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Italia-Libia, 'Avvenire': ''Una incresciosa messa in scena e un boomerang''

ultimo aggiornamento: 31 agosto, ore 09:33
Roma - (Adnkronos) - L'editoriale in prima pagina del direttore Marco Tarquinio boccia la visita a Roma di Gheddafi. E 'Al-Quds al-Arabi': ''Lezioni di Corano controproducenti e non dovrebbero coinvolgere solo ragazze''. Il ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, sulla predica dedicata al Corano e rivolta a 500 italiane dal leader libico: ''Fastidio per l'appello di Gheddafi alle nostre ragazze''
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Roma, 31 ago. (Adnkronos) - "Incresciosa messa in scena o forse solo un boomerang". Non ha dubbi 'Avvenire', con un editoriale in prima pagina del direttore Marco Tarquinio, a bocciare la visita a Roma di Gheddafi. "Un avvenimento con aspetti sostanziali e circostanze, per cosi' dire, volutamente folkloristiche. Ma anche con momenti incresciosi e urtanti", si legge.

Una "messa in scena", scrive ancora Tarquinio a proposito della "sessione di propaganda islamica tra il leader libico e le hostess". Il fondo prosegue: "Gheddafi ha potuto fare deliberato spettacolo di 'proselitismo' (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole). Non sapremmo dire in quanti altri Paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso, avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco. Probabilmente e' stato un boomerang".

ITALIA-LIBIA: STAMPA ARABA, UNO SBAGLIO LE LEZIONI DI GHEDDAFI SULL'ISLAM

Tripoli, 31 ago. - (Adnkronos/Aki) - "Pur facendole con le migliori delle intenzioni, temiamo che queste lezioni di Islam tenute dal colonnello Muammar Gheddafi siano controproducenti". E' con queste parole che il quotidiano arabo 'al-Quds al-Arabi' critica stamane in un editoriale le lezioni tenute nei giorni scorsi dal leader libico a centinaia di ragazze italiane, durante la sua visita a Roma.

"Temiamo che non producano l'effetto desiderato - si legge - perche' le belle ragazze che escono da questi incontri, una volta che parlano con i giornalisti, rilasciano dichiarazioni che vanno contro gli interessi degli arabi e dei musulmani, oltre che dello stesso leader libico".

Parlando ancora di questi incontri, il quotidiano diretto da Abdel Bari Atwan aggiunge: "E' vero, tre ragazze si sono convertite e questo e' un fatto positivo che va inserito nelle buone azioni del leader libico, ma temiamo che il danno possa essere stato maggiore se vediamo gli effetti che queste lezioni hanno prodotto sulla stampa occidentale".

ITALIA-LIBIA: MELONI, FASTIDIO PER APPELLO GHEDDAFI ALLE NOSTRE RAGAZZE

Roma - "Direi che provo l'effetto combinato di sensazioni differenti. Un certo fastidio per il fatto che il leader libico si rivolga alle ragazze italiane e non a tutti, come sarebbe normale. Una divertita curiosita' per la stravaganza dei suoi atteggiamenti, ogni qualvolta viene a trovarci". Lo ha detto in un'intervista a 'La Stampa' Giorgia Meloni, ministro per la Gioventu', in riferimento alla visita in Italia del leader libico Muhammar Gheddafi e alla sua predica sul Corano rivolta a 500 ragazze italiane.

"C'e' poi il rispetto dovuto nei confronti del presidente di una nazione grande e nobile - ha proseguito Meloni - con cui e' importante avere i migliori rapporti possibili. Per la nostra storia comune, per gli scambi commerciali, per la questione immigratoria, per quella dei beni confiscati agli italiani, per la distensione delle tensioni interreligiose". Il ministro ha poi specificato che a queste ragioni e' dovuta "una certa tolleranza da parte delle istituzioni italiane nei confronti di alcuni atteggiamenti del leader libico" e che "se ne rende perfettamente conto anche il Vaticano".

"Tutto cio' che siamo, il nostro punto di vista sulla vita e sul mondo e' qualcosa che si riferisce alle radici cristiane della nostra civilta'. Non solo l'Europa, anche l'Italia o e' cristiana o semplicemente non e'", ha concluso il ministro, commentando il punto di vista del vescovo Mogavero, secondo cui le frasi di Gheddafi su un futuro islamico per l'Europa possono essere un'utile provocazione per comprendere l'importanza della religione nella formazione dell'identita' nazionale.

PDL: CALDEROLI, PARADOSSALE IL FUOCO AMICO CONTRO FINI

Roma - "E' paradossale, il governo e' stato a rischi per colpa del fuoco amico". Roberto Calderoli, in una intervista a 'Repubblica', parla dello scontro nel Pdl e della campagna di stampa contro Gianfranco Fini. "E' tutto partito da uno scontro nel Pdl, ma la responsabilita' dei giornali 'amici' c'e' stata", dice il ministro della Semplificazione.

"Una notizia non puo' diventare una telenovela, non credo che, in questo momento, sia nell'interesse del Paese", spiega Calderoli. Sui gruppi parlamentari di Fli, l'esponente leghista dice: "I precedenti ci sono, non sarebbe uno scandalo". E al Pdl Calderoli da' un consiglio a proposito della richiesta di dimissioni di Fini: "Se premessero il tasto reset non sarebbe male, la ragion di Stato in certi momenti deve prevalere. Comunque l'armistizio deve essere bilaterale". Anche sul processo breve, dice il ministro leghista, "ristabilito un clima di rispetto reciproco, non vedo problemi insormontabili anche sui questo punto".

PD: PARISI , SUL NUOVO ULIVO SERVE QUALCHE DELUCIDAZIONE IN PIU'

Roma - "Il problema della proposta di Bersani e' che non si capisce quali cose stiano dietro le etichette da lui ora richiamate in servizio". Arturo Parisi, in una lettera al 'Corriere della sera', non nasconde i suoi dubbi sulla proposta del nuovo Ulivo lanciata da Pier Luigi Bersani. "E' per primo sul nuovo Ulivo che mi farebbe piacere avere da Bersani qualche delucidazione in piu'", scrive Parisi.

"Per capire come tornare sarebbe utile capire il perche' e il come dall'Ulivo ci siamo allontanati", sottolinea l'ex ministro della Difesa che prosegue: "Ne' di Bersani mi convince il percorso fatto di governi di transizione che lui prospetta per portare il Paese fuori dalla disperazione". Parisi sottolinea: "Se Bersani ritiene che sia necessario dare vita di nuovo a una alleanza di natura politica, come appunto fu per noi l'Ulivo, essa deve essere fondata da subito su un progetto di lunga durata per il Paese, e non svolta come una sequenza di iniziative eccezionali".

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