Lavoro, Camusso: "Pronti a nuovo patto ma nessun negoziato su licenziamenti"
ultimo aggiornamento: 05 gennaio, ore 09:32
Roma - (Adnkronos) - Il leader della Cgil in un'intervista a 'La Repubblica': "Non vi è nessuna ragione per partire da questo provvedimento se si vogliono affrontare i problemi veri"
Roma, 5 gen. - (Adnkronos) - "Il governo deve sapere che sull'articolo 18 noi non trattiamo". A sottolinearlo e' il leader della Cgil Susanna Camusso in un'intervista a 'La Repubblica'. In merito all'incontro con il ministro del Lavoro Elsa Fornero, Camusso ha detto che si trattava di un colloquio "fissato prima della pausa natalizia". E sulla delicata questione dell'articolo 18 ha aggiunto: "dire che ne abbiamo parlato mi pare esagerato. Io ho ripetuto che non vi e' una sola ragione convincente perche' si parta da li' se si vogliono affrontare i problemi veri". Da parte del ministro "non posso dire che ci sia stata proprio una risposta. Ho preso atto di cio' che ha detto". Quanto alla proposta Ichino, "c'e' una massiccia dose di propaganda", osserva, sostenendo che "introduce una nuova forma di contratto di cui non c'e' bisogno". "Se si vuole piu' lavoro, piu' crescita, piu' uguaglianza nella distribuzione del reddito serve un accordo - conclude - Questa e' una necessita'".
Immigrati: Cancellieri, abbiamo preso una decisione e andiamo avanti
''Non c'e' alcuna volonta' di creare polemiche o di arrivare a fratture ma la decisione e' presa e noi proseguiremo, come abbiamo annunciato, su entrambi i fronti''. Il ministro dell'Interno Anna Maria cancellieri, in un colloquio con il Corriere della Sera, ribadisce la volonta' del governo di voler insistere sulla strada intraprese sia per quel che riguarda gli immigrati, sia sul fronte dell'emergenza carceri. ''Riccardi -racconta la titolare del Viminale- mi ha telefonato e mi ha invitato ad una riflessione comune che ho subito condiviso sul pagamento di questa tassa e cosi' abbiamo deciso di riesaminare la situazione soprattutto per quanto riguarda alcune fasce di reddito particolari o difficolta' che si possono creare all'interno delle famiglie''. Restano da fare alcune verifiche, spiega Cancellieri, sugli effetti che il provvedimento pensato dal governo avra', e insieme al ministero dell'Economia verra' definita una ''somma sostenibile e non vessatoria come invece potrebbe diventare con i criteri attuali. 'Non dobbiamo rischiare che gli stranieri regolari che pagano le tasse e hanno avviato il percorso di integrazione rientrino nell'illegalita'''. Anche per quel che riguarda le misure per contrastare il sovraffollamento delle carceri il governo non sembra intenzionato a recedere: ''indietro non si torna. La scelta fatta in pieno accordo con il ministro Severino e' stata dolorosa - sottolinea Cancellieri- ma ponderata''.
Carceri: Cancellieri, prefetto Cirillo si e' fatto prendere da emotivita'
Sulle camere di sicurezza, una strada per affrontare l'emergenza del sovraffollamento dei penitenziari, "prima di prendere una decisione, la questione era stata discussa in maniera approfondita con il capo della polizia Antonio Manganelli e con il comandante dei carabinieri Leonardo Gallitelli. Devo pensare che Cirillo si sia lasciato trasportare dall'emotivita'". Cosi', in un colloquio sulle pagine del Corriere della Sera, il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, interviene sullo scontro tra polizia e governo sulle carceri, dopo le audizioni in Commissione Giustizia del Senato di ieri che hanno visto il vicecapo della Polizia evidenziare le difficolta' di utilizzo dei locali che si trovano nelle questure, nei commissariati e nelle caserme. Sulla questione "indietro non si torna - dice ferma Cancellieri - La scelta fatta in pieno accordo con il ministro Severino e' stata dolorosa, ma ponderata. I responsabili delle forze dell'ordine ci hanno elencato le possibili difficolta' e alla fine tutti abbiamo convenuto che fosse comunque necessario procedere. Conoscevamo perfettamente i problemi - aggiunge la responsabile del Viminale - ma abbiamo ritenuto che fosse comunque la soluzione piu' giusta e adesso, in piena coscienza, posso ribadire che ne sono davvero convinta anche perche' non abbiamo intenzione di mettere le persone in luoghi malsani. Garantiremo il massimo rispetto della dignita' umana", assicura.
