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Autotrasporto, Lobello al 'Messaggero': uno stop inaccettabile e suicida

Liberalizzazioni, Tronchetti Provera: ''Il governo va nella direzione giusta''

ultimo aggiornamento: 24 gennaio, ore 10:32
MIlano - (Adnkronos) - Il presidente di Pirelli in un'intervista alla 'Stampa': "L'importante è che si cambi rapidamente, unendo le liberalizzazioni alle semplificazioni. L'Italia cresce meno del resto d'Europa per la rigidità e la complessità del sistema''


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MIlano, 24 gen. (Adnkronos) - "L'importante e' che si cambi rapidamente, unendo le liberalizzazioni alle semplificazioni. L'Italia cresce meno del resto d'Europa per la rigidita' e la complessita' del sistema. Il lavoro che il governo sta facendo, e che va nella direzione giusta, punta a rimuovere le troppe incrostazioni sulla nostra struttura produttiva". Lo afferma il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, in un'intervista alla 'Stampa' in cui sottolinea come "in Italia si e' costituita una somma di lobbies che ingessano il Paese. E la diffidenza che oggi ci circonda a livello internazionale e' rappresentata in modo plastico dal livello dello spread. Su di noi c'e' sempre un dubbio di fondo". Quanto alla linea degli imprenditori, Tronchetti Provera evidenzia che "se guardiamo l'atteggiamento di Confindustria in questi mesi, la disponibilita' al cambiamento c'e'. Come del resto c'e' anche da gran parte del sindacato. E come in fondo sono convinto che sia nell'animo di molti politici". Sul negoziato aperto sulla riforma del mercato del lavoro il presidente di Pirelli invita "prima di tutto a togliere i simboli: hanno scarso valore sostanziale, ma rischiano di acuire le tensioni". "Quel che e' certo - conclude - e' che i finti dipendenti di aziende fallite non possono esistere piu', cosi' come non ci possono essere crisi aziendali che durano un decennio. Gli ammortizzatori sociali devono funzionare, ma senza dare alibi per non cercare un nuovo lavoro".

Autotrasporto: Lobello, uno stop inaccettabile e suicida

''Tutti, i cittadini come le imprese, hanno motivi di insoddisfazione forte, ma non basta questo a motivare il blocco del Paese. Questa forma di protesta e' inaccettabile, suicida''. In un'intervista al 'Messaggero, il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lobello, lancia un monito alle categorie sul piede di guerra. ''Va spiegato -aggiunge- che in questo momento non e' possibile portare avanti interessi di singole categorie. Bisogna restare ancorati all'interesse generale. Lavorare per recuperare il tempo perduto: da 15-20 anni non si fanno piu' riforme in Italia''.

Tv: Giletti, mi piace stare a Viale Mazzini

"Mi piace stare a Viale Mazzini. Sono l'unico caso di programmista regista diventato conduttore. Conosco Tutti". Massimo Giletti, reduce dal record stagionale, ieri, della sua 'L'Arena', segmento di 'Domenica in', risponde cosi', in un'intervista a 'Il Tempo', quando gli si chiede se lascerebbe la Rai. "'L'Arena' ha costo zero -prosegue Giletti- funziona da anni ed e' un marchio Rai, mica come tanti altri programmi venduti per esempio ad Endemol, che poi li ha rivenduti alla Rai".

Giustizia: Palamara, pronti alle riforme ora e' possibile

''Oggi e' decisamente apprezzabile che la politica torni a parlare di quelle che a nostro avviso sono le priorita''' della giustizia. In un'intervista al 'Messaggero', il presidente dell'Anm, Luca Palamara, apre alle riforme. ''Ce le indica l'Europa -spiega- smaltire il gigantesco arretrato almeno del venti per cento e ridurre la lentezza dei processi''. ''Da questo punto di vista -assicura il numero uno del 'sindacato delle toghe'- noi ci siamo e ci saremo, pronti a offrire il nostro contributo''. Quanto alla terapia, Palamara indica ''due fasi: eliminazione delle cause e introduzione di correttivi''. Il primo obiettivo, sottolinea, ''deve essere quello di colmare le carenze di organico di magistrati e amministrativi; informatizzare gli uffici e limitare gli arretrati''. La seconda fase, invece, ''e' razionalizzare le spese per la giustizia. Ad esempio rivedendo le circoscrizioni giudiziarie'', perche' ''oggi possiamo dare ai cittadini tribunali piu' efficienti accorpando quelli piu' piccoli e limitrofi''.

Roma 2020: Petrucci, Presidente Monti firmi, non se ne pentira'

"Presidente, firmi, ci creda. Non se ne pentira'. Nel 2024 ci saranno Francia, Sudafrica, Stati Uniti... L'occasione unica e irripetibile e' quella del 2020. Non posso credere che il professor Monti dica no. La storia ci da' questa possibilita' oggi. Domani non si sa". Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, risponde cosi' all'ipotesi di uno slittamento della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. Il numero uno dello sport italiano, in un'intervista al Corriere della Sera, spiega perche' il governo italiano deve sottoscrivere l'affidavit da consegnare al Cio. "Roma si candidera? Deve farlo. Tutto l'iter e' stato seguito con il governo. Ed e' vero anche che proprio ieri il presidente del Consiglio ci ha detto che comincia la fase due: bene, l'Olimpiade e' la fase due. Per questo sono ottimista: l'Olimpiade deve far parte della fase che fa dire agli italiani 'rialziamo la testa'. Mi chiedo: la Spagna e' piu' cretina di noi, visto che l'Olimpiade la vuole?", si chiede Petrucci che sottolinea come l'Italia abbia in questo momento cinque membri Cio: "Carraro, Pescante, Cinquanta, Ricci Bitti, Manuela Di Centa. Piu' Raffaele Pagnozzi, segretario dei Comitati olimpici europei. Mai una nazione ha avuto tutte queste cariche contemporaneamente".


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