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Pd, Fassino: ''Errore non invitare Cota a festa, rimediare entro sabato''

Mafia, Simona Ventura: ''Gli sms spariranno da 'Quelli che il calcio'''

ultimo aggiornamento: 22 agosto, ore 12:43
Roma - (Adnkronos) - La conduttrice a 'La Repubblica': "I magistrati non mi hanno mai chiamato''. Bocchino a 'La Stampa': ''Programma 'prendere o lasciare'? Logica commerciale''. Cicchitto al 'Secolo XIX': ''I '5 punti' sforzo costruttivo per rimetterci in linea con programma''. Sacconi a 'Il Sole 24 Ore': ''Necessario esecutivo coeso per agganciare la ripresa''
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Roma, 22 ago. - (Adnkronos) - "I magistrati non mi hanno mai chiamato. Me l'ha detto il produttore esecutivo di 'Quelli che il calcio' e sono rimasta scioccata. Ci e' stata chiesta una documentazione e l'abbiamo fornita. Mi e' sembrato un piano davvero ingegnoso. Abbiamo aperto una linea con gli spettatori per avere un contatto diretto con loro, tutto mi sarei aspettata tranne che fosse usata per lanciare messaggi ai boss. Ora gli sms spariranno". Lo dichiara in un'intervista a 'La Repubblica' Simona Ventura, conduttrice della trasmissione televisiva ''Quelli che il calcio', dopo le rivelazioni secondo cui i boss della mafia sottoposti al 41 bis avrebbero ricevuto informazioni da parenti e amici attraverso i messaggini mandati in onda dalla trasmissione. "Intanto non sapevo che i detenuti sottoposti al 41 bis guardassero la tv, in effetti fargli vedere un certo tipo di programmi sarebbe gia' una punizione... - ironizza la Ventura - Scherzi a parte, ho pensato alla fortuna che hanno avuto, ogni domenica riceviamo dai tremila ai cinquemila messaggi. Non e' scontato che un saluto o una frase vadano in onda. C'e' una selezione alla fonte, non e' facile essere sorteggiati e passare i filtri, il caso, se tutto verra' confermato, ha giocato a loro favore". La Ventura sottolinea che mai avrebbe pensato a questi possibili rischi della Tv interattiva. "L'interattivita' e' il futuro, chi fa televisione lo sa bene, deve aprirsi al mondo esterno: chi ti guarda e' sempre piu' protagonista. Poi l'idea degli sms per noi non e' una novita', li lanciavamo gia' con Gene Gnocchi, sono le dediche alla radio di una volta. Abbiamo sempre ricevuto tanti messaggi". "Ho piena fiducia nella magistratura che fa benissimo il suo lavoro, e ho letto la dichiarazione del procuratore antimafia Grasso: 'Ipotesi possibile ma nessun caso concreto' Loro faranno le indagini e scopriremo la verita'. I messaggi spariranno dal programma - ribadisce - c'inventeremo un altro modo per coinvolgere il pubblico''.

Governo, Bocchino: ''Programma 'prendere o lasciare'? Logica commerciale''

"Non credo che si possa ricucire lo strappo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, e quindi vedo all'orizzonte la nascita di un nuovo partito politico". E' quanto afferma, in un'intervista pubblicata oggi su La Stampa, Italo Bocchino, presidente dei deputati di Futuro e liberta' per l'Italia, che aggiunge: "Berlusconi dovra' decidere se questo partito politico potra' far parte della coalizione. Noi naturalmente siamo per questa soluzione. In caso contrario, il voto e' nelle cose. I sondaggi -afferma l'esponente Fli- dicono che se si va al voto il Pdl perde tra i 60 e gli 80 parlamentari a vantaggio di Bossi e nostro".Bocchino interviene anche sul programma in cinque punti presentato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul quale il premier non e' disposto a trattare e avrebbe detto infatti 'prendere o lasciare'. "E' una logica -afferma il presidente dei deputati di Fli- che appartiene piu' al commercio che alla politica. Non possiamo accettare che ci si chieda un consenso al 100% di un percorso alla cui elaborazione non siamo stati chiamati a partecipare, e che contiene argomenti che non fanno parte del programma". Il presidente dei deputati di Fli ribasce poi che "l'enunciazione dei cinque punti di programma e' una vittoria politica di Fini". Bocchino interviene anche sul processo breve: "Nessuna pregiudiziale ma anche nessun aut aut. Non ci e' chiaro neppure quel passaggio inserito nel documento e che fa riferimento ai procedimenti civili pendenti. Siamo a favore di uno scudo giudiziario per Silvio Berlusconi, vittima di una aggressione giudiziaria. Dunque, va bene il lodo Alfano costituzionale. Le soluzioni alternative ci lasciano perplessi, non le capiamo, vorremmo discuterne. Per sottrarre Berlusconi da indubbie aggressioni si minano al cuore regole di sistema, facendo saltare un numero spropositato di processi che coinvolgono molti cittadini in attesa di giustizia".

