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Maroni: nel 2010 basta sbarchi clandestini. Per l'Italia rischio terrorismo in franchising

ultimo aggiornamento: 31 dicembre, ore 10:43
Roma (Adnkronos) - Il ministro dell'Interno in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano della Lega 'la Padania': "Se nel 2009 li abbiamo ridotti del 90%, per il 2010 puntiamo al 100%". Quanto al rischio attentati: "Il pericolo arriva dai singoli che, imbevuti di fondamentalismo, compiono un attentato utilizzando il know how che viene loro fornito da internet o da contatti personali"
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Roma, 31 dic. - (Adnkronos) - "Se nel 2009 abbiamo ridotto gli sbarchi di clandestini del 90%, per il 2010 puntiamo al 100%". Lo afferma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano della Lega "laPadania". Dopo aver sottolineato che "la politica di contrasto all'immigrazione clandestina e' uno dei motivi per cui la Lega ha chiesto e ottenuto il ministero dell'Interno". "Fermare gli sbarchi era un compito difficile, da alcuni considerato persino impossibile. I dati pero' parlano chiaro -rivendica Maroni- e dicono che, da quando abbiamo iniziato ad attuare l'accordo con la Libia, gli sbarchi sono diminuiti di oltre il 90%. E' un risultato eccellente, addirittura insperato, che abbiamo ottenuto resistendo agli attacchi costanti di quelli che, parafrasando Sciascia, definirei i "professionisti dell'antirazzismo". Quelli che prima ci accusavano di non riuscire a fermare gli sbarchi e che poi ci hanno accusato di averli fermati". Quanto al Cia di Lampedusa, chiuso per mancanza di ospiti, Mareoni annuncia che "a gennaio, intanto, andro' ad Agrigento ad annunciare come abbiamo deciso di utilizzare tutte le strutture realizzate a Lampedusa per accogliere i clandestini e che oggi, fortunatamente, sono vuote. Per il 2010 invece l'obbiettivo e' continuare sulla stessa strada".

"Il livello di attenzione e' massimo. Lo abbiamo innalzato subito dopo le notizie giunte dall'Olanda ma e' dall'11 settembre 2001 che sappiamo che tutti i paesi occidentali sono possibili bersagli di attentati. Per quanto riguarda l'Italia il rischio e' soprattutto il terrorismo in franchising, quello che abbiamo gia' sperimentato con il 'mezzo attentato' di Mohammed Game", afferma poi il ministro Maroni. "Il pericolo arriva cioe' dai singoli che, imbevuti di fondamentalismo, si decidono a compiere un attentato utilizzando il know how che viene loro fornito da internet o da contatti personali", prosegue Maroni, che aggiunge: "Proprio per questo motivo, pero', la vigilanza dovra' essere massima e per garantirla dovremo ricorrere, come sempre, ai servizi di informazione ma anche ad una rigida applicazione della Legge Bossi-Fini sull'immigrazione". A proposito dell'annuncio, da parte dell'Olanda, dell'adozione dei bodi scanner negli aeroporti, Maroni afferma poi: "Conosciamo questi strumenti e, a livello europeo, stiamo gia' effettuando delle valutazioni. Si stanno analizzando soprattutto due questioni: la prima legata all'efficacia effettiva di questo strumento e la seconda legata all'invasione della privacy connessa a questo tipo di controllo. Personalmente, anche se riconosco che non eliminano il rischio al cento per cento, sono favorevole ai body scanner. Comunque, se il Garante della Privacy dice no, non possiamo utilizzarli".

RIFORME, SACCONI: DAL PD SEGNALI POSITIVI

''Siamo alla vigilia di un anno carico di difficolta' ma anche di opportunita', e penso che possa prevalere anche nel Pd, nonostante tutto, la disponibilita' a ricondurre alla normalita' i rapporti tra maggioranza e opposizione''. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. "Ci sono -aggiunge Sacconi- diversi segnali positivi, ma si sono accentuate anche le resistenze di chi non vuole il civile dialogo. Gi'a prima di essere eletto, Bersani aveva sottolineato la volonta' di ridare natura popolare al Partito democratico. E questo e' il contrario della logica dello sfascio, propria non solo di Di Pietro e di altri fragili opportunisti della politica, ma soprattutto delle ciniche ed egoiste borghesie improduttive". Dialogo, quindi possibile, con il Pd, anche se Sacconi avverte: "faremo di tutto per cercare un ampio consenso, ma non potremo mai rinunciare a mettere in sicurezza le istituzioni democraticamente elette". L'obiettivo di fondo del cammino riformatore, spiega Sacconi, e' quello di ''arrivare al rispetto condiviso dell'interesse nazionale, che include cinque profili. Il primo, preliminare, e' quello della stabilita' politica e istituzionale, che non puo' mai essere sottratta al voto democratico. Esso implica la riforma della giustizia e il pacchetto istituzionale, dal federalismo fiscale a istituzioni centrali piu' capaci di decidere''.

SOCIALISTI, FASSINO: CRAXI FU UN CAPRO ESPIATORIO

"Continuo a pensare che dipingere Craxi come un criminale sia una caricatura sciocca e inaccettabile. Cosi' come descriverlo come la vittima di una congiura". E' quanto afferma, in una intervista a 'La Stampa', Piero Fassino, secondo il quale "non ci sono dubbi sul fatto che Craxi sia stato un politico della sinistra, nel solco della storia del socialismo riformista". Bettino Craxi, sottolinea Fassino, "ha rivitalizzato il Psi, ha intuito prima di altri quanto l'Italia avesse bisogno di una modernizzazione economica ed istituzionale, su queste sfido' la Dc ed il Pci ed avvertendo il rischio di non farcela, non sfuggi' alla tentazione con i poteri forti, come la P2 di Gelli, terreno sul quale e' maturata la degenerazione e la corruzione". Quanto al celebre discorso tenuto alla Camera dall'ex leader del Psi, Fassino dice che "rivisto oggi, non c'e' dubbio che ci fu un silenzio assolutamente reticente e ambiguo da parte di tutta la classe politica davanti alle parole crude con cui Craxi affronto' il problema del finanziamento illegale, dicendo che non riguardava soltanto il Psi ma l'intero sistema politico". Sostanzialmente era cosi? "Difficile negarlo, anche se c'e'ra e c'e' -conclude Fassino- una differenza tra finanziamento illecito e corruzione".

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