Maccanico al 'Corriere della Sera': "Nodo dell'immunità va comunque risolto"
Lodo Alfano, Franceschini: "Pd pronto per voto anticipato"
ultimo aggiornamento: 08 ottobre, ore 11:54
Roma - (Adnkronos) - Il segretario del Pd in un'intervista a 'La Repubblica': "La democrazia italiana dimostra di avere regole e anticorpi piu' solidi della prepotenza e dell'abuso di potere del premier"
Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "Mi pare che le minacce di elezioni anticipate siano state usate da Bossi e Berlusconi per condizionare le scelte della Corte. Abbiamo visto con quali risultati. Dopo la sentenza infatti si sono rimangiati tutti e adesso vogliono continuare fino al termine della legislatura. Comunque, se dovessero ripensarci ancora sappiano che il partito democratico sarebbe pronto, in qualsiasi momento, ad affrontare il voto degli italiani". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini in un'intervista a 'La Repubblica'. Per Franceschini la giornata, drammatica per Berlusconi, e' positiva per il Paese. "La democrazia italiana -ha detto- dimostra di avere regole e anticorpi piu' solidi della prepotenza e dell'abuso di potere del premier. E registro che che nel nostro Paese gli organi di garanzia hanno un'autorevolezza e una liberta' superiori a qualsiasi pressione e intimidazione. Perche' non dimentico che il ministro delle Riforme Bossi, mentre i giudici costituzionali erano in camera di consiglio, ha cercato di intimidire la Corte invocando il ricorso alla piazza". Mentre Antonio Di Pietro, secondo il segretario del Pd "continua a gridare dimissioni come se gridando le possa ottenere. Poi, fa una scelta giuridicamente sbagliata e politicamente suicida prendendosela con Napolitano perche' ha firmato il lodo. Tutte le leggi giudicate incostituzionali dalla Consulta sono necessariamente firmate dal capo dello Stato. Dov'e' allora la colpa del presidente? Anche in una giornata come questa Di Pietro ha commesso un grave errore".
LODO ALFANO: MACCANICO, NODO DELL'IMMUNITA' VA COMUNQUE RISOLTO
"A mio giudizio non deve esserci alcun cambiamento: il governo deve continuare per la sua strada. Come anche l'opposizione". Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' l'ex ministro Antonio Maccanico. "Non giudico le sentenze. Dico pero' - continua - che la materia va affrontata. Durante il precedente governo Berlusconi, cercai di proporre una mediazione, ma non passo'. Si trattava di una legge che avrebbe dovuto comportare un'approvazione bipartisan e la maggioranza non accetto'". "E ora, a distanza di anni - prosegue Maccanico - continuo a pensare che fu un tentativo che andava nella giusta direzione, occorre risolvere il problema. I costituenti avevano deciso un'immunita' 'larga' non a caso, ma perche' il nostro ordinamento, caso pressoche' unico, prevede l'indipendenza dei pm dal governo e l'obbligatorieta' dell'azione penale. In Francia, solo per fare un esempio, i pubblici ministeri dipendono dall'esecutivo. Ritengo quindi piu' saggio reintrodurre l'immunita' in vigore fino al 1993". Per Maccanico serve "un accordo bipartisan: e' impossibile approvare leggi simili se non c'e' un accordo largo tra maggioranza e opposizione".
LODO ALFANO: BELPIETRO (LIBERO), SILVIO REAGISCI FACCI VOTARE
La Corte costituzionale "ha scelto di schierarsi con chi intende sovvertire la volonta' popolare di milioni di italiani e lo ha fatto nel modo peggiore". Lo scrive, nell'editoriale di oggi in prima pagina dal titolo 'Silvio reagisci: facci votare', il direttore di 'Libero' Maurizio Belpietro, secondo il quale "non vi e' il minimo dubbio" che la decisione assunta ieri dalla Consulta di bocciare il lodo Alfano sia "una decisione di parte, soprattutto considerato l'artifico usato per bocciare il lodo". "Non resta -aggiunge Belpietro- che prendere atto che la Consulta ha deciso di dare una spallata al governo schierandosi per il ribaltone. Il clima e' fetido e se non ci sara' una reazione potrebbe finire come con Craxi, esiliato con ignominia per spianare la strada alla gioiosa macchina da guerra comunista". "Se vuole evitare una simile fine, Berlusconi non ha che una via: il voto. Chiami a raccolta la maggioranza degli italiani. Affronti la sfida in campo aperto. Non ha da temere: gli elettori -conclude Belpietro- saranno ancora con lui e anche questa volta diranno di no ai ribaltoni decisi a tavolino dai parrucconi e da quelli che si credono i padroni del Paese. Reagisca con coraggio, come ha sempre fatto".
LODO ALFANO: BOCCHINO (PDL), DISSENTO PERO' RISPETTO LA CORTE
''Lo scontro istituzionale non serve a nessuno. Le reazioni a caldo giocano brutti scherzi, da una parte e dall'altra. Occorre rispetto verso tutti gli organi di garanzia''. Lo dichiara in un'intervista a 'La Repubblica' Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla camera, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Riguardo alle accuse mosse alla Consulta dal Pdl di non essere piu' un organo di garanzia, Bocchino sostiene che ''si e' trattato di reazioni a caldo. Penso che il clima del tutti contro tutti non aiuti. Non condivido la scelta della Corte, ma non penso che ci sia bisogno di nuovi scontri. Berlusconi ha la maggioranza in Parlamento e il consenso degli italiani. Ha il diritto dovere di andare avanti. Ma per andare avanti occorre anche una serenita' istituzionale. D'Alema ha messo in guardia i suoi dal sentimento anti-berlusconiano che diventa anti-italiano. Non dobbiamo commettere l'errore uguale e contrario''. Riguardo alla reazione di Berlusconi afferma ''l'ho trovato carico, motivato. Dice che si difendera', che dimostrera' quanto siano fantasiose le accuse contro di lui. Che con il Lodo Alfano sarebbe stato meglio, ma che senza si va avanti comunque. E poi - conclude - chi pensa realmente che un giudice possa condannare Berlusconi per corruzione?''.
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