Governo, Cicchitto: ''Non ci faremo logorare né prendere in giro da Fli''

"Non accetteremo mai che si ripeta l'operazione di logoramento che e' avvenuta sul ddl intercettazioni''. Fabrizio Cicchitto, mette in chiaro che, dopo il vertice di due giorni fa a Palazzo Grazioli, il Pdl non e' piu' disposto a subire i veti dei finiani. ''Venerdi' -spiega il capogruppo del Pdl alla Camera in un'intervista al Secolo XIX- con l'elaborazione dei 5 punti abbiamo fatto un rilevante sforzo costruttivo, per far si' che ci sia un governo coerente con il voto del 2008 e che affronti i nodi fondamentali della societa' italiana, evitando cosi' le elezioni anticipate''. Cicchitto ritiene che la risposta dei finiani sia ''un approccio contraddittorio, nel senso che ci sono state posizioni diverse. Certamente costruttiva quella di Silvano Moffa, ma con dei grandi punti interrogativi quelle di altri; perche' non si puo' ipotizzare che si voti una mozione, che ha una sua logica complessiva e poi il giorno dopo la sua approvazione ricominci un tourbillon in commissioni e in aula di logoramento del governo". "La nostra piattaforma -insiste Cicchitto- e' un approccio costruttivo e positivo, ma se si innesta un disegno del dire 'li prendiamo per i fondelli, diamo la fiducia sulla mozione e poi li logoriamo', questa e' una cosa che durerebbe pochissimo''. Infatti, prosegue Cicchitto, ''serve una coalizione solida, che crede nelle ragioni che l'hanno portata a vincere nel 2008 e che, al netto dei dissensi manifestatisi in questo periodo, reputi che i problemi generali del Paese richiedono l'impegno di una maggioranza che - semmai - cerca di avere rapporti positivi con settori come l'Udc e non vive perennemente delle sue contraddizioni''. Per quanto riguarda il partito di Casini, il capogruppo pidiellino sostiene che ''l'Udc rimane in una linea di opposizione, ma tra la linea che ha seguito l'Udc e quella del Pd e dell'Idv, che ha avuto la leadership dello schieramento di centrosinistra, c'e' una grande differenza e questo implica che la maggioranza deve avere attenzione alle posizioni ed alle proposte che l'Udc avanzera'''. Sul processo breve Cicchitto evidenzia che ''c'e' un'ipotesi di riforma globale della giustizia, all'interno di questa c'e' l'esigenza di avere delle misure che evitino la continuazione di un processo di destabilizzazione dell'equilibrio politico del Paese, sancito dai cittadini, che avviene attraverso l'uso politico della giustizia e di procure politicizzate che hanno indirizzato il fuoco in una direzione ben precisa. Certamente -conclude Cicchitto- non nascondiamo che riteniamo il punto del processo breve un punto importante, al pari degli altri''.

Governo, Franceschini: ''Il voto non ci fa paura, nascerà l'Alleanza costituzionale''

