Bersani al 'Sole 24 ore': serve un nuovo patto economico-fiscale con le piccole e medie imprese
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Lodo Alfano, Cossiga: "Non passa ma il Cavaliere terrà il punto"
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ultimo aggiornamento: 06 ottobre, ore 10:58
Roma (Adnkronos) - Il presidente emerito della Repubblica in una intervista al 'Corriere della sera': "La maggioranza dei giudici costituzionali e' contraria allo scudo per le quattro più alte cariche istituzionali". Bassolino: "Sbagliato ogni tentativo di utilizzare il lavoro dei magistrati per mettere in crisi il governo"
Roma, 6 ott. - (Adnkronos) - "La maggioranza dei giudici costituzionali e' contraria allo scudo per le quattro più alte cariche istituzionali". Il presidente emerito Francesco Cossiga, in una intervista al 'Corriere della sera', spiega che il lodo Alfano verra' bocciato dalla Consulta. La prima conseguenza, per Cossiga, sarà "l'immediata ripresa del processo Mills con probabile condanna di Silvio Berlusconi" con "effeti nefasti", "Berlusconi correrebbe il rischio nelle riunioni europee di vedere qualche collega alzarsi e andarsene". Il presidente prosegue: "A me risulta che Berlusconi e i suoi vogliano tenere il punto e resistere" per "recarsi davanti alle Camere, fare delle dichiarazioni sostenendo che le accuse sono tutte balle e ottenere la fiducia". Questo, sempre secondo Cossiga, sarebbe l'avvio di un percorso che avrebbe un solo epilogo: "E' realistico immaginare il tentativo di formare un 'governo del presidente'" e a guidarlo sarebbe "il nuovo Ciampi, quel Mario Draghi che muore dalla voglia di farlo dopo che non e' riuscito ad arrivare al vertice della Banca centrale europea". Secondo Cossiga, "c'e' un altro candidato, mi riferisco a Gianfranco Fini". Per il presidente emerito, "non e' un disegno eversivo. La politica si gioca con tutti i mezzi".
"Sarebbe sbagliato ogni tentativo di utilizzare il lavoro dei magistrati per mettere in crisi il governo. Il diritto e il dovere dell'opposizione e' quello di muoversi politicamente per costruire una possibile alternativa di governo". Lo dice il governatore della Campania Antonio Bassolino in una intervista al 'Corriere della sera'. "Il governo ha una maggioranza forte che e' il risultato di un responso ampio da parte degli elettori. E finche' ha questa maggioranza ha il diritto e il dovere di governare", aggiunge Bassolino. Per il governatore della Campania "la prima cosa saggia da fare e' abbassare i toni. Da parte di tutti"; "bisogna ricreare un clima civile. Per tornare a occuparsi dei grandi problemi del Paese, dell'economia". Bassolino, a proposito di una eventuale caduta del governo, dice: "Parlo da presidentre di Regione. Il mio augurio e' che il governo torni a palazzo Chigi a confrontarsi sui grandi problemi del Paese. Non mi pongo il problema degli scenari. Fin quando la maggioranza c'e', il governo deve governare".
