'e' finita la sinistra dei post-it, quella di 'Repubblica' dei girotondi, quella che protesta contro il ddl intercettazioni? A Pomigliano non la vedo". Lo dice l'ex segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti in un'intervista a 'Il Riformista'. "Sono davvero emozionato -aggiunge- dalla rigorosa e coerente linea a difesa dei diritti dei lavoratori della Fiom e lo sono a maggior ragione di fronte al fatto che tutti i grandi giornali, tutti i grandi partiti, tanta parte di quell'intellettualita' e di quei mondi che s'indignano, giustamente, contro le leggi bavaglio, oggi e' complice della Fiat. Il carico d'ipocrisia dei media e della politica, di fronte a una vicenda che punta -attraverso la Fiat- a ridisegnare le relazioni industriali e la Costituzione materiale del Paese, e' enorme". "Fiat e altri governi in testa -conclude Bertinotti- vogliono completare l'opera iniziata davanti ai cancelli di Mirafiori nel 1980: fabbriche senza sindacati e lavoratori senza diritti".

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