"Di fronte ad una situazione di emergenza, con Berlusconi che va al voto per ottenere i pieni poteri, stravolgere la Costituzione e puntare al Quirinale, scatterebbe una risposta straordinaria e di emergenza da parte di tutta l'opposizione: la nascita di una alleanza costituzionale". Lo dice Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd, intervistato da La Repubblica, in merito a possibili scenari di elezioni anticipate. L'alleanza costituzuione, secondo quanto afferma Franceschini, sarebbe "aperta a tutte le forze che alla svolta autoritaria di Berlusconi sono pronte a dire di no. Partendo naturalmente dal Pd, da Di Pietro, dalla sinistra che e' fuori dal Parlamento". E sull'Udc, l'esponente Pd dice: "Casini e' all'opposizione, e dunque e' evidente che si tratta di un nostro interlocutore naturale". E anche se "c'e' un pressing forte di Berlusconi, Casini dimostra di saper resistere. Del resto conosce, per averlo sperimentato, come si vive male nel centrodestra del Cavaliere".Alla domanda se l'alleanza costituzione imbarcherebbe anche Fini, Franceschini risponde: "Fini, sta conducendo la sua battaglia all'interno del campo di centrodestra". Secondo il presidente dei deputati Pd un fronte allargato da una parte a Casini e dall'altra a Vendola non significherebbe la fine della vocazione maggioritaria del Pd ma la "risposta a una situazione di emergenza". Perche' "sarebbe un passaggio necessario per fermare la svolta autoritaria e arrivare alla costruzione di un bipolarismo moderno nel nostro paese". Se nascesse il terzo polo di Casini, Fini e Rutelli, Franceschini sostiene che questo toglierebbe voti al centrodestra. "Ecco un'altra buona ragione per prevedere una vittoria elettorale del centrosinistra". La leadership dell'alleanza costituzionale "dipende dall'evolversi della situazione. Se la legislatura va avanti, abbiamo le primarie -dice l'esponente Pd- ma se la crisi si avvita, e rapidamente scatta la corsa alle urne, lo schema di gioco per forza cambia. Anche per ragioni di tempo, saremmo costretti a scegliere il nostro candidato premier magari solo in un mese".Il Pd, dice Franceschini, lavora "ad un governo di transizione con al primo punto la modifica del Porcellum. Pero' se non dovesse andare cosi', non abbiamo alcuna paura di affrontare la prova delle urne anche con questa legge elettorale". E su una tregua nella maggioranza l'esponente Pd afferma: "Io ho visto la faccia di un leader al tramonto. La dialettica non e' prevista nel centrodestra del Cavaliere. Nega alla radice l'essenza stessa del suo sistema. Nella sostanza lo strappo con Fini e' irrimediabile". "Il Cavaliere -aggiunge- usa l'arma del voto al contempo come una minaccia e come una tentazione. Sogna anche il colpaccio grazie al Porcellum, che gli consentirebbe di mettere in lista solo i fedelissimi e di fare il pieno grazie ad un premio di maggioranza vergognoso. Pero' sa anche che questo sogno rischia di trasformarsi in incubo". Infine sui finiani sono pronti a sottoscrivere al 95 per cento la verifica il presidente dei deputati Pd afferma: "Berlusconi gia' alza il tiro: perche' a lui, in realta', interessa solo il 5 per cento. Solo le leggi ad personam".

Governo, Sacconi: ''Necessario esecutivo coeso per agganciare la ripresa''

''L'Italia per realizzare i cambiamenti necessari alla crescita ha bisogno di un governo coeso perche' sui profili piu' dirimenti della crescita stessa la politica ha delle divisioni nette. L'Italia non e' fatta per governi di responsabilita' nazionale o 'grosse koalition'. Non se li puo' permettere. Sarebbero la paralisi di tutto quello che occorre fare''. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi lo spiega in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'.

Governo, Scholz (Compagnia Opere): ''Siamo contrari ed esecutivi tecnici''

''Siamo contrari a governo tecnici. Aumenterebbe ulteriormente la sficuia degli italiani nelle politica, mentre si tratta di costruire passo dopo passo. Spesso, se qualcuno fa un passo indietro, tutti possiamo fare due passi in avanti, nella politica esistono compromessi nobili''. Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, lo spiega in un'intervista al 'Corriere della Sera'. ''Berlusconi ha scelto bravi ministri, che hanno retto bene il peso della crisi -continua Scholz- Ora si tratta di proseguire le riforme iniziate, di dare concretezza al lavoro intrapreso. Il libro bianco di Sacconi, ad esempio, prevede una riforma del welfare state che va nella giusta direzione: si deve passare dal welfare state alla welfare society; solo la collaborazione tra pubblico e privato rendera' sostenibile il sistema. L'autonomia della scuola e' un altro grande obiettivo''.