Lavoro: Angeletti, procedure confuse, riscriviamo regole licenziamenti
"L'articolo 18 dice semplicemente che ci deve essere un giusto motivo per licenziare. Poi ci sono le procedure per licenziare, spesso confuse e contraddittorie". Lo ha affermato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Riscriviamo queste norme - ha sottolineato - in modo chiaro, traducibile in inglese, come dice Ichino. Altrimenti si scivola nel paradosso: siccome non riusciamo a chiarire aboliamo le regole". Il leader Uil, che vedra' il ministro per il Lavoro Elsa Fornero lunedi', ha poi osservato come l'organizzazione di tavoli separati con i sindacati a suo avviso non punti a tenere le tre sigle divise, ma "penso che il governo voglia comprendere in modo piu' preciso tutte le posizioni in campo". La "parola 'concertazione' ormai ha perso il senso di tanti anni fa - conclude - la questione di base e' che non si puo' parlare di mercato del lavoro senza inserirlo nel contesto delle altre fondamentali questioni economiche".
Governo: Calderoli, Monti ha utilizzato struttura pubblica per festa privata
Ancora un affondo della Lega contro Mario Monti per il cenone di Capodanno a palazzo Chigi. Ed e' sempre l'ex ministro Roberto calderoli che sferra un nuovo attacco:"ora vogliamo andare a parlare con un procuratore per capire se il veglione a palazzo Chigi e' solo una scelta di pessimo gusto oppure se c'e' qualcosa di piu'", dice in una intervista a Libero. Ne', secondo l'esponente del Carroccio, si possono fare paragoni con le feste di Berlusconi: "lui -risponde Calderoli- ha sempre usato mezzi propri. Qui siamo all'utilizzo di una struttura pubblica per un'iniziativa privata, e c'e' una bella differenza. Qui si va a creare un onere pesante per lo Stato. Perche' il cenone non l'ha fatto in una delle sue case? In America per molto meno ci si dimette". Inoltre, "tenere aperto palazzo Chigi l'ultimo dell'anno, anche solo per quanto riguarda il personale, ha un costo enorme. Tra personale di sicurezza e addetti vari siamo oltre le cinquanta persone", conclude Calderoli.
Fisco: assessore Cortina, si a controlli ma non demonizzateci
"Non contesto il merito, ma il metodo. Fare i controlli e' giusto, punire chi si comporta scorrettamente anche: ma e' possibile che per farlo si debba mettere in piedi un dispiegamento di forze senza precedenti?". A chiederlo, in un'intervista a Repubblica, e' l'assessore al commercio di Cortina Luca Alfonsi, dopo i risultati del blitz anti-evasione dell'Agenzia delle entrate nella localita' turistica a fine anno, che hanno visto incassi in aumento anche del 400%. "Quello che rifiuto, chiaro e forte - dice Alfonsi - e' l'equazione Cortina uguale benessere uguale evasione. Cortina e' una localita' di alto livello, che tutto il mondo ci invidia, dove ci sono imprenditori che lavorano onestamente da generazioni, pagando le tasse. La stragrande maggioranza e' onesta, non ci meritiamo tutto questo". E se l'attenzione e' caduta proprio su Cortina, e' perche' si tratta, a detta dell'assessore, "di un palcoscenico ideale per un atto dimostrativo. Ma le auto di lusso ci sono in ogni citta', e a questo punto mi chiedo - senza augurarglielo - se le stesse operazioni verranno fatte d'estate a Capri o Portofino". A Cortina, comunque, "si pagano molte piu' tasse che altrove - assicura Alfonsi - e si da' lavoro a tantissima gente, si da' lavoro a tutto il Cadore. Non voglio dire che se si crea occupazione si ha il diritto di essere lasciati in pace, ma di essere rispettati si'".
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