Un nuovo patto economico-fiscale con le piccole e medie imprese. E' questa una delle priorità indicate dal candidato alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani, in un'intervista a 'Il Sole 24 ore'. ''Nella crisi, lavoratori e imprenditori si sono molto avvicinati, perche' nella globalizzazione sei su una barchetta in mezzo ai flutti e questo crea una necessita' di dialogo tra Tutti. L'imprenditore che sta nelle regole- sottolinea Bersani- fa pienamente parte del nostro progetto. Ci vuole un nuovo patto economico-fiscale dove noi registriamo la centralita' del sistema delle piccole e medie imprese''. Un patto che deve reggersi sul principio di reciprocita'. ''Per un commerciante -spiega Bersani- e' giustamente importante il livello di fiscalita' e burocrazia ma e' anche importante quanti soldi ha la gente che gli arriva davanti al negozio. Se la ricchezza viene distribuita meglio ci sara' piu' benessere per tutti. Questo va capito. Noi abbiamo peccato qualche volta per illuminismo ma un recupero di civismo serve''. ''E' un anno- dice Bersani- che chiediamo di muovere un po' di miliardi per animare l'economia. Nessuno ha ricette risolutive ma serve buon senso. Servono un po' di soldi da spendere nelle tasche degli italiani che ne hanno meno. Servono investimenti in piccole opere che partono in sei mesi. Bisogna aiutare le pmi che hanno investito negli ultimi due anni, dandogli una garanzia pubblica forte che non passi necessariamente per le banche. E ancora: innovazione per aiutare a fare prodotti nuovi e un piano sull'economia verde''. Inoltre, per Bersani, vanno abbattute le tasse sul lavoro. ''Ma- sottolinea- non sbandierero' il tema della patrimoniale. Io vedo un'operazione di medio periodo: una Maastricht della fedelta' fiscale. Portare in Italia l'evasione a una distanza di non piu' di tre punti dalla media europea''.
"C'e' forse un male oscuro che corrode le fibre del Pd ? L'elenco dei nostri errori viene compilato ormai tutti i giorni con particolare severita', ma e' difficile dare loro un ordine e trovarne la matrice. Io non credo affatto che noi siamo condannati a sbagliare per ragioni, diciamo cosi', genetiche. Ma mi ha colpito il tratto comune che sembra legare alcuni episodi degli ultimi giorni". E' quanto scrive Marco Follini, senatore del Pd, nella sua rubrica settimanale sul 'Riformista'. "Primo episodio. Sabato -continua Follini- il Pd scende in piazza per la liberta' di informazione. Giovedi', appena due giorni prima, Bianca Berlinguer viene votata (anche da noi) alla direzione del Tg3. Come si dice in questi casi, non e' in discusione la caratura professionale della persona. E pero' un partito che si appresta a scendere in piazza per una liberta' che sente minacciata dovrebbe avere quantomeno l'accortezza di non prestare il fianco al sospetto di essersi dato da fare appena poche ore prima al tavolo della lottizzazione radiotelevisiva". "Secondo episodio. All'appello parlamentare contro lo scudo fiscale mancano ventitre deputati del Pd. Il capogruppo spiega che e' indignato e che si vergogna. Ma non lo sfiora neppure l'idea di dimettersi. Ora, fare del povero Soro il capro espiatorio di un infortunio parlamentare sarebbe iniquo, non c'e' dubbio. Ma forse la gravita' dell'episodio meritava una sottolineatura piu' marcata. L'idea che tutto si aggiusti con prediche e sanzioni appare un tantino minimalista alla luce dell'indignazione e della vergogna di cui sopra".
GOVERNO, BASSOLINO: NESSUNO USI LE SCELTE DEI GIUDICI PER APRIRE LA CRISI
"Sarebbe sbagliato ogni tentativo di utilizzare il lavoro dei magistrati per mettere in crisi il governo. Il diritto e il dovere dell'opposizione e' quello di muoversi politicamente per costruire una possibile alternativa di governo". Lo dice il governatore della Campania Antonio Bassolino in una intervista al 'Corriere della sera'. "Il governo ha una maggioranza forte che e' il risultato di un responso ampio da parte degli elettori. E finche' ha questa maggioranza ha il diritto e il dovere di governare", aggiunge Bassolino. Per il governatore della Campania "la prima cosa saggia da fare e' abbassare i toni. Da parte di tutti"; "bisogna ricreare un clima civile. Per tornare a occuparsi dei grandi problemi del Paese, dell'economia". Bassolino, a proposito di una eventuale caduta del governo, dice: "Parlo da presidentre di Regione. Il mio augurio e' che il governo torni a palazzo Chigi a confrontarsi sui grandi problemi del Paese. Non mi pongo il problema degli scenari. Fin quando la maggioranza c'e', il governo deve governare".