Governo, Zingaretti (Pd): ''Fini lavora per sconfiggerci''

Gianfranco Fini non sara' mai un potenziale alleato del Pd. Anzi, il leader di Fli sta giocando la sua partita per attrarre i berlusconiani delusi e sconfiggere il centro sinistra. Solo le argomentazioni sviluppate in un'intervista all'Unita'" dal presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "L'agenda partorita venerdi' dal vertice del Pdl e' imbarazzante -dichiara Zingaretti- mi pare uno scambio osceno con la Lega: fateci fare gli affari nostri, voi fatevi i vostri. Bossi usa i limiti dello Stato per distruggere la nazione. Noi invece dobbiamo difendere la nazione rinnovando lo Stato. Dobbiamo costringerli a fare i conti con la nostra idea di Paese. Berlusconi non ha risparmiato un avvertimento a Napolitano: se c'e' crisi si vota". E Fini, tornera' a casa oppure la rottura e' insanabile? Penso che Fini abbia vinto una battaglia. Rappresenta, per quelli di destra, un'alternativa a chi non si rassegna al berlusconismo. Fini -continua Zingaretti- e' quello che, con piu' credibilita', immagina una destra nazionale. Quella di Fini e' una destra antiberlusconiana, noi siamo il centrosinistra. Sia chiaro: Fini non vuole allearsi con noi -conclude Zingaretti- ma vuole lavorare per sconfiggerci meglio".

Pd, Fassino: ''Errore non invitare Cota a festa, rimediare entro sabato''

"Evitiamo di trasformare in un casus belli una tempesta in un bicchier d'acqua. Parliamoci chiaro. Se Tremonti, Calderoli e Maroni sono interessati a discutere, il nostro invito e' sempre valido. Se invece si sentono in difficolta' perche' la loro maggioranza e' in crisi, allora non c'e' bisogno di nascondersi dietro il mancato invito a Cota". Lo dice Piero Fassino, ex segretario Ds e deputato del Partito democratico, intervistato da La Stampa in merito alle polemiche sulla festa democratica. "Mi e' parsa francamente esagerata e strumentale -afferma Fassino- la decisione dei ministri di rigettare l'invito. Se c'e' una cosa che i cittadini chiedono e' un clima meno rissoso, in questo senso tutte le occasioni di confronto dovrebbero essere considerate dai politici utili e importanti". "Sono sempre stato favorevole -aggiunge l'esponente Pd- a invitare alle nostre feste anche esponenti dei partiti avversi, dunque non avrei avuto obiezioni nemmeno su Roberto Cota. Anzi: la sua partecipazione poteva rappresentare un'occasione utile di confronto. Spero che prima di sabato si trovi il modo di superare questa incomprensione". "Anche quando le polemiche erano piu' calde -continua Fassino- non abbiamo mai esitato a invitare i nostri avversari: lo abbiamo dimostrato con gli inviti ai ministri del governo; partecipazioni analoghe sono previste anche nelle altre principali Feste del Pd. Per onesta' bisogna ricordare che raramente la controparte ha mostrato la stessa nostra attenzione. Non solo. Se guardo alla dialettica politica degli ultimi mesi chi si e' sottratto al confronto in Parlamento, ricorrendo ripetutamente alla fiducia e ai decreti blindati, e' stata la maggioranza".

Fiat, Cazzola (Pdl): ''Il Lingotto doveva riflettere di più''

''Non credo che sia il primo caso di questo genere e penso che gli avvocati del Lingotto avranno studiato a fondo i precedenti. Sanno anche loro che un delegato sindacale e' blindato e che spesso la giurispudenza in questi casi e' controversa. Se lo hanno fatto e' perche' hanno deciso di andare fino in fondo nel confronto con la Fiom''. Giuliano Cazzola, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, in un'intervista a 'La Repubblica', commenta cosi' la decisione della Fiat di non reintegrare i tre lavoratori di Melfi licenziati a luglio. ''Sinceramente al posto della Fiat ci avrei pensato una volta di piu' -continua Cazzola- E forse avrei atteso l'esito del processo prima di fare una nuova mossa. Comunque non credo che la vicenda di melfi possa innescare un atunno caldo. In fondo si tratta di un fatto relativamente circoscritto, uno scontro tra un'azienda e un solo sindacato. Non credo che questo sia sufficiente a creare un clima di tensione nelle fabbriche italiane''.

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