PMI, BERSANI: SERVE UN PATTO ECONOMICO-FISCALE
Un nuovo patto economico-fiscale con le piccole e medie imprese. E' questa una delle priorità indicate dal candidato alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani, in un'intervista a 'Il Sole 24 ore'. ''Nella crisi, lavoratori e imprenditori si sono molto avvicinati, perche' nella globalizzazione sei su una barchetta in mezzo ai flutti e questo crea una necessita' di dialogo tra Tutti. L'imprenditore che sta nelle regole- sottolinea Bersani- fa pienamente parte del nostro progetto. Ci vuole un nuovo patto economico-fiscale dove noi registriamo la centralita' del sistema delle piccole e medie imprese''. Un patto che deve reggersi sul principio di reciprocita'. ''Per un commerciante -spiega Bersani- e' giustamente importante il livello di fiscalita' e burocrazia ma e' anche importante quanti soldi ha la gente che gli arriva davanti al negozio. Se la ricchezza viene distribuita meglio ci sara' piu' benessere per tutti. Questo va capito. Noi abbiamo peccato qualche volta per illuminismo ma un recupero di civismo serve''. ''E' un anno- dice Bersani- che chiediamo di muovere un po' di miliardi per animare l'economia. Nessuno ha ricette risolutive ma serve buon senso. Servono un po' di soldi da spendere nelle tasche degli italiani che ne hanno meno. Servono investimenti in piccole opere che partono in sei mesi. Bisogna aiutare le pmi che hanno investito negli ultimi due anni, dandogli una garanzia pubblica forte che non passi necessariamente per le banche. E ancora: innovazione per aiutare a fare prodotti nuovi e un piano sull'economia verde''. Inoltre, per Bersani, vanno abbattute le tasse sul lavoro. ''Ma- sottolinea- non sbandierero' il tema della patrimoniale. Io vedo un'operazione di medio periodo: una Maastricht della fedelta' fiscale. Portare in Italia l'evasione a una distanza di non piu' di tre punti dalla media europea''.
PD, FOLLINI: C'E' TROPPA IPOCRISIA NEL PARTITO
"C'e' forse un male oscuro che corrode le fibre del Pd ? L'elenco dei nostri errori viene compilato ormai tutti i giorni con particolare severita', ma e' difficile dare loro un ordine e trovarne la matrice. Io non credo affatto che noi siamo condannati a sbagliare per ragioni, diciamo cosi', genetiche. Ma mi ha colpito il tratto comune che sembra legare alcuni episodi degli ultimi giorni". E' quanto scrive Marco Follini, senatore del Pd, nella sua rubrica settimanale sul 'Riformista'. "Primo episodio. Sabato -continua Follini- il Pd scende in piazza per la liberta' di informazione. Giovedi', appena due giorni prima, Bianca Berlinguer viene votata (anche da noi) alla direzione del Tg3. Come si dice in questi casi, non e' in discusione la caratura professionale della persona. E pero' un partito che si appresta a scendere in piazza per una liberta' che sente minacciata dovrebbe avere quantomeno l'accortezza di non prestare il fianco al sospetto di essersi dato da fare appena poche ore prima al tavolo della lottizzazione radiotelevisiva". "Secondo episodio. All'appello parlamentare contro lo scudo fiscale mancano ventitre deputati del Pd. Il capogruppo spiega che e' indignato e che si vergogna. Ma non lo sfiora neppure l'idea di dimettersi. Ora, fare del povero Soro il capro espiatorio di un infortunio parlamentare sarebbe iniquo, non c'e' dubbio. Ma forse la gravita' dell'episodio meritava una sottolineatura piu' marcata. L'idea che tutto si aggiusti con prediche e sanzioni appare un tantino minimalista alla luce dell'indignazione e della vergogna di cui sopra".
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